Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Ritorno al lavoro per 4,5 milioni", di Giorgio Pogliotti

Finita la pausa estiva in 4,5 milioni si apprestano a varcare i cancelli delle fabbriche e dei cantieri edili per la riapertura. Mentre circa mezzo milione di loro colleghi resteranno a casa, essendo ancora in cassa integrazione. La situazione è cambiata rispetto all’estate del 2009, quando per effetto della crisi la quasi totalità delle industrie restarono chiuse per 4 settimane utilizzando lo stop delle vacanze come una sorta di ammortizzatore sociale, in attesa di una congiuntura migliore. Ferie più brevi per la ripresa Secondo gli osservatori territoriali dei sindacati quest’anno in molti casi il periodo di ferie è stato programmato per 3 settimane, numerose imprese sono rimaste aperte una settimana in più per poter cogliere i timidi segnali della ripresa. Di fronte alle incertezze del quadro economico tra gli imprenditori ha prevalso un atteggiamento “attendista”, a differenza dell’industria tedesca che per rispondere alla forte crescita di ordinativi ha sollecitato un taglio di 2 settimane di ferie (su un totale, però, di 6 settimane). «Se lo scorso anno le ferie più lunghe hanno consentito di rinviare …

"Se Marchionne rilancia il conflitto di classe", di Luciano Gallino

Dinanzi al peggioramento delle condizioni di lavoro provocato dalla crisi veniva da chiedersi come mai il conflitto di classe non mostrasse segni di ripresa. La spiegazione che si soleva dare era che mancava un soggetto capace di trasformare il malcontento dei lavoratori in appropriate iniziative, diffuse e unitarie, sul fronte politico e sindacale. Da ieri sappiamo che quel soggetto esiste e si dà da fare. Non è una nuova formazione politica: è la Fiat. L´invito a starsene a casa, seppur pagati, trasmesso ai tre lavoratori di Melfi nonostante un giudice ne abbia ordinato il reintegro dopo il licenziamento in tronco con l´accusa di sabotare la produzione, nelle intenzioni dell´azienda voleva essere evidentemente una prova di forza. In gioco ci sono i futuri sviluppi del piano “fabbrica Italia” a Pomigliano e a Mirafiori, non meno che a Melfi. Si tratta invece di una prova di debolezza e di un grave errore. E´ una prova di debolezza perché una volta presentato il ricorso contro l´ordinanza del giudice, sorretto da una poderosa documentazione, un´azienda che si sentisse forte …

"Splendidi quarantenni nel labirinto", di Bruno Ugolini

Tempo di ferie e di svaghi per molti. C’è come sempre chi, anche se è in vacanza, riflette con qualche tremore sulla propria condizione. Sono i precari. Come Andrea di 37 anni, consulente ambientale, che confessa: “Per le ferie esiste il pericolo di non percepire compenso. Si è sempre a rischio di licenziamento”. Troviamo la sua storia in una serie di “carte d’identità” raccolte dall’associazione “20 maggio flessibilità sicura”, una costola del Pd, curata da Davide Imola. Quel che colpisce di questa “galleria”, con tanto di foto segnaletiche, è l’età. Non sono più dei ragazzini. Hanno quasi tutti oltrepassato i 30. Sono quasi degli “Splendidi quarantenni” come direbbe Nanni Moretti. Con mappe delle loro “carriere” che sembrano un labirinto senza fine. Andrea, ad esempio, è stato operatore telefonico, poi per diverse occasioni collaboratore occasionale, poi tecnico riabilitatore di fauna selvatica, poi collaboratore a progetto come direttore di un centro di recupero fauna selvatica, poi consulente ambientale di un Ente Nazionale. E’ stato obbligato a diventare una partita Iva. Un buon lavoro Ma il compenso non …

"Servizi di call center. Rifiuto delle imprese a gare pubbliche sempre più al ribasso", di Luigina Venturelli

Assocontact (Confindustria) ha diffidato gli associati a partecipare. Nel settore 15mila posti di lavoro a rischio. Andranno a Bucarest? Di fronte agli squilibri di un mercato del lavoro precario e dequalificato, un governo ha tre possibilità: intervenire per correggere le iniquità che minacciano un settore, restare a guardare mentre le leggi del mercato compiono la propria opera, oppure – ed è questa la strada scelta dal governo italiano – spingere ulteriormente nella direzione della precarietà e della dequalificazione. Il caso dei call center che operano in outsourcing – denunciano congiuntamente imprese e sindacati – è esemplare. Questa, ad esempio, è la gara da 1,6 milioni di euro indetta da Acquirente Unico (società pubblica controllata dal ministero dello Sviluppo) per la gestione dello Sportello per il consumatore di energia elettrica: garantire un traffico medio di mille chiamate al giorno con rigorosi livelli di servizio, ma anche, in alcuni periodi dell’anno non meglio precisati, picchi superiori alle 10mila chiamate al giorno. «Rispetto ad un’attività media supportata da 8 operatori telefonici, per il minor prezzo possibile ci dovremmo …

"La collisione di due mondi", di Adriano Sofri

Ci sono due modi di pensare alla Sardegna. Il primo: che è un posto stupendo, peccato che ci siano i turisti. Il secondo: che è un posto stupendo, peccato che ci siano i sardi. Poi c´è un terzo modo, che va trovato di volta in volta, specialmente in agosto. Ieri il problema si è posto più urgentemente, perché la Sardegna dei turisti e la Sardegna dei sardi, per di più pastori, si sono fronteggiate sul campo, anzi sulla pista dell´aeroporto di Olbia-Costa Smeralda. Altri sapranno discutere, con la cognizione di causa che a me purtroppo manca, del rapporto fra una protesta giusta e un modo che danneggia persone malcapitate. (Benché in questa circostanza leggere del “calvario dei passeggeri costretti ad avviarsi a piedi per trecento metri allo scalo” e dei “disagi creati ai vip in arrivo su jet privati” una qualche inconfessabile soddisfazione la dia. E che “i pastori si sono concessi anche di giocare a morra, tra le proteste dei passeggeri imbufaliti” – sia detto da passeggero). Sta di fatto che l´argomento addotto da …

"La sveglia Usa-Bce: la crisi non è finita", di Gianni Del Vecchio

La disoccupazione sale, i consumi ristagnano: la ripresa di autunno è una chimera. Brutte notizie per chi aveva già archiviato la pratica della crisi economica, magari illuso dai primi segnali di ripresa dopo un paio di anni di buio profondo. Gli ultimi dati che arrivano sia di là che di qua dell’Atlantico gridano forte una verità indigesta: la recessione non è ancora finita. E a soffrire saranno soprattutto i lavoratori, visto che lo spettro della disoccupazione di lunga durata sta pericolosamente prendendo forma. Tanto che già si parla di sindrome giapponese, visto che il paese del Sol levante ha a lungo sperimentato il cocktail deflazionistico di bassa crescita e perenne disoccupazione. Cominciamo da ciò che sta succedendo in America. Lì il mercato del lavoro annaspa e gli ultimi dati hanno gelato le previsione ottimistiche degli analisti. Riporta il Dipartimento del lavoro che nella settimana terminata il 7 agosto, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite a 484mila, con un incremento di duemila unità. Gli analisti avevano invece calcolato un calo delle richieste a …

"Cosa vuole il lingotto", di Luciano Gallino

Il punto da chiarire è questo: il reintegro dei lavoratori licenziati a Melfi da parte di un giudice del lavoro era del tutto prevedibile. Forse non la rapidità della pronuncia, ma il suo esito certamente sì. Allora, posto che non si può credere che l´ad di Fiat Auto si sia circondato di sprovveduti, bisogna chiedersi per quali motivi i suoi esperti gli hanno suggerito d´imboccare una strada che portava dritto contro un muro. Il quesito è d´obbligo, perché rispetto alla questione dei licenziati di Melfi i rischi cui Fiat va incontro sul piano giuridico ed economico con il piano di Pomigliano e ciò che vi ruota attorno sono molto più grandi. Il piano presentato ai sindacati nel maggio scorso ha fatto sorgere seri dubbi circa la possibilità che limiti il diritto di sciopero, e perfino il diritto di ammalarsi, giacché nel caso che la percentuale di assenteismo «sia significativamente superiore alla media» l´azienda – la sola a decidere quanti punti o decimi di punto siano significativi – si considera libera dall´obbligo di pagare le quote …