Tutti gli articoli relativi a: economia

Disoccupazione giovanile al 29%

I dati Istat parlano chiaro: mai così tanti disoccupati dal 2004 ad oggi. Fassina: “Colpa grave di un governo concentrato da mesi sulle ragazzine a casa Berlusconi e di un ministro del Lavoro impegnato a tempo pieno a dividere i sindacati e a colpire i diritti dei lavoratori. Il tasso di disoccupazione giovanile a dicembre è pari al 29 per cento, con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti percentuali rispetto a dicembre 2009. È il dato peggiore dal 2004 ad oggi per la generazione tra i 15 e i 24 anni. Lo comunica l’Istat. Sulla base di dati destagionalizzati e stime provvisorie il numero di occupati, sempre secondo l’Istat, risulta invariato sia rispetto a novembre 2010 sia su base annua. Il tasso di occupazione, pari al 57 per cento, risulta stabile rispetto a novembre e in riduzione di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta in diminuzione dello 0,5 per cento rispetto a novembre, e in …

La vicenda Gambro arriva in Parlamento

I deputati modenesi del Pd hanno presentato un’interrogazione ai ministri dello Sviluppo economico, della Salute e del Lavoro. I deputati modenesi del Pd – Manuela Ghizzoni, Ricardo Franco Levi, Ivano Miglioli e Giulio Santagata – hanno presentato un’interrogazione ai ministri dello Sviluppo economico, della Salute e del Lavoro. Chiedono “quali iniziative intendano intraprendere per la salvaguardia dei posti di lavoro e garantire i livelli occupazionali nel settore biomedicale della bassa modenese”. Chiedono inoltre al ministro della Salute Fazio se non ritenga che la dismissione della cosiddetta “linea sangue” non pregiudichi “la funzionalità dei reparti ospedalieri e sanitari che utilizzano dei prodotti Gambro”. I parlamentari modenesi ricordano nella loro interrogazione che “il 24 marzo 2009, presso la Regione Emilia-Romagna fu sottoscritto tra la direzione dell’azienda Gambro Dasco e le organizzazioni sindacali un accordo che prevedeva un organico fissato in 775 unità e il ricorso a procedure concordate per la riduzione di 40 unità. Inaspettatamente – rilevano i deputati del Pd – il 27 gennaio scorso la direzione della Gambro ha comunicato l’avvio di un piano di …

"Lega Predona e la stangata del federalismo", di Massimo Giannini

Con il decreto di Calderoli c’è una sola certezza: più tasse per tutti Dalla gigantesca cortina fumogena che avvolge il federalismo fiscale, nella versione municipale appena riscritta dal ministro Calderoli, emerge finalmente una luminosa certezza. Pagheremo più tasse. Secondo la grancassa leghista – amplificata da un governo che dalla Legge di Stabilità del 28 maggio 2010 non ha più varato uno straccio di misura strutturale – la rivoluzione federale avrebbe dovuto cambiare la storia italiana. Gli enti locali avrebbero lucrato un dividendo politico: rafforzare il rapporto con i cittadini con l’offerta di servizi più legati ai territori. I contribuenti avrebbero ottenuto un vantaggio economico: costi certi per le prestazioni, e meno imposte per tutti. La prima è e resta un’incognita assoluta. La seconda invece non lo è più. Il nuovo testo del decreto, che andrà all’esame della Commissione bicamerale della Camera giovedìi prossimo, prevede infatti una gragnuola di potenziali inasprimenti fiscali. Ai 4.781 comuni (ora sotto la soglia dello 0,4%) viene restituito il potere di aumentare le addizionali Irpef già a partire dal 2011. Non …

"Mille sfide per un lavoro. Viaggio nella generazione che non riesce a guadagnare e a crescere", di Serena Uccello

Mentre Roberto risponde trafelato al telefono, Betty sta preparando la cena per il compagno, la figlia, la nipote. Roberto è a Roma, Betty a casa, provincia veneta. Roberto, sono le sette di sera ed è ancora in ufficio: sta chiudendo una riunione. «Ci sentiamo dopo», dice. Richiama un’ora più tardi. «Ora possiamo parlare» e si sente in sottofondo il fruscio che fanno gli auricolari. «Sono in motorino – spiega – ma se rinviamo domani sarà anche peggio». Betty e Roberto sono madre e figlio. Lui è un ingegnere con una specializzazione nel settore ambientale, un trentenne che cerca di costruirsi professione e vita, lei un’infermiera oggi in pensione. Roberto non fa parte di quel 28,9%, certificato dall’Istat, di giovani disoccupati. Non si sente un “bamboccione” perché un lavoro ce l’ha e sembra rifuggire anche da quella retorica «secondo cui i giovani sono indistitamente vittime» di cui scrive il professore Alberto Alesina in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore dello scorso venerdì. Roberto e Betty fanno parte dello stesso mondo e allo stesso tempo appartengono …

"Mezzogiorno, la brutta fine dei fondi", di Gianfranco Viesti e Francesco Prota

Nulla di buono dalla riprogrammazione del Fondo per le aree sottoutilizzate. Le scelte del governo hanno cancellato, fino al 2015, l’importante contributo, qualitativo e quantitativo, che sarebbe potuto venire dalla politica di sviluppo territoriale. La principale manovra di politica economica realizzata in questa legislatura è stata la riprogrammazione e l’utilizzo delle risorse del FAS, Fondo per le Aree Sottoutilizzate, nazionale. Tali risorse erano state destinate dal Quadro Strategico Nazionale 2007-13 e dalla delibera CIPE 166/2007, alle politiche di sviluppo territoriale: cioè spesa in conto capitale, per l’85% nel Mezzogiorno e per il 15% nel CentroNord. Questa manovra ha avuto luogo, fra il maggio 2008 e fine 2010, attraverso un insieme straordinariamente complesso di disposizioni di legge e di delibere dello stesso CIPE, che ha modificato progressivamente, ma radicalmente, il FAS. Il quadro d’insieme non è stato poi mai ricostruito in forma organica e trasparente. Tutta la materia è divenuta oscura, quasi impenetrabile. La discussione pubblica e la valutazione di questa manovra è stata assai modesta, certamente di molto inferiore all’importanza che essa ha per l’economia …

"Confindustria: il mondo accelera ma l'Italia non tiene il passo", di Laura Matteucci

La ripresa globale «è tornata vigorosa », e «il 2011si presenta come l’anno della stabilizzazione delle aspettative e della riduzione dell’incertezza ». Un giudizio che vale per il mondo intero ma non per l’Italia, che «non tiene il passo». È Confindustria a sottolineare che il nostro Paese «fatica ad andare oltre l’1% nella velocità del Pil». Il problema, insomma, è ancora una volta la crescita, «su cui tutto il Paese si deve concentrare», come dice la presidente degli industriali Emma Marcegaglia. Segnali negativi, intanto, arrivano anche dai consumi. A livello globale «i ritmi di crescita restano differenziati: surriscaldati negli emergenti, soprattutto in Asia; elevati in Usa e Germania; deboli in molti paesi dell’eurozona». E l’Italia, spiega il Csc, «non tiene il passo: la produzione industriale è invariata in dicembre (-0,3% nel 4° trimestre; +1,1% in novembre). È del 17,8% sotto i livelli pre-crisi. Contrastanti i segnali dagli indici Pmi: in dicembre stagnazione nei servizi e maggiore vivacità nel manifatturiero, con l’afflusso di nuovi ordini». NOVITA’ STRAORDINARIE? Nel terzo trimestre2010è proseguita la flessione dell’occupazione (-0,2% sul …

"Quando l'equità migliora la vita", di Enrico D'Elia

In genere, gli indicatori statistici di benessere misurano soprattutto i fattori che contribuiscono a generarlo. E ciò porta a sopravvalutare il benessere individuale. Per lo stesso motivo, anche una maggiore sperequazione delle risorse tra gli individui tende a far sovrastimare il benessere collettivo. Mentre invece ogni aumento delle disuguaglianze riduce il benessere collettivo, a parità di Pil. E solidarietà e coesione sociale dovrebbero essere considerati come strumenti indispensabili per raggiungere livelli di benessere più elevati. Si stanno moltiplicando i tentativi di misurare il livello di sviluppo economico e sociale attraverso indicatori complementari al Pil, soprattutto dopo la conclusione dei lavori della commissione Sen – Stiglitz – Fitoussi, e inevitabilmente l’attenzione cade su qualche approssimazione del benessere collettivo. (1) Sarebbe opportuno riesaminare alcuni risultati acquisiti quasi un secolo fa su questo argomento, quando furono anche gettate le basi dell’attuale sistema di contabilità nazionale, di cui il Pil è solo l’elemento più noto. DIFFICILE MISURARE IL BENESSERE Il primo punto fermo è che il benessere non può essere misurato direttamente, perché si tratta di una condizione tipicamente …