Tutti gli articoli relativi a: economia

“Protesta per il sisma, domani sfollati a Roma. Ma volantinaggio vietato nelle tendopoli”, di Giuseppe Caporale

Nelle tendopoli dei terremotati ora anche il volantinaggio è severamente vietato. Nelle centottanta strutture d’accoglienza gestite dalla Protezione Civile e situate intorno alla città dell’Aquila, giorno dopo giorno aumentano divieti e restrizioni. Appena due settimane fa, con una circolare firmata dal vice capo del dipartimento ministeriale, Bernardo De Bernardinis, era stata abolita la somministrazione di caffé, cioccolata e vino. Poco prima, anche le manifestazioni interne ai campi, promosse dalla popolazione, erano state bandite. “Occorre non turbare la quiete degli ospiti” era stato spiegato dagli uffici della Dicomac (il centro operativo della Protezione Civile). Dell’impossibilità di diffondere volantini, invece, si sono accorti, ieri, i nove comitati che curano l’organizzazione della manifestazione di protesta contro il decreto per la ricostruzione voluto dal governo. Un decreto che domani sarà in discussione alla Camera. E proprio lì, a Roma, i comitati “senza colore politico e senza bandiere” vogliono far sentire la loro voce. “Per questo stavamo girando le tendopoli: per diffondere un volantino che invitava la popolazione a partecipare alla manifestazione di protesta martedì davanti Montecitorio” racconta Gianfranco De …

“Se il Governo fa l’elemosina ai precari”, di Salvo Barrano

Gli ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro sono stati estesi a tutti, un’indennità è prevista anche per i collaboratori a progetto. Ad oggi non c’è nessuno che, trovandosi senza lavoro, rimane senza aiuto dello Stato. Queste le parole di Berlusconi Porta a Porta. Pannella ha già annunciato da Radio Radicale la fine sine die di tutti gli scioperi della fame e della sete. Franceschini non ha più ragione di invocare salari minimi e sussidi di disoccupazione. L’Italia è un paese meraviglioso e tutti i lavoratori vissero felici e contenti, potremmo aggiungere. A esser seri, conviene forse dare un’occhiata al discorso di Draghi di venerdì scorso, in cui, al primo punto delle politiche anticrisi poneva l’urgenza di una riforma del mercato del lavoro e del welfare a favore dei lavoratori, prima che delle imprese (se lo dice un banchiere…): “Si stima che 1,6 milioni di lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento”. E aggiunge: “Va colta l’occasione per una riforma organica e rigorosa, che razionalizzi l’insieme degli ammortizzatori …

Tutti nemici per Silvio. Anche Bankitalia

Berlusconi attacca Draghi senza motivo. Colpi a vuoto e confusione sui precari. Il presidente del Consiglio dovrebbe informarsi dall’Istat… Ognuno è un nemico. Negli ultimi giorni di campagna elettorale, Berlusconi è un fiume in piena e ne ha per tutti. Si dimentica quello che ha detto il giorno prima e arriva a contestare pure i dati del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, affermando: “I suoi dati sui precari non corrispondono alla realtà”. Non snocciola dati come al solito ma smentisce, senza fondamento, le considerazioni finali del titolare di Via Nazionale all’Assemblea di Bankitalia, che aveva affermato che sarebbero 1,6 milioni i lavoratori in Italia che non hanno alcun tipo di sostegno in caso di perdita dell’occupazione. Berlusconi ha dichiarato che ”lo Stato è vicino ai cittadini quando sono nella difficoltà e nel bisogno”, spingendosi ad affermare che il governo “sta lavorando all’innalzamento della percentuale del bonus una tantum concesso ai co.co.pro quando perdono il lavoro”. Immediata la risposta da parte del Pd. Per il segretario Dario Franceschini, “Berlusconi deve essere stanco o nervoso, è …

Meno sorrisi, più riforme

Bankitalia bacchetta il governo e chiede riforme strutturali. Draghi: “Nel 2010 tasso di disoccupazione al 10% e Pil a -5%”. La crisi c’è, i lavoratori sono a rischio, il governo deve smetterla di rimandare gli interventi strutturali. In parole semplici si potrebbe riassumere così l’intervento Governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Le linee guida indicate all’esecutivo presuppongono un assetto tutt’altro che roseo, in cui a farla da padrone sono cifre e statistiche tutt’altro che incoraggianti. Durante la conferenza annuale della Banca d’Italia Draghi ha annunciato un’inflessione del Pil pari al -5% per l’anno 2009, che si andrà ad aggiungere al -1% del 2008. La conseguenza più drammatica di questa previsione sarebbe l’innalzamento del tasso disoccupazione, che nell’anno corrente potrebbe toccare il 10%, 1,5% in più rispetto alla stima odierna. Inoltre “l’operare degli stabilizzatori automatici dovrebbe accrescere il disavanzo pubblico nell’anno in corso di circa 2 punti percentuali del prodotto, a oltre il 4,5%; nel 2010, il disavanzo potrebbe superare il 5%”. Come uscirne? Draghi consiglia al governo alcune misure, in realtà talmente scontate che Berlusconi & …

Altro che crisi piscologica, a rischio 1 italiano su 5!

L’ISTAT presenta il rapporto annuale, abbiamo i redditi più bassi d’Europa. PD: “Il governo non fa nulla”. Redditi più bassi d’Europa e famiglie a rischio. Italia dietro Spagna, Grecia, Romania e Paesi Baltici. Forse il Premier dirà dell’Istat che difetta di ottimismo, convinto come è che la causa della crisi sia soprattutto di natura ‘psicologica’. Eppure il fatto che ad essere rischio sia una famiglia su cinque, secondo il rapporto diffuso dal centro nazionale di statistica dovrebbe lanciare l’allarme sulla reale condizione dei lavoratori e delle famiglie italiane. Anche perché il rischio è che la crisi si autoalimenti attraverso un’ulteriore contrazione della domanda. Sono numeri su cui riflettere e che dovrebbero imporre senso di responsabilità nei rappresentanti del governo. Secondo il rapporto annuale del il 6,3% addirittura non riesce ad arrivare a fine mese e per la prima volta in 13 anni, il numero dei nuovi occupati e’ inferiore a quello dei disoccupati. Le famiglie che segnalano difficoltà economiche più o meno gravi sono due milioni e mezzo, il 10,4%: non riescono a effettuare risparmi …

“Dal G8 di Genova a oggi, il fantasma della paura come strategia di governo”, di Claudia Fusani

C’è una circolarità negli eventi. Basta saperla leggere, come quei giochi da cruciverba, unisci i punti sparsi e alla fine viene fuori la figura. Alla vigilia di un altro G8 sotto il semestre di presidenza italiana che la scelta dell’Aquila rende speciale, per certi versi unico, escono in libreria un paio di libri che cercano di tirare le fila dell’altro G8, quello di Genova, otto anni dopo. Dopo le sentenze di primo grado sui principali filoni d’inchiesta di quei quattro giorni in cui ci fu “la più grave sospensione dei diritti umani nell’Occidente contemporaneo” (Amnesty international). E mentre è in carica un nuovo governo di centrodestra – così come si era appena insediato nel luglio 2001 – che da un anno sta portando avanti, neppure tanto tra le righe, un nuovo sistema di sicurezza. Enrico Deaglio, Beppe Cremagnani, e Mario Portanuova autori di “Governare con la paura-Il G8 del 2001, i giorni nostri” (editore Melampo) hanno saputo aspettare, hanno messo la distanza necessaria tra i fatti e gli occhi, hanno continuato a raccogliere elementi e …

“Precari e consumi preoccupano la Banca d’Italia”, di Stefano Lepri

«Non fatemi altre domande, parlerò il 29» ha detto ieri mattina Mario Draghi ai giornalisti. Ma stanno ormai prendendo forma le «considerazioni finali», per tradizione l’uscita in pubblico più importante del governatore; da pronunciare all’Assemblea della Banca d’Italia, quest’anno anticipata di due giorni perché il 31 maggio cade di domenica. A prendere la parola sarà un personaggio il cui prestigio all’estero cresce, quotato a succedere a Jean-Claude Trichet alla guida della Bce nel 2011. Da quanto si riesce a capire, sarà un messaggio forte. Dirà che occorre una robusta indennità di disoccupazione anche per i precari; che sarebbe meglio andare in pensione più tardi; che i conti dello Stato sono messi in difficoltà dall’evasione fiscale in aumento. Se si intravedano o no i primi segni della ripresa è questione che, nell’analisi della Banca d’Italia, ha un’importanza relativa. Draghi è stato uno dei primi ad annunciare – già il 21 febbraio – che la caduta della produzione rallentava. Ma il calo dei posti di lavoro si realizza sempre con ritardo. Per giunta all’uscita di questa crisi …