Tutti gli articoli relativi a: economia

"Quando metà del reddito se ne va in tasse così l´Italia tocca il record di pressione fiscale", di Roberto Petrini

Lo slogan della primavera del 2008, quando Berlusconi vinse di nuovo le elezioni, era lo stesso del 2001: «meno tasse per tutti». Il comma 2 del programma presentato allora agli elettori e consultabile su Internet è assai chiaro: totale eliminazione dell´Ici sulla prima casa, introduzione del «quoziente familiare», abolizione delle tasse su successioni e donazioni e – immancabilmente – «graduale e progressiva riduzione della pressione fiscale sotto il 40% del prodotto interno lordo». Delle quattro promesse solo l´Ici sulla prima casa è stata abolita, con costi alti (circa due miliardi ed esiti pesanti sui bilanci comunali). E il resto? Il resto dice che la pressione fiscale in Italia non diminuisce per niente, anzi stando ai recenti dati dell´Ocse, tra il 2008 e il 2009 si è già registrato un aumento di 0,2 punti toccando il tetto del 43,5 (più alto del 1997, anno della biasimata eurotassa di Prodi). Crisi internazionale e l´effetto algebrico della caduta del Pil, si difende il governo: la pressione fiscale è un rapporto – si dice – se cala il denominatore …

"Lo smacco del Lingotto", di Luciano Gallino

L’Amministratore delegato Sergio Marchionne ha annunciato che il gruppo Fiat-Chrysler, una volta che fosse interamente unificato, potrebbe stabilire la propria sede legale negli Stati Uniti. Sarebbe un fatto senza precedenti.Non si ricorda infatti un altro grande costruttore, di quelli che hanno fatto la storia dell´automobile, che abbia de-localizzato non solo il proprio braccio produttivo, ma anche la propria testa, gli enti che decidono e guidano tutto il resto di un grande gruppo nel mondo. Toyota e Volkswagen, Citroen e Renault, General Motors e Ford producono milioni di auto in paesi terzi, ma il quartiere generale, il cuore della ricerca e sviluppo, il controllo gestionale e finanziario restano ben saldi nel paese d´origine. Sarebbe un grave smacco per Torino, per il Piemonte e per tutto il Paese se Fiat cambiasse nazionalità. L´Italia resterebbe con una sola grande industria manifatturiera, la Finmeccanica, che per il 40 per cento produce armamenti, non esattamente il tipo di produzione di cui un paese possa andare fiero, anche se permette di realizzare buoni utili. Questo in un momento in cui l´industria …

"Lo psicodramma delle imposte comunali", di Maria Cecilia Guerra e Alberto Zanardi

Il decreto sul federalismo municipale ha rischiato di mettere fine alla legislatura ed è ora al centro di una forte tensione istituzionale. Ma rappresenta davvero il passaggio cruciale per la costruzione del federalismo nel nostro paese? Il provvedimento è tutto sommato assai modesto. Manca comunque una regolamentazione adeguata del sistema perequativo dei comuni. Mentre l’ossessione per il vincolo di invarianza della pressione fiscale rischia di snaturare il federalismo, il cui principale obiettivo è rendere i sindaci responsabili davanti ai propri cittadini. MOLTO RUMORE PER UN PROVVEDIMENTO MODESTO La Lega aveva annunciato che nel caso in cui il decreto sul federalismo municipale fosse stato bocciato dalla Commissione bicamerale, le elezioni sarebbero state inevitabili. Il parere della maggioranza sul decreto – che durante i lavori della bicamerale era stato emendato in alcune parti per raccogliere il consenso dell’Anci – è stato respinto. In assenza di un parere da parte della bicamerale(1), si è fatto ricorso a una procedura di dubbia legittimità: il Consiglio dei ministri ha approvato “in via definitiva” il decreto legislativo, non nella versione originaria …

"La crisi non sia alibi, si poteva fare meglio della propaganda", di Stefano Fassina

Per la prima volta da molti anni, il reddito delle famiglie italiane è caduto, in media, del 2,7%. Un dato di straordinaria gravità economica e sociale. Ancora più preoccupante considerato che, in Italia, le medie sono bugiarde. La media combina insieme condizioni diverse, anzi opposte: l’annullamento del reddito di un giovane precario, prima a 1000 euro al mese, poi senza lavoro e senza indennità di disoccupazione; la sforbiciata alla retribuzione di un operaio in cassa integrazione; l’incremento spensierato del reddito di un evasore fiscale che, grazie allo scudo-condono del ministro Tremonti, ha potuto comprare a prezzi stracciati “un’assicurazione” contro futuri accertamenti. Un’altra politica economica avrebbe potuto attutire e redistribuire in modo meno regressivo i contraccolpi economici e sociali della crisi. Non è vero che non si poteva fare di meglio poiché «la crisi è globale e l’Italia ha il terzo debito più elevato del mondo senza essere la terza economia del mondo» come ripete la propaganda berlusconiana. Il ritornello è servito a coprire scelte politiche precise. Scelte di destra. Il controllo del bilancio pubblico era …

"Famiglie, indietro tutta. Reddito diminuito del 2,7%", di Marco Ventimiglia

Il 2009 è periodo recentissimo,ma presi dalle incombenze quotidiane si finisce spesso per dimenticare qualche cosa di importante. Ed allora, di fronte alle cifre mostrate ieri dall’Istat che lo certificano come un anno infausto dell’economia nazionale, sarà bene riportare alla mente il volto che, in quel 2009, esibiva Silvio Berlusconi. Non è una gran fatica, perché si tratta esattamente della stessa faccia che va in onda adesso per negare l’esistenza delle notti di Arcore, solo che allora l’oggetto del diniego era un altro: la crisi. Per il presidente del Consiglio, ed a ruota il governo tutto, semplicemente non esisteva, il solito inganno mediatico mentre le fondamenta dell’economia nazionale erano molto migliori di tante altre nazioni europee. Parole, certifica ora l’Istituto di statistica, che riempivano l’etere mentre gli italiani stavano conoscendo la più significativa contrazione del loro reddito da decenni a questa parte… Dunque, i numeri dell’Istat dicono innanzitutto che nel 2009, per la prima volta in 15 anni, il reddito disponibile è diminuito. E nonsi è trattato di una flessione di qualche decimale di punto, …

"L’Italia sotto la media Ue per innovazione e ricerca", di Marco Mongiello

L’Italia arranca dietro l’Europa e l’Europa arranca dietro Stato Uniti e Giappone. È questa la situazione fotografata dal Nuovo quadro valutativo sull’innovazione, presentato ieri a Bruxelles dal commissario all’Industria, Antonio Tajani, e dal responsabile per la ricerca, Máire Geoghegan- Quinn. Lo studio misura nei Paesi europei 25 indicatori di innovazione, dalla qualità delle risorse umane, ai finanziamenti alla ricerca, agli investimenti delle imprese. Ne esce il ritratto di un’Europa in ritardo, soprattutto sull’attività di ricerca e sviluppo del settore privato. «Il divario si legge – è particolarmente ampio e in rapido aumento per quanto riguarda le entrate dall’estero derivanti da licenze e brevetti ». Resta il vantaggio su India e Russia, ma si accorcia quello sulla Cina. Tra i Ventisette però la situazione è molto differente. Ci sono i «leader dell’innovazione»,come Danimarca, Finlandia, Germania e Svezia. Ci sono i Paesi «che tengono il passo», tra cui Francia e Gran Bretagna. E poi ci sono quelli che non tengono il passo, diplomaticamente definiti «innovatori moderati», tra cui l’Italia, in compagnia di Grecia, Portogallo, Spagna e altri …

"Il Pd: il federalismo nasconde una patrimoniale per negozianti", di Luisa Grion

Il federalismo nasconde una patrimoniale a danno di commercianti e artigiani: l´accusa – respinta dal governo – arriva dal Pd e alza ancor di più lo scontro attorno al provvedimento che domani passerà al voto della Commissione bicamerale. I lavoratori autonomi, di fatto, sono una roccaforte elettorale per Lega e Pdl: dire che il federalismo farà pagare loro più tasse e ne toccherà i “beni al sole” significa infilare un coltello nel cuore del testo che la Lega vuole a tutti i costi imporre. Ma per il partito di Bersani non ci sono dubbi: ieri una nota della segreteria precisava che il testo sul fisco municipale, oltre a contenere un aumento generalizzato delle tasse, prevede proprio quel tipo di imposta che «il presidente del Consiglio vorrebbe attribuire alla nostra volontà». Per Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, la patrimoniale è nascosta «in quel raddoppio dell´Ici, ridefinita Imu, su immobili ad uso aziendale di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori». La maggioranza non ci sta: «Non c´è alcuna patrimoniale, bisogna considerare il provvedimento nel suo complesso – …