Tutti gli articoli relativi a: economia

"Le consultazioni informali del Colle", di Claudio Tito

L´Euro boccheggia. Ieri è stata una giornale terribile, segnata dai crolli delle Borse, dall´asfissia delle banche, dall´implosione dei titoli pubblici, dall´allargarsi del divario, in Europa, fra Paesi forti e deboli, da dubbi sempre più diffusi sulla sopravvivenza della moneta comune. Giorgio Napolitano scende in campo. La crisi economica stringe in una tenaglia il nostro Paese e la situazione politica non offre tutte le garanzie perché le misure reclamate dall´Ue vengano approvate rapidamente. Mentre le borse precipitano e il debito pubblico italiano lede la credibilità del sistema, al Quirinale suona l´allarme e il capo dello Stato avvia una sorta di consultazioni informali. Contatti con le autorità istituzionali e politiche, con quelle monetarie e comunitarie. Con i leader politici, dei sindacati e del mondo imprenditoriale. Per illustrare a tutti la delicatezza del momento e saggiarne gli orientamenti. Per esortare Palazzo Chigi a premere sull´acceleratore della concretezza e per capire quali possano essere le eventuali alternative se il centrodestra non si dimostrasse in grado di varare tutti provvedimenti necessari. Nessun pressing sul Cavaliere a fare un passo indietro, …

Bersani sente il Colle: «Pronti a responsabilità»

Il segretario del Pd Bersani, secondo quanto si apprende, ha avuto un colloquio telefonino con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha espresso forte preoccupazione per la situazione di queste ore sulla crisi economica. Nel corso della telefonata, secondo quanto si apprende, il leader dei democratici ha dato la disponibilità del Pd e delle forze di opposizione a prendersi le responsabilità necessarie per l’aggravarsi della crisi finanziaria dell’Italia. «È una delle giornate più drammatiche che l’Italia abbia mai vissuto in questa crisi finanziaria», è l’analisi del leader democratico. Giro di contatti anche con i big del Pd, a partire dai capigruppo Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, il vicesegretario Enrico Letta e il presidente dell’Assemblea del partito Rosy Bindi con i quali Bersani ha deciso di vedersi domani per una riunione urgente del Pd sull’evolversi della crisi finanziaria. Mentre il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, segue l’evoluzione dei mercati finanziari tenendosi in stretto contatto con Palazzo Chigi, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Non vi …

"Addio decreto sviluppo Berlusconi punta tutto sulla legge di stabilità" , di Federica Fantozzi

Al telefono Merkel e Sarkozy ripetono: fare presto. Il governo vuole il maxiemendamento in aula al Senato il 16. Il premier irritato dagli appelli di Montezemolo e Monti. Nel giorno dell’ennesimadisfatta delle Borse, il panico nel governor aggiunge il livello di guardia. Il lunedì nero di Piazza Affari&co spaventa: se i mercati non credono all’esecutivo né alle istituzioni europee che garantiscono per lui, la strada si fa davvero in salita. Per tutti. Berlusconi lo ha capito. Glielo hanno fatto capire: ieri c’è stato un giro di telefonate a tutto campo, con Draghi, con Bruxelles. Ha parlato con Merkel e Sarkozy con cui aveva avuto colloqui bilaterali: «Dobbiamo fare fronte comune, non per amore ma per necessità. È una crisi globale che riguarda tutti». I ministri al lavoro sulle misure economiche hanno insistito: «Silvio, a Cannes ti aspettano con le baionette puntate». Bisogna fare in fretta – è stato il refrain della giornata – Bisogna arrivare al G20 con le misure in tasca. Facile a dirsi. Le acque sono agitate anche dentro la maggioranza. La lettera …

"Borsa, spread, disoccupati, è la tempesta perfetta. Lunedì nero per l´Italia. L´inflazione schizza al 3,4%", di Ettore Livini

Volano oltre la soglia d´allarme del 6% i tassi sui Btp, crolla Piazza Affari (-3,82%), la disoccupazione sale all´8,3% e l´inflazione (+3,4%) balza ai massimi dal 2008. La tempesta finanziaria e la crisi economica regalano all´Italia un lunedì da incubo. L´euforia seguita al vertice di Bruxelles è durata appena 24 ore. Poi i nodi sono arrivati subito al pettine: il fondo salva-Stati è, per ora, un´arma caricata a salve. La lettera di Silvio Berlusconi alla Ue – lo dicono i numeri di Borsa e bond – è considerata poco più di un rosario di buone intenzioni. E i mercati, come racconta la cronaca della seduta di ieri, hanno ripreso a vendere a piene mani tutti i titoli del Belpaese. Sale il rischio Italia Il buongiorno (se così si può dire) dell´ennesimo lunedì nero parte dal mattino. Alle 8.30 – appena aperte le contrattazioni – i rendimenti sui Btp decennali mettono il turbo e si arrampicano oltre quota 6%. Non è la prima volta: era successo a inizio agosto quando l´Europa ballava sull´orlo del crac e …

""Nessuno paga nessuno". E la crisi del credito arriva fino alle imprese", di Marco Alfieri

Nel Paese dei contanti all’improvviso non circolano più soldi. «Da qualche mese nell’economia reale nessuno paga più nessuno, è tutto bloccato», lanciano l’allarme gli artigiani varesini. Le imprese hanno difficoltà a farsi finanziare il capitale circolante dalle banche, così si tengono quel poco di liquidità in cassa rallentando i pagamenti a valle della filiera produttiva. Da Nord a Sud la musica è pericolosamente la stessa. Luca S. insieme a un socio e 3 collaboratori fa il gessista a San Giorgio a Cremano, cintura trafficata di Napoli. Un’attività artigianale tipica non fosse che, al 20 ottobre 2011, lamenta 90 mila euro di mancati incassi. «Sono in credito da oltre 5 mesi con un’azienda di quadri elettrici a cui ho sistemato la sede, e da 7 con un paio di commercianti in abbigliamento a cui ho ristrutturato il negozio», racconta trafelato Luca S. «Avevo un fido di 50 mila euro con la mia banca, ridottomi 2 settimane fa alla metà, così ho dovuto chiedere soldi a un altro istituto per saldare alcuni fornitori». Ovviamente pagando tassi più …

"La forbice sempre più esasperata", di Guido Rossi

Due notizie ampiamente riportate ieri sulla prima pagina del Sole 24 Ore hanno collegato il loro contenuto con quelli della conferenza organizzata a Milano dal Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale e dalla Fondazione Cariplo, sulle disuguaglianze economiche e sociali, con la straordinaria partecipazione, a livello internazionale, di personalità del mondo istituzionale e accademico. La prima notizia riguarda l’incredibile, preoccupante aumento di circa il 50% dei compensi dei top manager inglesi; la seconda concerne l’altrettanto preoccupante situazione delle banche tedesche e francesi, ricolme di titoli tossici e di bond greci, la cui situazione è giudicata a livello europeo meno allarmante rispetto a quella delle ben più sane banche italiane. La prima considerazione che deve essere fatta e dalla quale non si può assolutamente prescindere, qualunque sia la valutazione dell’attuale crisi, è che purtroppo la situazione sia in Europa, sia negli Stati Uniti, e nel resto del mondo, continua senza nulla cambiare, ad esasperare l’ineguaglianza globale in termini sia oggettivi sia soggettivi, con il disperato aumento della povertà, alla quale globalmente corrisponde una spaventosa concentrazione …

"L’indignazione si aggira per il pianeta", di Giuliano Battiston

Zygmunt Bauman guarda al nuovo movimento internazionale e spiega come la protesta sia diversa in ciascun Paese perché è diverso il muro che vuole abbattere per costruire un mondo più giusto di quello attuale Abbiamo incontrato Zygmunt Bauman a Roma, in occasione della sua lectio magistralis su Quali sono i problemi sociali oggi?, nell’ambito della Terza edizione del Salone dell’editoria sociale di Roma. Nei suoi testi cita spesso una frase di Cornelius Castoriadis: «Ciò che non va nella società in cui viviamo è che ha smesso di mettersi in discussione». In un mondo in cui le vecchie coordinate della modernità solida stanno scomparendo, come individuare le domande più pertinenti e i problemi sociali a cui rispondere con più urgenza? «Viviamo in un tempo di vuoto (simile all’“interregnum” dell’antica Roma), un periodo in cui i vecchi metodi con cui facevamo andare avanti le cose risultano inefficaci, mentre non ne sono stati ancora inventati di nuovi. È un periodo di cambiamento, non di transizione, perché “transizione” implica un passaggio da un “qui” a un “lì”, e sebbene …