Tutti gli articoli relativi a: economia

Confindustria, previsioni nere sulla crisi “In due anni un milione di posti in meno”, di Roberto Mania

Cresce la disoccupazione in Italia. In due anni i senza lavoro aumenteranno di un milione. Sono le previsioni del Centro studi della Confindustria, presentate ieri, alla vigilia dei dati dell´Istat sulla forza lavoro relative al primo trimestre del 2009. Dall´istituto di statistica ci si aspetta la registrazione di un crollo, il più marcato dal 1995, con un´accentuazione del dualismo nel mercato del lavoro: da una parte chi ha un contratto standard a tempo indeterminato protetto, parzialmente, dalla cassa integrazione; dall´altra chi (perlopiù le giovani generazioni) con i contratti in scadenza, non più rinnovati, e sostanzialmente senza tutele. Insomma con la recessione che dà solo timidi, e talvolta contraddittori, segnali di rallentamento, sta diventando l´occupazione la vera emergenza. La Confindustria non ha dubbi: il tasso di disoccupazione raggiungerà quest´anno l´8,6 per cento per sfiorare il 10 per cento (il 9,3) nel 2010, «livello che non veniva più toccato dal 2000». Con una prospettiva assai cupa se l´economia non riprenderà a crescere davvero e a ritmi anche sostenuti. Perché – secondo gli economisti di Viale dell´Astronomia – …

“Stop su polizze, credito e farmacie dietrofront a danno dei cittadini”, di Luca Iezzi

IL DOSSIER Con le nuove norme a rischio 500 euro di risparmi a famiglia Farmaci da banco:5mila nuovi assunti e sconti, ma per il Pdl vanno limitati ROMA – Assicurazioni, banche, farmacie, trasporti, difesa dei consumatori: eccolo, settore per settore, lo “stillicidio” di leggi anti concorrenza denunciato dall’Antitrust. Il governo ha raramente preso posizione lasciando piena libertà a proposte di legge ed emendamenti dei singoli appartenenti alla maggioranza. Le associazioni dei consumatori accolsero le varie “lenzuolate” dell’allora ministro Pierluigi Bersani stimando risparmi per 1000 euro l’anno per le famiglie. Dopo due anni metà di quelle misure sono state o accantonate o sono pesantemente minacciate. La vicenda più attuale evocata dal presidente Antonio Catricalà è il ddl Gasparri-Tommasini dove si misurerà la controffensiva delle lobbies sulla liberalizzazione dei farmaci di banco. L’Antitrust sintetizza così i benefici prodotti: “In tre anni sono stati aperti quasi tremila corner e parafarmacie. La loro quota di mercato è vicina al 6% dei farmaci di automedicazione. Lo sconto praticato ha margini tra il 3% e il 22,5%. I farmacisti nuovi occupati …

Dossier l’Unità “Le donne e il lavoro”

“MAMMA, CHE MANAGER”, di MARIA ZEGARELLI Come vedono le proprie madri i figli delle donne in carriera? Stanche, con il polso fermo, ma sempre presenti quando ce n’è bisogno. E alla fine le preferiscono a quelle «che non lavorano o lavorano poco». A raccontarlo sono proprio loro in un’indagine. Madri dirigenti, figli soli e infelici? Non è detto che sia così. Non sempre, infatti, avere una madre che lavora molto e riveste ruoli di responsabilità professionale significa crescere sentendosi meno «accuditi» e seguiti di chi ne ha una casalinga o comunque con molto tempo libero. A tracciare il quadro stavolta sono proprio loro, i figli, che raccontano attraverso un’indagine della Fondazione Istud di Milano, come vivono il loro rapporto con una madre manager. L’indagine, svolta tra gennaio e marzo scorsi, ha coinvolto 15 bambini e ragazzi divisi per fasce d’età, di 10-12 anni; 14-15 e 17-18, che hanno effettuato sei colloqui e undici madri manager con almeno un figlio. Un primo bilancio: il minor tempo trascorso insieme può trasformarsi in un rapporto madre-figlio più intenso, …

Dossier l’Unità su Abruzzo: “Pugno di ferro, cosi si vive nel «Principato delle macerie»” di Claudia Fusani e Massimo Solani

In questi mesi è stato sperimentato un sistema di propaganda; il commissario con poteri assoluti. Un modo di governare che tanti piace al premier, ma che sta limitando la libertà dei terremotati. L’atto fondativo è stato una scossa sismica devastante. Nessuno quella tragica notte del 6 aprile era stato in grado di immaginare che nel centro Italia stava per nascere un nuovo Stato. Il terzo, dopo San Marino e il Vaticano, tra quelli che si trovano all’interno dei confini nazionali: il Principato delle macerie. Mentre decine di migliaia di persone continuano a vivere disagi enormi, in Abruzzo il governo sperimenta un modello di organizzazione sociale e, assieme, un apparato di propaganda e di gestione del consenso. In nome dell’emergenza è stato limitato il potere decisionale delle comunità locali. In nome della propaganda è stato creato un sistema di controlli che rende difficile il lavoro dei giornalisti e molto complicata la diffusione delle notizie su quanto accade all’interno delle 180 tendopoli. Oggi, dopo oltre due mesi di paziente attesa, duemila cittadini del Principato delle macerie raggiungeranno …

“Spunta il contratto di disponibilità”, di Alessandra Ricciardi

I nodi purtroppo vengono sempre al pettine. Di seguito l’utile lettura dell’articolo di ItaliaOggi relativo ai danni provocati dai tagli operati dal governo nella scuola. La destra fa come Penelope, ma al contrario: disfa di giorno la tela e compromette il futuro del nostro Paese tagliando le risorse per la scuola e il sapere, e poi cerca di ricucire, mettendo però solo delle pezze. Il risultato è soltanto una tela piena di toppe. Manuela Ghizzoni “Spunta il contratto di disponibilità”, di Alessandra Ricciardi, ItaliaOggi Si chiama contratto di disponibilità. Sarà offerto ai docenti che hanno lavorato negli ultimi anni con supplenze fino al termine dell’anno o delle lezioni. Insomma, i precari stabilmente impegnanti nella copertura di posti vuoti di organico. E che, causa i tagli al personale della scuola decisi dalla manovra finanziaria di Giulio Tremonti, da settembre si troveranno senza la cattedra su cui fare la supplenza. Il contratto di disponibilità è l’estrema ricetta a cui stanno lavorando il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, e quello del lavoro, Maurizio Sacconi, per fronteggiare la nuova disoccupazione …

“La gelata sui sogni di ripresa”, di Mario Deaglio

All’inizio d’aprile, la primavera dell’economia mondiale sembrava davvero sul punto di sbocciare. Dopo il G-20 di Londra, analisti e commentatori hanno frugato tra statistiche di ogni genere alla ricerca di germogli che lasciassero presagire il ritorno di un radioso futuro. Ministri e commentatori non si sono stancati di ripetere che ormai il peggio era passato e che la ripresa era dietro l’angolo, anzi era già arrivata. A Londra, i governi di venti Paesi avevano posto il loro sigillo sul salvataggio delle grandi banche americane e inglesi (oltre ad alcune tedesche e olandesi) da parte dei rispettivi governi, mettendole tranquillamente a carico, mediante aiuti pubblici di dimensioni mai viste, dei contribuenti del futuro. Perché quindi continuare a preoccuparsi? Tempo qualche mese, i germogli sarebbero fioriti. Il salvataggio dei giganti bancari era forse un percorso inevitabile, se si accetta l’idea che alcune di queste banche erano troppo grandi per essere lasciate fallire, ma non altrettanto inevitabile era la conclusione che l’economia fosse pronta a ripartire, in quanto le banche salvate sono ora, nel migliore dei casi, convalescenti …

“Il boom disoccupazione e il silenzio dei giovani”, di Tito Boeri

In Italia esistono migliaia di “giovani di”. Ogni associazione di categoria ha i suoi giovani di. Ci sono i giovani di Confartigianato, dell´Api e di Confcommercio. Mancano solo nel sindacato, speriamo non perché ce ne sono pochi di giovani tra le sue fila. Anche i partiti hanno i loro “giovani di”. Ad esempio, sono da pochi giorni nati “I Giovani di Valore” dell´Italia dei Valori, cui non possiamo che formulare i migliori auguri di meritarsi denominazione tanto impegnativa. Nonostante questo pullulare di associazioni definite in quanto di giovani e per i giovani, non ci risulta che alcuno di questi “giovani di” abbia lanciato un campanello d´allarme sulla redistribuzione silenziosa che si sta operando in questo difficile 2009. È certificata dalla Relazione Unificata sull´Economia e la Finanza depositata più di un mese e mezzo fa in Parlamento dal ministro dell´Economia. Prevede che in un anno in cui il prodotto interno lordo scenderà di più del 4%, la spesa pensionistica aumenterà del 4%, portando la quota di risorse del nostro paese destinate alla previdenza al di sopra …