Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"La Cgil riapre al confronto su contrattazione e fisco", di Giorgio Pogliotti

La Cgil deve uscire dall’angolo e «riconquistare il potere contrattuale», senza arroccarsi nella difesa dell’esistente. Parlando al direttivo che oggi avvierà le procedure per la sua successione, Guglielmo Epifani ha sottolineato – con chiaro riferimento alla Fiom che preme per lo sciopero generale –, che pur senza chiedere passi indietro a nessuno, occorre abbinare alla protesta la capacità propositiva: «Di fronte ad un attacco di queste proporzioni non sarà solo il conflitto a consentire la riconquista dei tavoli di confronto – ha detto –. Al conflitto bisogna unire capacità di proposta, la difesa del contratto nazionale è essenziale, ma passa per l’innovazione del contratto nazionale stesso». Quindi tutta la Cgil sosterrà la giornata di mobilitazione della Fiom del 16 ottobre perché «non possiamo accettare che il sindacato più grande non sieda ai tavoli e non faccia gli accordi», ma al tempo stesso «bisogna trovare assieme le vie d’uscita da questa situazione». Per Epifani è «pretestuoso e falso dire che la Cgil non firma contratti», a questo proposito ha ricordato i «50 contratti nazionali firmati unitariamente …

"La ripresa rallenta, Paese in declino, persi 480mila posti di lavoro in 3 anni", di Roberto Mania

Polemica da parte dell´Agenzia delle entrate: le imprese non riconoscono i nostri sforzi. L´Italia è un paese in declino che rischia davvero di perdere il treno della ripresa. Essere fuori dalla recessione non vuol dire essere fuori dalla crisi. L´ultimo rapporto del Centro studi della Confindustria non lascia spazio al facile ottimismo. Anzi. «Nella ripresa la performance dell´Italia è tra le peggiori, così come lo era stata nella recessione. La crisi ha portato bruscamente al pettine i nodi strutturali che rendono meno attrattivo e dinamico il paese», sintetizza il report illustrato ieri dal direttore del Centro studi Luca Paolazzi. Dunque un´economia che cresce poco (+1,2 per cento quest´anno e +1,3 il prossimo rispetto a un +1,6 previsto in precedenza), con meno occupati (ne abbiamo già persi 480 mila nella recessione e solo il prossimo anno cresceranno dello 0,4 per cento), con consumi sostanzialmente fermi (+ 0,4 per cento nel 2010 e + 0,7 per cento nel 2011). Un´Italia che con questi ritmi, e le sue zavorre, tornerà ai livelli di crescita pre crisi solo nel …

"Fiat, Federmeccanica e il braccio di ferro", di Nicola Cacace

Sulle ultime mosse di Fiat e Federmeccanica, protocollo Pomigliano e disdetta del contratto nazionale, c’è chi ha parlato di «riforme necessarie per rendere le imprese più competitive» (Marcegaglia) e chi «di attacco grave ed irresponsabile ai diritti sindacali» (Landini). Le innovazioni del modello Pomigliano sono, 18 turni settimanali, dalle 6 di lunedì alle 6 di domenica, raddoppio dello straordinario contrattuale, pause dimezzate. Innovazioni più vicine alla Cina che all’Europa, dove i 18 turni non sono generalizzati, e che non avvengono nemmeno in Polonia, dove i turni del sabato sono coperti dagli straordinari: eppure sono state accettate da tutti i sindacati, Fiom compresa. La rottura con la Fiom è avvenuta sulla parte finale del protocollo relativa alla “clausola di responsabilità” con forti limitazioni dei diritti sindacali. Rottura che non condivido perché, come ha detto Carniti, «l’accordo Pomigliano è un dictat impresentabile, madi fronte a un prendere o lasciare senza alternative, la Fiom doveva firmare anche per presa d’atto» (Repubblica, 23 giugno). Un sindacato non può stare a lungo senza fare accordi, così come un padronato lungimirante …

"Il condono della sicurezza", di Tito Boeri

Il ministro dell´Economia ha promesso da tempo di sburocratizzare le imprese, ma sin qui nulla si è visto al di là degli annunci. Meglio di niente si dirà. Permetteteci di essere in disaccordo. Molto meglio il silenzio. Perché gli annunci generici, non accompagnati dai fatti, indeboliscono le normative vigenti senza proporre sostituti. L´annuncio generico invita al condono della violazione sistematica delle norme. Da qualche settimana gli annunci di Tremonti hanno avuto come oggetto le norme sulla sicurezza sul lavoro. Frasi in libertà, prima smentite e poi ribadite, tra feste di partito e meeting di Cl. Finalmente venerdì 10 settembre il Ministro ha messo per iscritto le sue opinioni in merito alle norme vigenti in tema di sicurezza, in una lettera al “Corriere della Sera”. Gli adempimenti previsti dal Testo Unico per la sicurezza, ha scritto Tremonti, sono eccessivamente penalizzanti nei confronti della piccola impresa, tant´è che «di questo tipo di regole e di costi si può fare a meno» «perché un conto è la grande industria dove avvengono i grandi, tragici, incidenti, un conto è …

"Tremonti disse: «La sicurezza sul lavoro è un lusso»", di Bianca Di Giovanni

L’esempio del ministro dell’Economia, che proferì quelle parole parlando delle piccole imprese Ma l’allergia alle regole è alla base di queste tragedie. Specie nelle ditte di dimensioni ridotte… Il ministro rilancia la sua tesi della deregulation, tanto cara al centrodestra e alla Confindustria. Intanto in manovra ha ridotto i fondi per le ispezioni ed ha svincolato l’attività d’impresa da regole e procedure. Le regole gli hanno sempre dato un po’ fastidio, che si trattasse di fisco, di ambiente, di impresa, di Europa. Per lui tutto va «semplificato»: è questo il segno della modernità, la chiave dello sviluppo. È un credo a cui Giulio Tremonti si è sempre dichiarato fedele, a dispetto dei mille cambiamenti di fronte, degli innumerevoli guizzi logici a cui ci ha abituati. Un credo condiviso, certo, con le schiere di finti liberisti senza mercato che affollano le platee confindustriali. Mal’ultima esternazione non dev’essergli riuscita bene. Quel «la sicurezza sul lavoro è un lusso che non possiamo permetterci», dichiarato al Berghem Fest, quell’incitazione a «rinunciare ad una quantità di regole inutili: siamo in …

"Napolitano: gravi negligenze Sicurezza, bufera su Tremonti", di Alberto Custodero

Il presidente della Repubblica esprime «indignazione per le gravi negligenze». Il ministro del Welfare Sacconi convocherà «al più presto un tavolo con Regioni e parti sociali sui rischi degli appalti». Ma i tre morti nella cisterna di Capua e l´operaio schiacciato da un macchinario in Toscana riaccendono la polemica fra il Pd e il ministro dell´Economia che, 17 giorni fa, sentenziò come la 626, la legge sulla sicurezza sul posto di lavoro, fosse «un lusso che non possiamo permetterci». Mentre il ministro del Lavoro è «colpito dal fatto che ancora una volta siano vittime di infortuni gravi o mortali nel lavoro coloro che operano in appalto, in particolare nei servizi di manutenzione», è il capo dello Stato a confidare «nella rapidità e nel rigore degli accertamenti da compiere e nella definizione delle normative di garanzia da adottare e far rispettare». «In una giornata funestata da più infortuni», Giorgio Napolitano «raccoglie la diffusa indignazione per il ripetersi di incidenti mortali causati da gravi negligenze nel garantire la sicurezza dei lavoratori in operazioni di manutenzione nei silos …

«Ho criticato Marchionne e la Fiat mi ha licenziato», di Rinaldo Gianola

Ieri mi è arrivata la raccomandata della Fiat con le ultime buste paga e il conteggio della liquidazione. Sono fuori. Aspetto che il Tribunale fissi l’udienza, ma anche se vincessi la causa magari la Fiat mi lascerà a casa, com’è successo con i tre operai di Melfi». Pino Capozzi, 36 anni, è nato a Moncalierimaè originario della provincia di Avellino. Nel 1969la sua famiglia si trasferì a Torino, il papà Virgilio ha lavorato per vent’anni a Mirafiori. Pino è stato licenziato dalla Fiat il 13 luglio scorso. Prima che la cappa del silenzio, prima che il conformismo di stampa e televisioni abbiano il sopravvento, è bene che si continui a parlare dei lavoratori licenziati dalla Fiat. La loro è una battaglia di civiltà e di democrazia che meriterebbe l’appoggio esplicito del mondo politico, sindacale e dell’opinione pubblica. Pino è iscritto alla Fiom e pure al pd, dal 1994 fa politica. È stato candidato al comune di Nichelino per due volte. È magro, il volto pallido, ha un eloquio preciso, sa usare le parole, ma non …