Tutti gli articoli relativi a: lavoro

Premiata Ditta "Bastoni & carote", di Pippo Frisone

La premiata Ditta “Bastoni & carote”, vale a dire il trio Tremonti, Brunetta e Gelmini prova ora a dare qualche contentino al personale della scuola. Prima sono arrivate le bastonate di Brunetta sulla malattia e sui fannulloni, sui contratti e sul disciplinare, poi quelle sul blocco dei contratti, sulle pensioni e sugli organici di Tremonti e a far da cornice o meglio a far cassa, le finte riforme della Gelmini. Adesso, tra una promessa e l’altra, per far ingoiare la medicina più amara che la scuola ricordi con il taglio di135mila posti entro il 2012, arriva quella palliativa-agrodolce. Sembra certa la restituzione degli scatti di anzianità, congelati dalla manovra finanziaria e alla cui copertura provvederà l’ormai famoso 30% dei risparmi sugli organici, destinati all’origine a premiare il merito nella scuola. Dei 23mila posti per le assunzioni in ruolo chiesti al Tesoro, la Gelmini ne porta a casa solo la metà. Per l’esattezza sono 170 posti per i Dirigenti Scolastici, 6.500 per il personale ATA e 10.000 per il personale docente. La maggior parte di questi …

"Donne e lavoro, la lunga rincorsa a ostacoli", di Marina Iacovelli

L’occupazione femminile in Italia ha registrato un forte incremento fino al 2003 quando, sull’aumento totale degli occupati, ben un terzo era costituito da lavoratrici. Questo trend si è però interrotto e, nel 2009, il tasso di occupazione delle donne è sceso al 46,4 per cento, un valore molto lontano da quello dell’Unione europea (58,6 per cento). È quanto emerge dal documento “Il lavoro delle donne in Italia. Osservazioni e proposte”, approvato all’unanimità dall’Assemblea del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, il Cnel, il 21 luglio scorso. “Nonostante il nostro paese possa vantare una delle più avanzate legislazioni a favore delle donne – spiega la consigliera Aitanga Giraldi – , il permanere di problemi strutturali nel nostro mercato del lavoro, e l’ormai annoso dualismo tra Nord e Sud, pongono all’attenzione del legislatore e degli operatori economici e sociali molte sfide. Il Cnel ha da tempo inserito, quale priorità della propria attività istituzionale, l’impegno a favore della maggiore partecipazione delle donne nel mercato del lavoro e del rafforzamento del loro ruolo nella vita economica e sociale del …

"Nuovo tetto per l'Ispra", di Antonio Sciotto

In tempi di trivellazioni disastrose sotto il mare, dovremmo preoccuparci di questi ricercatori. Ma il governo ha portato il loro istituto, specializzato sull’ambiente, sull’orlo del baratro. Si tratta dell’Ispra, e i suoi studiosi si erano già arrampicati sui tetti alla fine dell’anno scorso, passando su un edificio della periferia di Roma – Casalotti – perfino il Capodanno. Con botti, panettoni, spumante, con le loro famiglie finalmente vicine. E poi erano arrivate le promesse, da «marinaia»: la ministra dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo garantì il rilancio dell’istituto e il futuro del personale, con un protocollo siglato in pompa magna. Tanto che i ricercatori erano pure scesi dal tetto. Ma nulla: a distanza di 6 mesi sull’Ispra è tornata la mannaia dei tagli, i laboratori sono congelati e privi di mezzi, centinaia di precari temono di perdere il posto. E così, in settembre, potrebbero «bissare»: il tetto o qualcos’altro, non lo dicono ancora. Intanto, da ieri, la protesta si è riattivata, perché improvvisamente tra i corridoi dell’istituto è piombata una notizia ferale: il «rosso» accumulato dall’Ispra non verrà coperto …

"Dietro il boom lo spettro disoccupazione lunga", di Marco Alfieri

Jobless recovery la chiamano gli economisti. Ripresa senza occupazione. L’ultima cartolina arriva dalla Camera di Commercio di Varese, una delle grandi province manifatturiere d’Italia: nel secondo trimestre l’economia locale ha ripreso la marcia produttiva (+3,1% sul 2009) ma senza muovere il mercato del lavoro. Anzi, il saldo negativo atteso tra ingressi/espulsioni è salito a 4 mila addetti. È il picco più alto da quando Unioncamere produce le Indagini congiunturali. Nel 2009, tra fallimenti e crisi aziendali, nel Varesotto sono rimaste a spasso più di 7.500 persone e solo il 15% delle imprese mette in conto nuove assunzioni entro l’anno. Varese è solo l’ultima stazione di una lunga spoon river laburista rimasta nascosta dal fumo statistico di una ripartenza economica a lungo attesa. Nelle province gemelle per struttura industriale, da Vicenza a Treviso, da Bergamo a Brescia passando per Torino, Reggio Emilia e Bologna, il mantra è identico: ripresa su ordinativi, export e fatturato ma calma piatta sull’occupazione. Dopo il lungo inverno recessivo la svolta non si trasferisce sul mercato del lavoro. Per Franca Porto della …

“Ammortizzatori sociali per Mirandola e Rovereto”

L’on. Ghizzoni del Pd: “Fare il possibile per riannodare il filo del dialogo”. “A Mirandola come a Rovereto per dare garanzie di futuro ai lavoratori è necessario assicurare il ricorso agli ammortizzatori sociali: quelli nazionali per l’OCL, quelli regionali in deroga per il Gruppo Medica. È l’obiettivo per il quale tutti dobbiamo impegnarci.” L’on. Manuela Ghizzoni del Pd esprime così la sua solidarietà ai lavoratori di Mirandola e Rovereto e dichiara il proprio impegno perché siano messi in campo gli strumenti adeguati a tutela dei lavoratori. In merito all’annuncio della messa in mobilità dei 28 dipendenti della Medica e all’inasprimento dei toni della vertenza all’OCL di Mirandola che coinvolge sessanta lavoratori, la parlamentare carpigiana auspica “che tutti i soggetti coinvolti, con il contributo fattivo degli Enti locali e delle Istituzioni, facciano quanto possibile perché si riannodi il filo del dialogo e del confronto”. “La crisi occupazionale morde ancora – prosegue l’on. Ghizzoni – eppure, in modo del tutto irresponsabile, il governo per mesi ha tacciato di catastrofismo le voci preoccupate dell’opposizione sostenendo che la crisi …

"Perchè crolla la produttività", di Tito Boeri

La produttività oraria del lavoro in Italia è diminuita nell´ultimo decennio ben prima della grande recessione. È poi crollata di più del 5% dal 2007 al 2009, nonostante il forte calo delle ore lavorate. Lo ha certificato ieri l´Istat. Questi dati spiegano una volta di più perché siano tutti insoddisfatti: i lavoratori i cui salari sono piatti da ormai quindici anni e i datori di lavoro che si accorgono di perdere competitività nei confronti della concorrenza. Per loro conta il costo del lavoro per unità di prodotto. Questo aumenta anche quando i salari sono piatti, ma la produttività diminuisce. E negli altri paesi verso i quali sono principalmente rivolte le esportazioni delle imprese italiane, Francia e Germania, la produttività del lavoro è cresciuta dal 5 al 10% nello stesso arco di tempo. Il nostro sistema di contrattazione ha un ruolo fondamentale da giocare per migliorare la situazione perché può legare più strettamente di quanto avvenga ora salari e produttività. Le imprese metalmeccaniche che hanno introdotto contratti che legano esplicitamente salari e produttività dopo gli accordi …

"La rudezza di Marchionne nasce da un disagio: non vedere riconosciuti i suoi sforzi per dare un futuro solido al gruppo. Ma, vedrete, non lascerà l'Italia"

“Onorevole Fassino, che effetto le fa la Fiat formato Marchionne?”. “Sono cambiate molte cose, ma per me valgono ancora le regole di Pace”. “Cioè?”. “Da ragazzo, quando ho iniziato a occuparmi di Fiat, sono stato educato da alcuni capi storici del sindacalismo torinese. Tra cui Aventino Pace, un uomo straordinario scomparso troppo presto. Da lui ho imparato due lezioni: primo, se c’è un problema e non lo risolvi, lo farà per te il padrone. Secondo, sii duro e intransigente nella trattativa, ma ricordati che arriva il momento in cui l’accordo va fatto”. Parla così Piero Fassino, torinese, segretario sotto i trent’anni dei comunisti torinesi negli anni Settanta, quando il Pci raccoglieva il 40 per cento dei voti sotto la Mole. E molti di più, ovviamente, tra le tute blu di Mirafiori, punta di diamante di quella Fiat che, dice lui, “è un pezzo della mia vita”. Un pezzo che rischia di scomparire per l’intransigenza di Marchionne. O no? Francamente non lo voglio credere. E non lo credo. Anche perché sono convinto che sia Marchionne che …