Tutti gli articoli relativi a: economia

"Per le famiglie meno consumi e più debiti", di Valentina Conte e Rosa Serrrano

Roma e l´Ogliastra. Due province agli antipodi. E non solo geograficamente: l´una sul continente e l´altra sulla sponda tirrenica della Sardegna. A distanziarle sono i debiti familiari: oltre 22.394 euro per i romani, 5.784 euro per i sardi, quasi 4 volte meno. In media, ogni famiglia italiana è andata in rosso per quasi 16 mila euro nel 2009, 863 euro in più rispetto al 2008 (+5,7%) tra mutuo per la casa, finanziamenti per le ristrutturazioni, prestiti per gli acquisti. Poca cosa rispetto al balzo del 92% registrato dall´ingresso dell´euro. A partire dal 2002, e dunque in soli otto anni, mentre i prezzi sono aumentati del 16,6%, i debiti sono praticamente raddoppiati. Inevitabile correre ai ripari. Così, nel 2010 le famiglie frenano. Meno credito al consumo e dunque meno rate, dopo anni di crescita, e acquisti mirati: prodotti low cost, meglio se biologici, eco-compatibili e a chilometro zero. A mettere in fila le province italiane, la Cgia di Mestre, che elabora dati di Istat e Bankitalia, scopre che al top della classifica si collocano gran parte …

"La sveglia Usa-Bce: la crisi non è finita", di Gianni Del Vecchio

La disoccupazione sale, i consumi ristagnano: la ripresa di autunno è una chimera. Brutte notizie per chi aveva già archiviato la pratica della crisi economica, magari illuso dai primi segnali di ripresa dopo un paio di anni di buio profondo. Gli ultimi dati che arrivano sia di là che di qua dell’Atlantico gridano forte una verità indigesta: la recessione non è ancora finita. E a soffrire saranno soprattutto i lavoratori, visto che lo spettro della disoccupazione di lunga durata sta pericolosamente prendendo forma. Tanto che già si parla di sindrome giapponese, visto che il paese del Sol levante ha a lungo sperimentato il cocktail deflazionistico di bassa crescita e perenne disoccupazione. Cominciamo da ciò che sta succedendo in America. Lì il mercato del lavoro annaspa e gli ultimi dati hanno gelato le previsione ottimistiche degli analisti. Riporta il Dipartimento del lavoro che nella settimana terminata il 7 agosto, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite a 484mila, con un incremento di duemila unità. Gli analisti avevano invece calcolato un calo delle richieste a …

"Dietro il boom lo spettro disoccupazione lunga", di Marco Alfieri

Jobless recovery la chiamano gli economisti. Ripresa senza occupazione. L’ultima cartolina arriva dalla Camera di Commercio di Varese, una delle grandi province manifatturiere d’Italia: nel secondo trimestre l’economia locale ha ripreso la marcia produttiva (+3,1% sul 2009) ma senza muovere il mercato del lavoro. Anzi, il saldo negativo atteso tra ingressi/espulsioni è salito a 4 mila addetti. È il picco più alto da quando Unioncamere produce le Indagini congiunturali. Nel 2009, tra fallimenti e crisi aziendali, nel Varesotto sono rimaste a spasso più di 7.500 persone e solo il 15% delle imprese mette in conto nuove assunzioni entro l’anno. Varese è solo l’ultima stazione di una lunga spoon river laburista rimasta nascosta dal fumo statistico di una ripartenza economica a lungo attesa. Nelle province gemelle per struttura industriale, da Vicenza a Treviso, da Bergamo a Brescia passando per Torino, Reggio Emilia e Bologna, il mantra è identico: ripresa su ordinativi, export e fatturato ma calma piatta sull’occupazione. Dopo il lungo inverno recessivo la svolta non si trasferisce sul mercato del lavoro. Per Franca Porto della …

"Sette regole per sopravvivere alla crisi", di Gianfranco Fabi

«Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare»: la saggezza della lettera a Lucilio scritta duemila anni fa da Seneca appare quanto mai attuale di fronte alle incertezze e alle incognite che si sono create con la crisi globale degli ultimi anni. Le analisi si moltiplicano, come dimostrano gli interventi degli economisti sul sito www.ilsole24ore.com, interventi che nascono da esperienze, prospettive, scuole di pensiero diverse, ma che possiedono ciascuno tanti frammenti di verità, frammenti che ognuno può confrontare con la propria visione, con la propria prospettiva. Il confronto appare allora importante per ritrovare la rotta perduta, per riuscire a sfruttare i pochi venti favorevoli, per rendere concreto quello che potrebbe sembrare solo uno slogan: trasformare la crisi in opportunità. Magari per scoprire che il punto di partenza non si può più trovare nelle ideologie, nei modelli teorici, nelle scuole di politica economica, ma deve partire dalla capacità della persona, di ogni persona di mettersi nella giusta prospettiva potendo contare innanzitutto nella fiducia in se stesso, nei propri mezzi, nelle proprie capacità. …

"Perchè crolla la produttività", di Tito Boeri

La produttività oraria del lavoro in Italia è diminuita nell´ultimo decennio ben prima della grande recessione. È poi crollata di più del 5% dal 2007 al 2009, nonostante il forte calo delle ore lavorate. Lo ha certificato ieri l´Istat. Questi dati spiegano una volta di più perché siano tutti insoddisfatti: i lavoratori i cui salari sono piatti da ormai quindici anni e i datori di lavoro che si accorgono di perdere competitività nei confronti della concorrenza. Per loro conta il costo del lavoro per unità di prodotto. Questo aumenta anche quando i salari sono piatti, ma la produttività diminuisce. E negli altri paesi verso i quali sono principalmente rivolte le esportazioni delle imprese italiane, Francia e Germania, la produttività del lavoro è cresciuta dal 5 al 10% nello stesso arco di tempo. Il nostro sistema di contrattazione ha un ruolo fondamentale da giocare per migliorare la situazione perché può legare più strettamente di quanto avvenga ora salari e produttività. Le imprese metalmeccaniche che hanno introdotto contratti che legano esplicitamente salari e produttività dopo gli accordi …

"La rudezza di Marchionne nasce da un disagio: non vedere riconosciuti i suoi sforzi per dare un futuro solido al gruppo. Ma, vedrete, non lascerà l'Italia"

“Onorevole Fassino, che effetto le fa la Fiat formato Marchionne?”. “Sono cambiate molte cose, ma per me valgono ancora le regole di Pace”. “Cioè?”. “Da ragazzo, quando ho iniziato a occuparmi di Fiat, sono stato educato da alcuni capi storici del sindacalismo torinese. Tra cui Aventino Pace, un uomo straordinario scomparso troppo presto. Da lui ho imparato due lezioni: primo, se c’è un problema e non lo risolvi, lo farà per te il padrone. Secondo, sii duro e intransigente nella trattativa, ma ricordati che arriva il momento in cui l’accordo va fatto”. Parla così Piero Fassino, torinese, segretario sotto i trent’anni dei comunisti torinesi negli anni Settanta, quando il Pci raccoglieva il 40 per cento dei voti sotto la Mole. E molti di più, ovviamente, tra le tute blu di Mirafiori, punta di diamante di quella Fiat che, dice lui, “è un pezzo della mia vita”. Un pezzo che rischia di scomparire per l’intransigenza di Marchionne. O no? Francamente non lo voglio credere. E non lo credo. Anche perché sono convinto che sia Marchionne che …

"Manovra. Colpisce nel mucchio. Pagano i soliti. Inflazione in crescita", di Amerigo Rivieccio

Pochi se lo ricordano ma mentre va in scena la separazione politica più annunciata dell’anno è ancora in corso una grave crisi economica. L’inflazione in Italia è infatti cresciuta all’1,7% su base annua, in netto rialzo rispetto al +1,3% registrato a giugno. E’ il tasso di inflazione più alto da dicembre 2008, un rialzo spinto soprattutto dai prezzi dei beni energetici con i prezzi della benzina ‘verde’ che sono saliti dello 0,8% su mese e dell’8,9% su anno ed i prezzi del gasolio che sono invece diminuiti dello 0,3% su mese mentre sono saliti del 13,2% rispetto a un anno fa. Anche il mercato del lavoro segna il passo con il tasso di disoccupazione che, pur registrando un micro calo, è all’8,5%, dopo aver segnato 8,6% da marzo a giugno scorsi. La manovra licenziata ieri contiene, al di là degli annunci, poche misure che potranno avere un qualche effetto sull’economia nazionale e sul lavoro e sono fortissimi i dubbi sul fatto che gli effetti saranno positivi. Pensioni i danni della “ finestra mobile Istituita la …