Tutti gli articoli relativi a: economia

“La finanziaria nènè: nè rigore, nè sviluppo” , di Tito Boeri

I contenuti della Finanziaria 2010 sono ormai chiari. Non sarà leggera perché prevede una manovra lorda di 8 miliardi. Non sarà di sviluppo perché è priva di idee. Non affronta i problemi strutturali del paese e non sostiene la domanda interna. Né sarà di rigore perché apre nuovi rubinetti di spesa, difficili poi da richiudere e alimentati da entrate una tantum. Non sarà neanche una Finanziaria di equità perché non interviene per ampliare la platea dei beneficiari dei pur modestissimi interventi di contrasto alla povertà. Una proposta per costituire una prima rete. Ormai sono chiari i contenuti della Finanziaria 2010. Non sarà leggera perché prevede una manovra lorda di 8 miliardi. Non sarà di sviluppo perché è priva di idee. Non affronta i problemi strutturali del paese e non sostiene la domanda interna. Né sarà di rigore perché apre nuovi rubinetti che sarà difficilissimo chiudere, alimentati peraltro da entrate una tantum, che pregiudicano entrate future, come quelle dello scudo fiscale. Ma non sarà nemmeno una Finanziaria di equità perché non interviene per ampliare la platea …

Fantasia Finanziaria, manovra tutta da rifare

Arriva la finanziaria alla Camera ma dopo tutte le dichiarazioni di facciata ci si accorge che non c’è più traccia del testo che è stato licenziato dal Senato e che, dopo due mesi di iter parlamentare, il governo ora vuole ignorare ogni forma di concertazione con le forze dell’opposizione. Una presa in giro che non potrà essere liquidata in 48 ore. Il Pd chiede la possibilità di ascoltare i ministri interessati alle nuove misure deliberate dal governo per poter dare il proprio contributo a migliorare la legge finanziaria 2010. Una finanziaria “light”o di sole promesse? A farne le spese saranno gli italiani e soprattutto i giovani precari e le piccole e medie imprese sempre più in difficoltà per l’inerzia del governo nell’affrontare la crisi economica. Per Pier Luigi Bersani, “due milioni di disoccupati, un balzo indietro di sei anni: i dati Istat sull’occupazione confermano in maniera evidente quello che gli italiani sanno bene per esperienza, che la crisi picchia duro e colpisce i lavoratori, i giovani precari, le imprese specie quelle piccole. In prospettiva il …

Ecco chi paga la crisi

In 3000 per dire di no. Tanti erano i lavoratori sardi dell’Alcoa, fabbrica che produce alluminio, che nella giornata di ieri hanno sfilato per le strade della capitale per opporsi alla chiusura dello stabilimento. Gli operai, partiti da piazza della Repubblica, hanno fatto tappa a Piazza Barberini, prima di approdare in piazza Colonna, adiacente a Montecitorio. Al governo, 3000 disperati hanno chiesto di guardare in faccia il loro dramma e di trovare una soluzione. La risposta non si è fatta attendere. Il corteo è stato fermato dalle forze dell’ordine che, incuranti del carattere pacifico dello sciopero, hanno caricato i manifestanti e ferito alcuni di loro. Un signore si tocca la testa dolorante e dichiara: “siamo stati picchiati con i manganelli”. Reagisce duramente la presidente del Pd Sardegna Valentina Sanna: “In un clima di tale esasperazione, e’ pur necessario mantenere lucidita’ e nervi saldi. Quelli accaduti alla manifestazione di giovedì a Roma, sono fatti spiacevoli e preoccupanti. Ma non sarebbe responsabile in questo momento, alimentare un conflitto tra i lavoratori che hanno il diritto di protestare …

“Allarme sul dopo-crisi. L’Italia rischia tutto per il populismo di destra”, intervista a Vincenzo Visco

L’occasione della crisi è andata persa. Non abbiamo né le riforme, né i conti a posto, né il Pil in crescita». Per Vincenzo Visco la fotografia dell’Italia spacciata sui mass media è piena di «incredibili falsità»: la situazione è gravissima e nessuno se ne accorge. «Sono ammirato dall’abilità di Tremonti, oggi rigorista dopo un passato di antieuropeista e di creativo – aggiunge – Peccato che gran parte di quel che dice non sia vero». Per esempio? «Per esempio ha raccontato ad Annozero che il suo scudo costa di più di quello inglese. Ci vuole un gran fegato». Comunque il ministro ha dettola verità sulle tasse: non ci sono risorse strutturali. «Il messaggio che emerge è: bambole non c’è una lira. Quello che non emerge è che le cose vanno peggio di quanto si dica». Anche altri Paesi stanno male «Da noi c’è un crollo delle entrate molto maggiore di quanto la crisi giustificherebbe, c’è un massiccio aumento dell’evasione soprattutto sull’Iva, c’è una spesa fuori controllo, c’è un debito in aumento del 15 punti in due …

Tre proposte per uscire dalla crisi

Bersani ad Anno Zero: “Soffrono lavoratori e imprese. Meno tasse ai redditi medio-bassi, aiuti alle imprese e deroga al patto di stabilità per i comuni che investono”. E attacca Tremonti: “Avete smontato i controlli anti-evasione” “Per Tremonti bisogna tenere la barra dritta e poco altro , ma questa non è una tempesta passeggera. Basta vedere i dati sul Pil: Francia -2, Spagna -2,7 e noi -5,8, una cifra peggiore di tutti gli altri”. Ci ha messo poco Pier Luigi Bersani a sbugiardare il ministro dell’Economia, ospite ad Anno Zero, su Rai Due. Ministro di un governo fermo, che non interviene per timore di proteste, ma “le manovre sono rose con le spine” ha ammonito Bersani. “Non fare il poeta” ha controbattuto Tremonti. Ed ecco che il segretario del Pd ha spiegato che se adesso c’è bisogno di uno sforzo è perché in 18 mesi hanno dilapidato un patrimonio: gli sforzi di risanamento del governo Prodi. Altrimenti avremmo potuto affrontare la crisi con ben altri dati… E la prima picconata l’hanno data smontando tutti i controlli …

“Tagli e bluff, dalla manovra resta fuori l’Italia in crisi”, di Bianca Di Giovanni

Una Finanziaria lunare. Ci sono articoli, commi, e subemendamenti, ma manca l’Italia. In particolare, manca l’Italia in crisi. Il Paese fatto di operai che perdono il lavoro, impiegati che aspettano gli aumenti contrattuali, studiosi che puntano alla ricerca, famiglie con bimbi piccoli da accudire, scolari iscritti alla scuola dell’obbligo, poliziotti impegnati per la sicurezza, magistrati e insegnanti. Manca tutto questo nel testo arrivato alla Camera: per ora ci sono solo i tagli «lineari» (metodo pericolosissimo, perché non distingue tra la qualità della spesa) decisi un anno fa e solo in parte recuperati con accordi successivi, per esempio sulla sanità e sulla scuola. Sulla carta il deficit migliora per 7,5 miliardi: nella realtà non è affatto detto che il rigore sia rispettato. Mai costi sociali di quel taglio ci sono tutti. Dopo la riunione della consulta economica del Pdl di ieri, nel centrodestra si è arrivati a un primo accordo (oggi seguirà un nuovo vertice con la Lega), da cui il relatore della Finanziaria è uscito con una lista di misure da finanziare: welfare, sviluppo e …

Gli aiuti vanno, le tasse restano

Finanziaria 2010, il governo affossa famiglie, scuola, università e ricerca e non taglia Irap e Irpef. Fini avverte: “Non usate la fiducia”. Bersani: “Fini metta il parlamento in condizioni di lavorare”. Sgravi fiscali, tagli all’Irap e all’Irpef bye bye! Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti li aveva promessi e sponsorizzati, ma nella Finanziaria 2010, che oggi inizia il suo iter dalla commissione Bilancio, mancano. Così come mancano inspiegabilmente i soldi per le famiglie, per la ricerca, per l’università e per l’innovazione e la green economy. Rimangono gli spot e gli annunci, accompagnati da un monito inaspettato (o forse no?) del presidente della Camera Gianfranco Fini: questa volta il governo eviti di porre il voto di fiducia. Tasse, ancora tutte qui. Irap e irpef continueranno a pesare sulle tasche degli italiani esattamente come prima, mentre non vedrà, probabilmente mai, la luce l’introduzione della cedolare secca sul affitti, l’altro cavallo di battaglia degli ultimi medi di governo. È una marcia indietro a 360 gradi, fatta eccezione per le affermazioni del ministro Tremonti che da un po’ prometteva una …