Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Così l'Italia spreca il tesoro di Internet", di Riccardo Luna

C’è una favola che gira da così tanto tempo che molti ormai ritengono che sia una storia vera. Racconta che Internet, nella sua avanzata inesorabile, distrugga più posti di lavoro di quanti riesca a crearne: la morale è che la rete ci farebbe perdere occupazione. Accade invece esattamente il contrario. Il saldo fra posti di lavoro creati e perduti grazie a Internet è sempre positivo: il dato varia molto a seconda di quanto ciascun Paese abbia effettivamente investito nella rete, ma il segno finale non cambia. Ed è un segno più. La foto del ruolo trainante di Internet nello sviluppo economico è in un report che la società di consulenza McKinsey ha preparato in occasione del G8 dello scorso maggio, quando il presidente francese Sarkozy volle un prologo (l’e-G8) per analizzare l’impatto della rete sulla politica e sulla economia. Quel report metteva a confronto tredici paesi: quelli del G8 più Cina, Brasile, Corea del Sud, India e Svezia. In questa compagnia l’Italia non ci faceva una bella figura, visto che eravamo in fondo a tutte …

"Sindacati e imprese sottoscrivono il patto. Sacconi sconfitto", di Massimo Franchi

L’accordo del 28 giugno è «legge», mette nell’angolo l’articolo 8 della manovra e il piano per isolare la Cgil portato avanti dal ministro Sacconi. Prendendo in contropiede i giornalisti, ieri mattina di buon’ora industriali e sindacati si sono visti nella foresteria di romana di Confindustria (Via Veneto, dove era stato raggiunto e siglato) per sottoscrivere definitivamente l’accordo ormai passato alla storia sindacale come «quello del 28 giugno». Emma Marcegaglia ha riunito i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl accelerando sui tempi previsti, rispondendo positivamente alla richiesta di Susanna Camusso di impegnarsi in modo netto per aggirare l’articolo 8 della manovra che prevede la possibilità di derogare, a livello aziendale, a qualsiasi norma dei contratti nazionali. I PUNTI DELL’ACCORDO L’accordo prevede la certificazione degli iscritti alle organizzazioni sindacali, elezioni periodiche (triennali) delle Rsu e fonda la rappresentatività delle organizzazioni sulla media tra iscritti e voti ottenuti nelle elezioni con una soglia del5%per negoziare il contratto nazionale. Rilancia il ruolo del contratto nazionale di lavoro, considerato «fonte primaria» rispetto alla contrattazione aziendale. Il punto più …

"Un carroccio contro i lavoratori", di Cesare Damiano

Altro che “sindacato del Nord”. Nell’ignobile farsa messa in scena dal governo Berlusconi con le due manovre d’estate, la Lega ha giocato un ruolo da protagonista. E, nonostante le dichiarazioni, a pagare il conto più salato sono proprio i lavoratori, quelli che gli uomini del Carroccio proclamano di voler difendere. Clamoroso è il caso previdenza. Più volte in questi mesi, con fare bellicoso, Bossi ha scandito che “le pensioni non si toccano”. Posizione comprensibile dal momento che gli assegni di anzianità – contro i quali periodicamente si concentrano gli attacchi del centrodestra – interessano i “lavoratori precoci”, quelli che hanno fatto il loro ingresso in fabbrica o in officina prima dei diciotto anni. Un fenomeno presente quasi esclusivamente nelle regioni del Nord, dove fra gli operai e i pensionati la Lega si è costruita un proprio bacino elettorale. Nonostante i proclami, però, le cose sono andate in tutt’altra direzione e il risultato, per le lavoratrici e i lavoratori, è stato disastroso. Senza che la Lega trovasse la forza di far seguire alle promesse azioni concrete. …

"Mirafiori, non si lavora nemmeno a settembre", di Massimo Franchi

Nell’appiccicaticcio settembre torinese, Mirafiori èun gigante abbandonato. Nelle settimanein cui proverbialmente riaprono scuole e fabbriche, i cancelli di Corso Tazzoli, tornati celeberrimi nei giorni del referendum di gennaio, rimangono desolatamente vuoti. Riapriranno martedì per una delle quattro volte nell’intero mese di settembre. Da buon sabbaudo, Edi, funzionario Fiom, tiene i conti e le percentuali: «Dal primo gennaio al 31 agosto i lavoratori delle Carozzerie che costruiscono Idea e Musa hanno lavorato solo 29 giorni su 170 totali giorni lavorativi, con l’83% di giorni di cassa integrazione. Quelli che producono la MiTo, più fortunati, hanno lavorato 72 giorni, con 57% di giorni di Cig». Considerare agosto come mese lavorativo non è forviante. Lo spiega Rosa, decana delle carrozzerie: «Primo perché le ferie per farle le devi accumulare e con così pochi giorni di lavoro, molti di noi non lo hanno fatto. In più con 830 euro al mese in ferie non ci vai». Lei, capello nero e accento del Sud, come Gianfranco fa parte dei «fortunati» della linea Mi- To, la berlina che «ancora si venducchia …

Irisbus. Il PD al fianco dei lavoratori

Bersani: “Chiudere un’azienda come quella è inaccettabile”. Enrico Letta: “Una decisione che impoverisce ulteriormente il territorio”. Veltroni scrive una lettera al Sottosegretario Gianni Letta. “Dopo Modena e Termini anche Avellino: il risultato del Piano Fiat ad ora è che siamo a tre stabilimenti chiusi”. Lo ha dichiarato il leader del Pd, Pier Luigi Bersani commentando la vicenda Irisbus. “È inaccettabile – ha continuato – che in una situazione come quella del trasporto pubblico in Italia, e con la tradizione industriale che abbiamo, l’Italia si lasci scappare una situazione come questa. Se Fiat non ha più intenzione di restare si cerchi un attore industriale vero, che sappia cosa sono gli autobus. Perché chiudere un’azienda come quella è inaccettabile” “Esprimo profonda preoccupazione per la decisione della Fiat di chiudere Iribus ad Avellino”. Lo ha detto il vicesegretario nazionale PD, Enrico Letta a margine della Festa Regionale dei Giovani Democratici della Campania. “È una decisione che impoverisce ulteriormente il territorio”. “Gentile dottor Letta, negli ultimi giorni alcune centinaia di famiglie, quelle dei quasi mille lavoratori dell’Irisbus della valle …

"La minaccia dell’articolo 8", di Luciano Gallino

I commenti all´articolo 8 del decreto sulla manovra finanziaria hanno insistito per lo più sul rischio che esso faciliti i licenziamenti, rendendo di fatto inefficace l´articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori allorché si realizzino “specifiche intese” tra sindacati e azienda. È stato sicuramente utile richiamare l´attenzione prima di tutto su tale rischio, di importanza cruciale per i lavoratori. Tuttavia un´attenzione non minore dovrebbe essere rivolta ad altre parti dell´articolo 8 che lasciano intravvedere un grave peggioramento delle condizioni di lavoro di chiunque abbia o voglia avere un´occupazione alle dipendenze di un´azienda. Vediamo dunque che cosa potrebbe succedere ad un lavoratore (o lavoratrice) che già è occupato in un´azienda, oppure stia trattando la propria assunzione, laddove associazioni dei lavoratori rappresentative sul piano nazionale o territoriale abbiano sottoscritto con quell´azienda le “specifiche intese” previste dall´articolo 8. Sappia in primo luogo l´interessato che – se ci sono state delle intese in merito – ogni suo movimento sul lavoro sarà controllato istante per istante da un impianto audiovisivo. L´articolo 4 dello Statuto dei lavoratori lo vieterebbe, ma l´articolo 8 …

Ocse, precari metà dei giovani italiani. Napolitano: "Non lasciamoci atterrire", da repubblica.it

Quasi il 28% non ha un impiego e il 46,7% di chi ce l’ha non ha un contratto stabile. La condizione degli italiani fra i 15 e i 24 anni nel rapporto sul mondo del lavoro. Più basse della media anche le retribuzioni, mentre la perdità del posto incide più che altrove sul rischio povertà. Precari e poco pagati. In Italia, il 27,9% dei giovani tra i 15 e i 24 anni è disoccupato e il 46,7% di chi invece lavora ha un impiego temporaneo. La fotografia dello stato di precarietà occupazionale del nostro Paese arriva dall’Ocse che, nel suo Employment Outlook, basato su dati di fine 2010, mette in chiaro quanto sia difficile per un giovane italiano trovare occupazione o stabilità contrattuale. Una fotografia allarmante che il presidente Giorgio Napolitano, in visita a Bucarest, ha scelto di commentare con un messaggio di incoraggiamento: “La tendenza negativa è un dato già acquisito da lungo tempo. Non facciamoci atterrire da questi dati e problemi negativi. Dobbiamo affrontarli con consapevolezza e lucidità in un contesto europeo”, ha …