Tutti gli articoli relativi a: lavoro

Fassina: “Evitiamo quelle soluzioni che creano conflitti”, di R.Gi.

Questo accordo rappresenta una regressione sul terreno della democrazia. In nome di un obiettivo giusto – spiega Stefano Fassina, responsabile economico in segreteria del Pd – cioè garantire l’esigibilità degli accordi sottoscritti, quest’accordo nega la rappresentanza a un pezzo importante del mondo del lavoro. Invece ci sono tutte le condizioni per poter coniugare le esigenze di certezza degli accordi sottoscritti e le garanzie di rappresentanza di tutti i lavoratori. È una vicenda, ora su una china molto pericolosa, che però può presto essere ricondotta in un quadro di normalità democratica e di efficienza». E in che modo? «Dopo le proposte di Camusso e di Bonanni, anche il presidente di Federmeccanica Ceccardi fa riflessioni molto ragionevoli: auspichiamo che tutta Confindustria proceda su questa direzione. Non c’è ragione per cui le newco Fiat – una volta siglato un accordo tra le parti sociali sulle regole, che dia garanzie sull’esigibilità dei contratti – debbano stare fuori dal quadro interconfederale e dal contratto nazionale». Camusso ha definito l’intesa “autoritaria”; il sindaco di Torino Chiamparino invece la elogia. Qual è …

"Fiat, Bersani chiama il Parlamento. La Fiom vuole lo sciopero generale", di Laura Matteucci

L’accelerazione di fine anno sulla Fiat che verrà, su cui Marchionne ha voluto spingere con l’accordo di giovedì scorso per Mirafiori, è ai massimi. Azienda e sindacati (eccetto la Fiom Cgil, che non ha firmato l’intesa del 15 giugno) si riuniscono oggi a Roma per mettere a punto il contratto della newco di Pomigliano, che interessa 4600 lavoratori: si discuterà di salario, orari, scatti di anzianità e diritti sindacali, con i firmatari che annunciano un contratto migliore di quello nazionale dei metalmeccanici e che «non rappresenterà alcuno sfregio» ai diritti. «Un contratto – dice BrunoVitali della Fim – che dovrà poi rientrare dentro Confindustria e rappresentare un salario più alto per tutti i lavoratori ». Il testo sarà chiuso in settimana, anche perchè da gennaio dovrebbero partire le assunzioni. E domani, invece, si riunisce in via straordinaria il comitato centrale del sindacato escluso, la Fiom, proprio per discutere le iniziative da assumere dopo l’intesa per Mirafiori. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani, intanto, chiama in causa governo e Parlamento, perchè si pronuncino sul modello di …

"Unità sindacale, la lezione che viene dal 1960", di Carlo Ghezzi

Nel luglio sessanta imponenti agitazioni scuotono il Paese, i morti di Reggio Emilia e della Sicilia, lo sciopero generale della Cgil pongono fine all’avventura del governo Tambroni appoggiato dal Movimento sociale italiano e determinano la fine dell’agonia del centrismo che impediva l’apertura di una fase politica nuova che porta al centro-sinistra ma anche all’avvio della «riscossa operaia». È a Milano che si compiono in quell’anno scelte sindacali che segnano un cambiamento epocale. La Fiom milanese (la rappresentanza sindacale dei metalmeccanici nella Cgil, ndr), diretta da Giuseppe Sacchi, e la Fim, ove opera Pierre Carniti, danno il via ad una stupefacente stagione di mobilitazioni caratterizzata da convergenze unitarie e da forme di lotta che anticipano quanto accadrà nell’autunno caldo mentre si vedono per la prima volta degli studenti sfilare con i lavoratori. Il dieci dicembre 1960 Intersind sottoscrive un accordo che recepisce le richieste degli elettromeccanici ma Assolombarda non accetta. Il suo fronte si sgretola e alcuni industriali cominciano a firmare accordi a livello aziendale. Il 1960 si conclude con l’immensa manifestazione indetta dalla sola Fiom …

Camusso all´attacco di Marchionne "Antidemocratico e autoritario", di Roberto Mania

Noi non avremmo mai firmato un accordo concordando l´esclusione di un sindacato dall´azienda. O fa sentire la sua autorevolezza nel sistema delle imprese o prevarranno le regole della giungla. Un sindacato non può limitarsi all´opposizione, altrimenti rinuncia alla tutela concreta dei lavoratori. «Sergio Marchionne? Un antidemocratico, illiberale e autoritario», risponde Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, che per la prima volta parla dell´accordo separato alla Fiat-Chrysler raggiunto alla vigilia di Natale. Un´intesa – dice – che la Cgil non avrebbe mai firmato perché «non si può concordare l´esclusione di un sindacato». Camusso attacca Cisl e Uil: «Si sono trasformate in sindacati aziendalisti che propagano la posizione della Fiat». Poi la Confindustria: «O fa sentire la sua autorevolezza nel sistema delle imprese oppure prevarranno le regole della giungla. Non può limitarsi a guardare perché è in atto un´offensiva pure nei suoi confronti». Ma ci sono anche errori della Fiom, sostiene il leader della Cgil: «Dovremo discuterne al nostro interno». Nessuno sciopero in vista (a parte quello della Fiom) ma una grande campagna sul tema della libertà …

"Natale, non si ferma la protesta dei lavoratori", di Laura Matteucci

Sono centinaia e centinaia in tutta Italia le persone che il Natale l’hanno passato nei luoghi di lavoro (o di ex lavoro), e per migliaia queste sono feste di rabbia, di timori, di speranza. All’Asinara, in Sardegna, gli operai della Vinyls hanno deciso di non abbandonare i presidi dell’isola e della torre aragonese di Porto Torres, simboli della lotta da oltre 300 giorni, con la speranza che il regalo più atteso, il posto di lavoro, arrivi nei primi mesi dell’anno nuovo. Dopo l’intesa preliminare raggiunta al ministero dello Sviluppo tra l’Eni e gli acquirenti del fondo svizzero Gita, da Porto Marghera è arrivato giusto alla vigilia di Natale l’annuncio dell’abbandono della torre, ma all’Asinra non si fidano troppo. Raggiunti dai familiari, gli operai sono rimasti lì, blindati dentro l’isola-carcere, per far valere il diritto ad un’occupazione. Natale davanti ai cancelli della fabbrica anche per i cassintegrati della Yamaha di Gerno di Lesmo, che un anno fa ha annunciato la chiusura del sito brianzolo. Dal 10 dicembre gli operai sono tornati a presidiare i cancelli per …

"Vite di precari. Le sorti di Luca e quelle di Silvio", di Bruno Ugolini

Gianluca è uno dei tanti giovani precari. Il suo lavoro ha un nome altisonante: produttore per le assicurazioni. È, in realtà, un venditore di polizze, quei documenti che paghiamo a peso d’oro, sperando che servano a tutelare il costo della macchina o della moto o di altri oggetti. Lui ogni giorno va a caccia di clienti, affrontando ogni serie di difficoltà. Ha una retribuzione fissa di 500-600 euro al mese, per essere a disposizione, lavorando otto ore ogni giorno. Qualora non raggiunga i parametri di vendita imposti dall’azienda, va incontro a quelle che chiama “vessazioni”. I “datori di lavoro” non gli forniscono alcun aiuto per sostenerlo in questa quotidiana ricerca del cliente: niente internet, niente computer, niente telefono aziendale, niente nominativi da contattare. I nomi se li deve procacciare lui e se per caso sono violate le norme sulla privacy l’azienda si riserva di rivalersi su di lui. Non c’è un sindacato a cui rivolgersi. C’erano, dal giugno del 2009, due delegati sindacali. Sono stati colpiti da sanzioni disciplinari. Marchionne insegna. Commenta Gianluca, un po’ …

"L´america a torino", di Luciano Gallino

L´accordo per la nuova società che gestirà Mirafiori segna una brutta svolta nelle relazioni industriali in Italia. Esclude la Fiom, che sin dagli anni del dopoguerra è stato il sindacato di maggior peso nel grande stabilimento torinese. Inasprisce deliberatamente il conflitto tra i maggiori sindacati nazionali: Fiom-Cgil da una parte, tutti gli altri contro. Divide i sindacati in un momento in cui i lavoratori dipendenti, di fronte alle cifre drammatiche della disoccupazione, della cassa integrazione e del lavoro precario, avrebbero il massimo bisogno di sindacati uniti per poter uscire dalla insicurezza sociale ed economica che li attanaglia. In presenza, per di più, di un governo del tutto inerte di fronte ai costi umani della crisi. Ora che si è chiuso stabilendo che solo i sindacati che lo hanno firmato potranno avere in essa i loro rappresentanti, si può dire che nell´insieme l´accordo su Mirafiori lascia intravvedere un paio di certezze, ed altrettante incognite. Una prima certezza è che l´ad Sergio Marchionne pensa evidentemente di importare in Italia non solo le auto, ma anche le relazioni …