Tutti gli articoli relativi a: lavoro

Bersani a Marchionne:«Errore escludere chi dissente», di Simone Collini

È sbagliato escludere chi dissente. Un principio che deve valere anche per la Fiat. Pier Luigi Bersani stigmatizza l’esclusione della Fiomdalla rappresentanza di Mirafiori, pur riconoscendo la necessità che l’azienda investa. Il leader del Pd nega che il suo partito sia diviso sull’accordo per Pomigliano. E anche se ammette che tra i suoi la «discussione »non manchi (anzi, in generale dà un 6 meno al Pd in fatto di coesione interna, di contro a un 7 in iniziativa politica), dice che sull’operazione di Marchionne non ci sono distinguo di fondo: «Abbiamo una posizione molto chiara e la sosteniamo tutti». Questa. «Primo punto: la questione produttiva, l’investimento e la nuova organizzazione del lavoro. Su questo i lavoratori si pronunceranno, rispetteremo le loro decisioni,ma noi ci auguriamo che l’investimento venga confermato perché è molto importante per Torino e per l’Italia», dice il leader del Pd in un’intervista a Sky Tg24. «Secondo: quell’accordo contiene una cosa che non va e che riguarda la rappresentanza», aggiunge però. «Per noi non è giusto che chi dissente venga tagliato fuori dai …

"I tagli di Tremonti Editoria e cultura. Non può finire così", di Roberto Natale, Presidente FNSI

Volete voi che cento milioni di euro vadano agli studi per combattere la sclerosi laterale amiotrofica oppure alla stampa di partito e cooperativa? Di fronte a una domanda del genere, non avrebbe esitazioni nel rispondere nemmeno il più strenuo difensore del pluralismo informativo. Ma ignobile è aver messo in contrapposizione valori civili tanto rilevanti. E’ esattamente quello che ha fatto il ministro Tremonti, lasciando credere che la decurtazione dei fondi del 5 per mille fosse da attribuire alla necessità di sostenere i giornali di idee e del circuito no profit e le piccole radio e tv. Così questo improvvisato difensore dell’associazionismo e del volontariato (lo stesso che aveva malmenato le voci del terzo settore con il rincaro delle tariffe postali) ha usato il decreto milleproroghe per togliere di nuovo all’editoria e all’emittenza ciò che una battaglia di mesi anche grazie al largo concorso di forze parlamentari di maggioranza e di opposizione aveva faticosamente consentito di riconquistare. “Con la cultura non ci si mangia” è una delle recenti frasi celebri del ministro. Evidentemente Tremonti pensa lo …

"Sistema Marchionne", di Massimo Giannini

Nel Paese degli opposti estremismi, il caso Fiat è diventato un paradigma della Modernità. Sedicenti leader sindacali lo usano con poca prudenza: una clava da brandire contro i “padroni”, rispolverando un conflitto di classe irripetibile e rievocando un clima di fascismo improponibile. Ma sedicenti pensatori liberali lo usano con poca conoscenza: una pietra angolare del riformismo, da lanciare contro tutti i conservatorismi. Pomigliano e Mirafiori si impongono nel discorso pubblico come luoghi-simbolo di ogni cambiamento, non solo industriale. Secondo questa chiave di lettura, conservatrici sono quelle migliaia di operai che non si adattano all´idea di veder ridotto il perimetro dei diritti e peggiorato il modo della produzione. Conservatrici sono quelle casamatte della sinistra sindacale che non si rassegnano alla dura legge del mercato globale. Conservatrici sono quelle trincee della sinistra politica che non scorgono nella trasformazione post-fordista della fabbrica l´opportunità di riscrivere il proprio decalogo di valori. Conservatrici sono persino quelle frange della rappresentanza confindustriale, con modelli di relazioni solide nel settore pubblico delle public utilities e collaudate nel settore privato delle piccole imprese, che …

Fiat, "Investimenti preziosi, ma strappi sulle regole", di Paola Bragantini, Gianfranco Morgando e Stefano Fassina,

Documento congiunto di: Stefano Fassina, Responsabile economia e lavoro PD, Gianfranco Morgando, Segretario PD Piemonte, Paola Bragantini, Segretaria PD Torino “L’accordo su Mirafiori come l’accordo su Pomigliano vanno valutati su due piani distinti, sebbene connessi: la riorganizzazione delle condizioni del lavoro; le regole della rappresentanza, della democrazia e della partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici alle sorti dell’impresa. Sul primo piano, la ridefinizione, impegnativa ed intensa, avviene a fronte di una prospettiva di sviluppo e di occupazione. Sul piano delle regole della rappresentanza e della democrazia si compiono strappi ingiustificabili, mentre non si fa alcun passo avanti per la partecipazione dei lavoratori nell’impresa, anzi il ritorno alle Rappresentanze Sindacali Aziendali è un chiaro passo indietro”. E’ quanto si legge in un documento congiunto redatto al termine della riunione delle segreterie del Pd piemontese e del Pd torinese con il responsabile dell’Economia e del Lavoro della segreteria nazionale del Pd, riunione convocata per esaminare insieme la questione Fiat. Il testo è firmato da Stefano Fassina, Gianfranco Morgando e Paola Bragantini, rispettivamente membro della segreteria nazionale e …

"La polizia carica i pastori sardi, è polemica", di Anna Rita Cillis e Piergiorgio Pinna

Scontri a Civitavecchia. La Questura: non c´era preavviso. I manifestanti: trattati da criminali. Bloccati nel porto Fermati anche i pullman che dovevano portarli nella capitale. Speravano di manifestare a Roma. Sono stati bloccati da polizia e carabinieri prima ancora di salire sui 5 pullman che li attendevano al porto di Civitavecchia. Nella capitale i pastori sardi volevano «dar vita a una conferenza stampa per spiegare le ragioni del malcontento». Ma il viaggio degli oltre 300 allevatori dell´Mps, iniziato a Olbia l´altra notte, si è concluso alle 6 del mattino tra forti tensioni. I dimostranti – dicono ora alla questura di Roma – hanno tentato di forzare il blocco. Così la polizia ha risposto denunciando due di loro per resistenza e lesioni (un agente è rimasto contuso) tutti gli altri per manifestazione non autorizzata e per essersi rifiutati di farsi identificare. Ma la versione degli allevatori non collima con le ricostruzioni ufficiali secondo cui i pastori volevano manifestare sul Grande Raccordo Anulare. E una dirigente del Movimento, Maria Barca, denuncia di essere stata colpita «con un …

"Troppi disoccupati? Per il ministro del Welfare è colpa dei cattivi maestri", di A.G.

Secondo Sacconi l’alto numero di giovani senza lavoro si deve spesso agli insegnanti, qualche volta ai genitori, che li hanno condotti a competenze che non sono richieste dal mercato del lavoro. Come il trascurare le prospettive di un corso d’istruzione tecnica o professionale. Nessun riferimento, invece, allo scarso investimento delle aziende italiane in formazione. Poi però specifica che il problema è nell’orientamento. La colpa dell’ascesa della disoccupazione, che in Italia riguarda ormai stabilmente almeno un giovane su quattro? Non risiederebbe principalmente nella crisi economica e nella tutt’altro che massima attenzione che i Governi succedutisi negli ultimi anni hanno fornito sui settori formativi e del lavoro. Secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, l’alto numero di ragazzi senza occupazione spesso risiede nei consigli e nelle indicazioni sbagliate fornite da “cattivi maestri e genitori” sui percorsi formativi da intraprendere. Nel corso di una trasmissione radiofonica su Radio Rai 1, Sacconi ha tenuto a precisare che è necessario rivalutare il “lavoro manuale, l’istruzione tecnica e professionale evitando che una scelta liceale sia fatta per sola convenzione sociale e …

"E per gli statali arrivano tagli e blocco dei salari", di Raffaello Masci

Un mezzo sigaro toscano e una croce di cavaliere non si negano a nessuno», diceva il padre della patria Vittorio Emanuele II. E questo è il massimo a cui possano aspirare i funzionari dello Stato da qui al 2013, perché la loro carriera sarà tutta titoli e onorificenze, ma neppure il becco di un quattrino. Anzi: se superano i 90 mila euro l’anno subiranno un taglio del 5%, che diventa del 10% oltre i 150 mila. Così sentenzia la manovra di assestamento di bilancio che blocca fino a quella data tutti gli aumenti di carriera. Ma se i vertici non riceveranno emolumenti aggiuntivi neppure in caso di promozione, per la truppa degli statali le cose andranno ancora peggio: il blocco degli stipendi per il periodo in questione comporterà una riduzione del già magro stipendio, di 1600 euro, sommando i mancati adeguamenti ai rinnovi contrattuali. I conti li ha fatti, per la Cgil, il responsabile del pubblico impiego, Michele Gentile. «Nel triennio 2010-2012 – spiega e calcola Gentile – l’incremento degli stipendi sulla base dell’indice dell’inflazione …