Tutti gli articoli relativi a: economia

Draghi: la mafia affossa l’economia del Sud

Il monito del governatore della Banca d’Italia: “Ancora allarmante il divario tra Nord e Mezzogiorno”. Il divario tra Nord e Sud resta «ampio» e in alcuni settori, dall’istruzione alla sanità, le differenze sono «allarmanti». È il nuovo richiamo sulla questione meridionale che il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha lanciato nel corso di un convegno sul Mezzogiorno a palazzo Koch, davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Da lungo tempo i risultati economici del Mezzogiorno d’Italia sono deludenti», così il governatore della Banca d’Italia ha inaugurato il convegno. «Il divario di Pil pro-capite rispetto al Centro Nord – ha spiegato – è rimasto sostanzialmente immutato per 30 anni». Il Sud, in cui vive un terzo degli italiani e che produce un quarto del prodotto nazionale lordo «rimane il territorio arretrato più esteso e più popoloso dell’area dell’euro». Draghi ha sottolineato che «un sentiero di crescita più elevato di quello dello scorso decennio è essenziale per la stabilità finanziaria; per abbattere il debito pubblico; per potenziare le nostre infrastrutture e per ridurre il prelievo fiscale». …

“La solitudine del talento”, di Tito Boeri

C´è un capitale umano che possiamo acquisire subito. È quello dei piccoli numeri, dei talenti che girano per il mondo e che si interrogano oggi su com´è cambiata la geografia del mondo dopo la crisi per decidere dove andare. Non credo di avere l´influenza. Eppure mi vengono tre brividi nel sentir parlare di una fase dello sviluppo che dovrebbe succedere a quella del rigore. Primo brivido: c´è ancora chi crede che il rigore nei conti pubblici contraddica lo sviluppo dell´economia? Anni di storia italiana con spesa facile e stagnazione economica ci insegnano esattamente il contrario. Secondo brivido: vogliamo finire ancora una volta in fuorigioco? Era all´inizio della recessione il momento di operare in disavanzo mettendo soldi in tasca alle famiglie. Adesso che è finita la fase dei tassi calanti e che l´Europa ci chiede manovre di almeno 10 miliardi all´anno da qui a fine legislatura è il momento di cominciare a pensare, come in altri paesi, a rientrare dal debito prima che ci strangoli, questo sì, con gli interessi che ci costringe a pagare. Perché, …

“Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra” appello dell’Associazione Libera contro le mafie

Ho aderito convintamente all’appello dell’Associazione Libera contre le mafie e allo stesso modo sosterrò, con tutti i deputati del PD, l’emendamento presentato alla Camera affinchè venga abrogata dalla Finanziaria la norma che prevede la possibilità di vendere all’asta i beni confiscati alla mafia, approvata durante l’esame al Senato. Non possiamo, ancora una volta, concedere spazi e occasioni alla illegalità, non possiamo dimenticare Pio La Torre che è stato ucciso nel 1982 proprio per difendere la allora coraggiosa legge che prevedeva la confisca dei beni ai mafiosi. Chi sarà connivente con la questa norma dovrà risponderne alle generazioni future e a tutti quei giovani volontari che si battono per la legalità in un Paese onesto. Qui trovate l’appello e la possibilità di firmarlo. http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780 ****** Don Ciotti mette all’asta il tesoro della mafia, di Maria Zegarelli Il presidente di Libera: «Cambiate quella norma o sarà la criminalità a ricomprarsi tutto» Pd sì, Pdl no Aderiscono Cgil, Acli, amministratori locali e politici. Nessuno del centrodestra Non c’era nessuno del Pdl a metterci la faccia sul cartello «A.A.A. …

“I conti della previdenza? Salvati dai precari”, di Enrico Marro

ROMA — I conti della previ­denza salvati dai precari. Dal bi­lancio preventivo 2010 del­­l’Inps, che il consiglio di indi­rizzo e vigilanza approverà og­gi, emerge che il fondo dei «pa­rasubordinati » (collaboratori, amministratori, associati in partecipazione, venditori a do­micilio, titolari di borsa di stu­dio) aumenterà ancora il pro­prio attivo, passando dagli 8 miliardi del 2009 agli 8,3 miliar­di previsti per l’anno prossimo mentre peggioreranno i conti di tutte le altre gestioni, princi­palmente a causa della crisi. L’attivo dei lavoratori dipen­denti si ridurrà da 8,1 a 5,8 mi­liardi (da 3,5 a 2,7 miliardi, al netto della gestione prestazio­ni temporanee: cassa integra­zione, disoccupazione, assegni familiari, maternità, malattia) mentre aumenterà il deficit per i lavoratori autonomi: da 4,9 a 5,2 miliardi quello del fondo dei coltivatori diretti, da 3,7 a 4,2 miliardi quello degli artigia­ni e da 373 milioni a 702 milio­ni quello dei commercianti. Completa il quadro il rosso del fondo clero, anche questo in peggioramento: da 111 a 116 milioni. Alla fine il bilancio d’eserci­zio Inps 2010 si prevede che chiuda in attivo di 2,8 miliardi, con …

“Tremonti bond a rischio flop”, di Gianluca Paolucci

Dovevano servire, i Tremonti bond, per dare credito alle piccole e medie imprese e per sostenere i parametri patrimoniali delle banche, messi a dura prova dalla crisi finanziaria. Due modi di guardare lo stesso problema – parametri patrimoniali più solidi significano anche maggiore capacità di dare finanziamenti -: la solidità del sistema del credito. E un dato di fatto: non arrivano, inceppati dalla farraginosa burocrazia italica. Delle quattro banche che ne hanno fatto richiesta – Banco Popolare, Bpm, Mps e Creval, per un totale di 4,05 miliardi – solo due hanno completato l’iter e solo una, il Banco Popolare, li ha incassati. In settembre, Giulio Tremonti dirà che le banche che non vi avrebbero fatto ricorso non facevano l’interesse del Paese. Quelle che lo hanno fatto, aspettano ancora i soldi. «Una volta manca una carta, la volta successiva una firma», si sfoga uno dei banchieri coinvolti. Sembra quasi la solita storia di malaburocrazia, del cattivo rapporto tra imprese e pubblica amministrazione. Ma in questo caso non è l’artigiano che si lamenta con le lentezze degli …

“La finanza, i governi e la fame nel mondo”, di Luciano Gallino

Nel mondo gli individui che patiscono la fame hanno superato il miliardo, quando appena due anni fa erano 850 milioni. Volendo trovare un merito alla Fao, riunitasi a Roma per discutere di sicurezza alimentare, si può dire che nel 2007 aveva visto giusto, quando affermò che in seguito alla crisi finanziaria oltre 100 milioni di individui avrebbero presto raggiunto le file di quelli che ogni mattina si chiedono se troveranno qualcosa da mangiare prima di notte. Ma a parte questa piccola soddisfazione, il vertice romano ha dimostrato quanto siano impotenti le organizzazioni umanitarie come la Fao nei confronti dei governi del mondo. A loro degli affamati importa poco: votano di rado, e sono dei pessimi consumatori. Il gran numero di affamati non dipende da una scarsa disponibilità di cibo, bensì dalla povertà. Per più di mille milioni di persone il cibo è una risorsa inaccessibile perché il loro reddito non basta a comprare le 2.500 calorie giornaliere necessarie. I governi del mondo, chi più chi meno, hanno direttamente contribuito ad accrescere la inaccessibilità del cibo …

“Ocse, allarme disoccupazione:in Italia salirà all’8,5% nel 2010”, di Francesca Pierantozzi

PARIGI – Torna la crescita, ma in stato di massima allerta. Gli ultimi dati dell’Ocse confermano: è la ripresa, gli indicatori delle economie avanzate escono dal rosso, ma a guastare la festa restano disoccupazione e debito pubblico. L’Italia non sfugge alla regola: la nostra economia è tornata a crescere, la ripresa, per quanto «incerta e modesta» era «impensabile soltanto sei mesi fa». Il Pil, ancora in calo quest’anno del 4,8 per cento, tornerà positivo nel 2010 a +1,1, per aumentare dell’1,5 nel 2011. Sulla durata e la forza di questa ripresa gravano però pesanti fardelli: un debito pubblico che raggiungerà il 120 per cento del Pil nel 2011, un deficit ben oltre il 5 per cento (dopo il 5,5 di quest’anno, il 5,4 e il 5,1 dei prossimi due) e una disoccupazione che salirà all’8,5 per cento nel 2010 e all’8,7 nel 2011. «Anche se le entrate sono diminuite – analizza l’Ocse sull’Italia – i controlli sulla spesa sembrano aver contenuto il deficit strutturale entro i limiti fissati dal Governo nel bilancio 2009». Per risanare …