Tutti gli articoli relativi a: economia

«Cambiare la manovra è una necessità». Errani: «il gap che divide il sud dal nord non si affronta con accuse ingenerose»

Le Regioni:«Per noi e gli enti locali è insostenibile e finirebbe per penalizzare i cittadini» MILANO – Le regioni passano nuovamente all’attacco. Obiettivo, come sempre, modificare la manovra. «La cortina fumogena alzata in queste ore serve a coprire una manovra che per le Regioni e gli enti locali è insostenibile e che finirebbe per penalizzare i cittadini» afferma Vasco Errani. Il presidente della Conferenza delle Regioni se la prende in particolare con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: «Deve cambiare modo di rivolgersi alle Regioni: le istituzioni si devono rispettare; polemiche e offese non fanno bene al Paese» afferma Errani nel corso di un’intervista al Tg3. «Per svolgere le funzioni a noi attribuite servono 4,9 miliardi – spiega. – Se nel 2011 ci tagliano 4 miliardi, non siamo più in grado di esercitarle. Il Governo deve assumersi la responsabilità di dire: queste funzioni non si esercitano più. Penso che con il dialogo si possa uscire da questa situazione molto rischiosa per il Paese». INCONTRO – La temperatura dei rapporti tra Governo e Regioni continua insomma a …

Il Belpaese della disuguaglianza metà ricchezza al 10% degli italiani, di Roberto Mania

La crisi ha aumentato le distanze sociali. Classe media frantumata. Peggio di noi fra le nazioni sviluppate solo Messico, Turchia, Portogallo, Usa e Polonia ROMA – Don Paolo Gessaga la spiega così, quasi con uno slogan pubblicitario: “La povertà non è più “senza fissa dimora””. La povertà è accanto a noi. Diffusa e afona, al pari della diseguaglianza. “È meno apparente, ma è più profonda”, aggiunge il sacerdote che ha fondato la catena degli empori della Caritas. Dalla sua parrocchia di San Benedetto in via del Gazometro a Roma, nel quartiere popolare Ostiense, questo cinquantenne arrivato dal varesotto, vede, e tocca, da vicino le nuove povertà e le nuove diseguaglianze, coda velenosa della Terza Depressione mondiale come l’ha chiamata il premio Nobel per l’economia Paul Krugman. La crisi ha accentuato le diseguaglianze e frantumato anche la middle class italiana. Siamo diventati tutti americani. E l’Italia, in termini di reddito, è un paese sempre più diseguale: ricchi e poveri, giovani e anziani, uomini e donne, nord e sud. L’eguaglianza non c’è più, né si ricerca, e …

Manovra, l'allarme delle aziende. Alta tensione alla vigilia del voto

Confindustria: le nuove norme creano conseguenze irreparabili per le piccole e medie imprese ROMA Acque agitate alla vigilia del voto finale sulla manovra che avverrà tra domani e martedì in commissione Bilancio al Senato. La situazione politica generale non aiuta certo a rasserenare gli animi e circolano voci su possibili scontri tra il premier, Silvio Berlusconi e il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti. Voci però immediatamente smentite dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. L’opposizione ne approfitta per lanciare stoccate all’indirizzo della “tenuta” dell’esecutivo e il dibattito più che sulla manovra si concentra sul possibile ricorso alle urne e sullo scompaginarsi della maggioranza. Ma a riportare il dibattito su temi più tecnici ci pensano le imprese e le regioni. «Il titolo di apertura del “Corriere della Sera” relativo allo scontro tra il presidente del Consiglio ed il ministro dell’Economia è assolutamente infondato – dice Bonaiuti – la collaborazione tra il presidente Berlusconi ed il ministro Tremonti si basa su una solida amicizia e sulla condivisione totale dell’azione di Governo». Nessuno scontro dunque. Ma l’opposizione …

«La famiglia, la percezione della crisi, le strategie di sopravvivenza», di Paola Di Nicola

Sembra che la crisi, che ha investito i paesi europei, si faccia sentire meno in Italia a causa, tra l’altro, della stabilità economica e della parsimonia delle nostre famiglie. La famiglia italiana è infatti meno dipendente dal mercato per l’acquisto di beni e servizi che sono prodotti al suo interno (in particolare tramite il lavoro di cura e il lavoro domestico svolto dalla donne): la famiglia italiana, dunque, dispone di un reddito occulto, che non entra nella composizione PIL, in virtù del quale nonostante un livello di retribuzione del lavoro molto più basso che a livello europeo, gli italiani sarebbero molto più ricchi di quanto possa apparire dalle statistiche ufficiali. Ricchezza sulla cui natura, entità e composizione si sono interrogati A. Ichino e A. Alesina (L’Italia fatta in casa, Milano, Mondadori 2009), mettendone in evidenza, tuttavia, non solo gli aspetti positivi, ma anche quelli negativi, in termini di sotto-utilizzazione del capitale umano delle donne, di bassa mobilità geografica e lavorativa dei giovani (i figli si ‘radicano’ accanto ai genitori e tendenzialmente non cercano altrove migliori …

«Sul duello Scrima-Bastico e dintorni», di Osvaldo Roman

Scrima (CISL SCUOLA) pretende che il PD, per presentare proprie proposte di modifica al decreto legge governativo in materia di personale, debba attendere di diventare maggioranza nella prossima legislatura! Vogliamo scherzare? L’arroganza del governo è contagiosa? Al fine di comprendere la reale natura della polemica scatenata dalla CISL scuola contro i senatori del PD rei di aver presentato emendamenti alle misure del governo e alle loro modifiche proposte dal relatore di maggioranza è necessario entrare nel merito delle questioni esistenti sul tappeto. La materia riguarda: a) il blocco della contrattazione, per il triennio 2010-2012 (art.9 comma 17), e il blocco, dal 2011 fino al 2013, dei livelli stipendiali dei dipendenti scolastici (congelati su quelli in godimento nel 2010); (art.9 comma 1) b) la cancellazione permanente del triennio 2010 2012 ai fini del conseguimento degli scatti retributivi e, a differenza di quanto stabilito nel decreto per tutti gli altri dipendenti statali, anche per la carriera;(art.9 comma 23) c) la non utilizzazione ai fini stabiliti dall’art.64 comma 9 della legge 133/08 degli stanziamenti ivi previsti (art.8 comma …

«Arbitrato, condoni e previdenza. Tutti i trucchi della strategia dei refusi», di Roberto Mania

Se due indizi fanno una prova, due refusi finiscono per dare corpo a una strategia. Al ministro Saconi i diritti d’autore sul “refuso” entrato nel gergo della politica ROMA – Un refuso tira l’altro. Prima quello sulle pensioni, poi quello sulle tredicesime di poliziotti, professori e magistrati. Così se due indizi fanno una prova, due refusi finiscono per dare corpo a una strategia: la strategia dei refusi, appunto. Coltivata dal governo, assecondata, nel segreto dell’emendamento, da alcuni parlamentari della maggioranza. A nobilitarla è stato – pare senza una vera strategia di marketing – il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Perché sono tutti suoi i diritti d’autore sul “refuso” entrato prepotentemente nel gergo della politica all’insegna del “pop”. È stato lui il primo a parlarne. Ma se nuovo è il termine, vecchio, e largamente sperimentato, è lo schema di gioco: il governo – vale per la giustizia come per quasi tutti i provvedimenti di politica economica – non scopre per intero le sue carte e affida ai parlamentari prescelti le proposte più hard (tutti i condoni …

«Regioni all'attacco: "Il governo spende peggio di noi"», di Luigi Grassia

Bersani: e ha finanziato i «cialtronissimi di Catania e Palermo» Il Tremonti iper-polemico che accusa le Regioni meridionali di piangere miseria per i tagli di bilancio mentre non sanno spendere neanche i fondi europei che ricevono continua a incendiare il dibattito politico. Così il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani: «Come definiamo quel ministro del Tesoro che ha preso i soldi per gli investimenti nel Mezzogiorno e li ha dati ai cialtronissimi che gestiscono i comuni di Catania e Palermo al solo fine di ripianare buchi di bilancio? E come definire un ministro che non sa che i ministeri hanno speso ancor meno di quelle Regioni definite cialtrone? È ora che qualcuno si prenda le sue responsabilità. Tremonti è lì da sette anni». Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia: «Tremonti anziché parlare del montante complessivo della spesa comunitaria nazionale, che è di 56 miliardi di euro, parla solo dei 44 miliardi che dipendono dalle Regioni. Mentre dei 12 direttamente in mano al governo si sa poco e niente», perché sono ancora più in ritardo. Quanto …