Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Le fabbriche riaprono i cancelli ma 500 mila posti sono a rischio", di Roberto Mania

Mezzo milione di posti di lavoro in bilico. Centinaia di aziende che domani non alzeranno nemmeno la saracinesca. La ripresa è debole e incerta, la domanda langue, i nuovi mercati sono lontani, la produzione resta ferma. È l´Italia imprigionata nella cassa integrazione. La crisi non se n´è andata e parla italiano: Fiat, Indesit, Antonio Merloni, Italtel, Burani, Tirrenia, Unicredit, Omsa, tra gli altri. E parla italiano – perché dipende dalle nostre fragilità ad attrarre gli investimenti esteri – anche quando racconta delle multinazionali che chiudono, come, per ultima, la Pepsi a Silea (un centinaio di dipendenti) nel trevigiano, dove si produce il Gatorade e il Lipton Ice Tea. Nella mappa della crisi italiana c´è Mirafiori, stabilimento simbolo della grande industria, e ci sono le centinaia di piccole imprese subfornitrici che mollano in silenzio. C´è un osservatorio privilegiato per leggere questa fase della crisi e la metamorfosi che si sta determinando nel sistema industriale italiano. È quello dell´Unità per le gestione delle vertenze delle imprese in crisi presso il ministero dello Sviluppo economico, guidata dall´ex sindacalista …

"Sono le aziende a scatenare questa lotta di classe", di Luigina Venturelli

La lotta di classe si fa sempre in due. Sul caso di Melfi non è il caso di discutere chi dei due abbia cominciato, se l’azienda o il sindacato. Mi limito solo ad osservare che, nella sua lunga storia, la Fiat non è mai stata ferma a prendere colpi». Aris Accornero, professore emerito di Sociologia industriale all’Università La Sapienza di Roma, lo può affermare a ragion veduta. Negli anni Cinquanta fu uno dei tanti licenziati per rappresaglia dalla casa automobilistica. Professor Accornero, niente di nuovo, dunque? Siamo alla vecchia lotta di classe? «Le vicende Fiat degli ultimi mesi ci hanno riportato molto indietro. Marchionne ha fatto una brusca sferzata rispetto ai primi anni della sua amministrazione, quelli della grande ripresa dell’azienda, dovuta anche al tenore decisamente più civile delle relazioni industriali». Eppure il manager ha invitato i sindacati ad archiviare l’epoca dei conflitti tra operai e padrone. «Se c’è una spinta verso la lotta di classe, in questa fase storica, è proprio quella delle aziende, che stanno facendo scontare ai lavoratori il peso delle ristrutturazioni …

""Lavorare in sicurezza è un lusso". Bufera sulle parole di Tremonti", di Felicia Masocco

«Un lusso che l’Italia non può permettersi ». Questo sarebbe per il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, la 626, la legge che detta le regole della sicurezza sul lavoro. Tremonti aveva espresso il suo pensiero mercoledì sera, alla Berghem Fest, festa della Lega ad Alzano Lombardo. In realtà qualcosa lo aveva detto qualche ora prima, al meeting di Rimini, ma lì era stato più generico, parlando di «diritti perfetti» che l’Italia non può più permettersi altrimenti le fabbriche vanno altrove. Il pensiero è andato alla Fiat e alla vicenda di questi giorni. Da Alzano è arrivata invece la precisazione-boomerang: il «lusso» era la sicurezza sul lavoro. Uno schiaffo, in un Paese in cui il lavoro uccide in media tre persone al giorno e ne ferisce -spesso invalidandoli gravemente- centinaia di migliaia in un anno. Contro le parole del ministro si è aperto un fuoco di fila, critiche che hanno costretto Tremonti ad intervenire nuovamente: «Una polemica eccessiva per cinque parole, cinque». COSTRETTO A CORREGGERSI Non sono parole per l’Anmil, l’associazione dei mutilati e degli invalidi per …

Fiat: cerchiamo una soluzione

“Superare il grave episodio per creare le condizioni per un confronto pacato e serio”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha risposto alla lettera dei tre operai della fabbrica Fiat di Melfi licenziati e poi reintegrati ma con il solo ruolo sindacale, gli hanno inviato chiedendo un sollecito intervento per risolvere la loro difficile questione con l’azienda di Torino. Il Capo dello Stato ha espresso il “vivissimo auspicio – che spero sia ascoltato anche dalla dirigenza della FIAT – che questo grave episodio possa essere superato, nell’attesa di una conclusiva definizione del conflitto in sede giudiziaria, e in modo da creare le condizioni per un confronto pacato e serio su questioni di grande rilievo come quelle del futuro dell’attività della maggiore azienda manufatturiera italiana e dell’evoluzione delle relazioni industriali nel contesto di una aspra competizione sul mercato globale”. Napolitano ha concluso la sua lettera esprimendo “il profondo rammarico per la tensione creatasi alla FIAT SATA di Melfi in relazione ai licenziamenti che vi hanno colpito e, successivamente, alla mancata vostra reintegrazione nel posto di …

"La metamorfosi di Marchionne dall´elogio dell´etica all´Ok Corral", di Paolo Griseri

Da canadese a texano, da manager-filosofo che cita Popper a uomo del saloon che sfida i sindacati all´Ok Corral. Non è chiaro se Sergio Marchionne, 52 anni e tre nazionalità, abbia davvero cambiato idea. E´ evidente che nel giro di pochi mesi la sua immagine si è clamorosamente rovesciata, una metamorfosi non solo mediatica che gli consente oggi di planare come un marziano nel tempio post-democristiano di Cl. Com´è stato possibile che il maglioncino blu più amato dalla sinistra italiana si sia trasformato in quello che un nutrito gruppo di sindacalisti chiama ormai «il nuovo Valletta»? Sembrano lontani i tempi del Marchionne 1. «La Fiat è spesso caricata di un´identità simbolica, come una specie di matrice di idee e di valori. Sentiamo la necessità che tutte le nostre decisioni siano prese con cura, diligenza e rigore e con piena coscienza delle conseguenze che ne possono derivare. Per questo lo sviluppo della Fiat sta seguendo principi etici e sociali ben definiti». Era il 27 maggio 2008 quando l´uomo in maglione riassumeva così la sua filosofia manageriale …

"Il diktat di Marchionne", di Gad Lerner

I delegati della Fiom Cgil “confinati” nella saletta sindacale di Melfi, con proibizione di fare ritorno al loro posto di lavoro, nonostante il reintegro disposto dalla magistratura, evocano ricordi lontani. E’ passato più di mezzo secolo, infatti, dagli “anni duri alla Fiat” testimoniati da operai comunisti come Aris Accornero e Emilio Pugno. Destinati in quanto “sabotatori” della pace sociale in apposite officine isolate, i cosiddetti “reparti-confino”. Erano i giorni della guerra fredda, il conflitto di fabbrica era insieme sindacale e ideologico. In quello che Carlo Marx definiva “il segreto laboratorio della produzione”, dove “si dovrà svelare l´arcano della fattura del plusvalore”, si consumava una lotta di classe finalizzata a modificare la condizione operaia, ma anche gli assetti del potere politico. Quel sapore antico che la Fiat italo-americana ha scelto di riproporre nell´estate del 2010 ha però ben poco a che vedere con la cultura di Vittorio Valletta, il padre-padrone di un´epoca superata. Il manager apolide Sergio Marchionne non somiglia al suo predecessore, non concepisce il rapporto con le maestranze come destino ineluttabile di una comunità …

"L'autunno nero, sono 200 mila i posti a rischio", di Marco Sodano

Duecentomila posti di lavoro che ballano, volendo contare solo le aziende che attraversano crisi «elevate» o «medio alte», 170 vertenze aperte al ministero (vacante ormai dal 4 maggio scorso, giorno delle dimissioni di Claudio Scajola) per lo Sviluppo economico – più quelle che potrebbero aprirsi nelle prossime settimane – una ripresa timida che non è ancora abbastanza omogenea né decisa da permettere di ben sperare in una prossima impennata dell’economia italiana. È il quadro dell’autunno (caldo? nero?) che si prepara per il sindacato, le aziende e i lavoratori italiani, dipinto in un report steso dallo stesso ministero dello sviluppo. Le regioni più colpite sono il Mezzogiorno e il Nordovest, i settori sono tessile – e di conseguenza moda – meccanica, i cantieri e l’industria aerospaziale. Il panorama non è di quelli incoraggianti: il ministero ha diviso il Paese in sistemi locali del lavoro (aree di comuni contigui nelle quali l’occupazione gravita intorno a un settore): su 686 zone individuate 113 sono in crisi «elevata», 136 in crisi «medio-alta». Il tessile maglia nera Il record del …