"Blitz dei precari nel cinema del lavoro", di Bruno Ugolini
Dalla piazza, quella di sabato a Roma, al cinema. Con precari sui mari e precari nei campi. Hanno qualcosa in comune: la lontananza dagli affetti, dai padri e dalle mogli, la solitudine di un lavoro spesso amaro. Sono situazioni inserite in due tra i numerosi film presentati al concorso “Obiettivi sul lavoro 2010” per iniziativa di Arci, NIdil-Cgil e Ucca. Un’edizione quest’anno contrassegnata da un livello elevato. La giuria (Daniele Vicari, Dean Buletti, Steve Della Casa, Gabriella Gallozzi, Giuliana Gamba) ha scelto alla fine “Cargo” Vincenzo Mineo, come miglior film documentario. Racconta la vita a bordo della nave petroliera “Indigo Point” nei mari del Nord, nella tratta Rotterdam-San Pietroburgo. È la vicenda, appunto, dei precari del mare. Certo i loro contratti a termine sono lunghissimi: a volte trascorrono anni sulle navi. E quel che spesso aleggia, in quelle lunghe giornate è la nostalgia. Sono equipaggi composti soprattutto da giovani filippini in fuga dalla miseria. Accettano questo lavoro, sperando che sia la premessa di un futuro migliore. Gli altri, i lavoratori dei campi, sono i protagonisti …
