Tutti gli articoli relativi a: lavoro

Tre proposte per uscire dalla crisi

Bersani ad Anno Zero: “Soffrono lavoratori e imprese. Meno tasse ai redditi medio-bassi, aiuti alle imprese e deroga al patto di stabilità per i comuni che investono”. E attacca Tremonti: “Avete smontato i controlli anti-evasione” “Per Tremonti bisogna tenere la barra dritta e poco altro , ma questa non è una tempesta passeggera. Basta vedere i dati sul Pil: Francia -2, Spagna -2,7 e noi -5,8, una cifra peggiore di tutti gli altri”. Ci ha messo poco Pier Luigi Bersani a sbugiardare il ministro dell’Economia, ospite ad Anno Zero, su Rai Due. Ministro di un governo fermo, che non interviene per timore di proteste, ma “le manovre sono rose con le spine” ha ammonito Bersani. “Non fare il poeta” ha controbattuto Tremonti. Ed ecco che il segretario del Pd ha spiegato che se adesso c’è bisogno di uno sforzo è perché in 18 mesi hanno dilapidato un patrimonio: gli sforzi di risanamento del governo Prodi. Altrimenti avremmo potuto affrontare la crisi con ben altri dati… E la prima picconata l’hanno data smontando tutti i controlli …

“Crisi, gli agricoltori in piazza «Uno su tre a rischio chiusura»”, di Felicia Masocco

«Sembra la finanziaria del Qatar», sbotta il presidente della Cia, Giuseppe Politi. La Cia non è l’intelligence statunitense, ma la Confederazione italiana agricoltori, e il Qatar è un paese che non ha agricoltura. L’Italia invece ce l’ha ancora, anche se di politiche per sostenerla neanche l’ombra. La crisi del settore ha portato gli agricoltori in piazza, davanti a Montecitorio per chiedere ai deputati di passaggio di riservare al grano anche solo un decimo dell’attenzione riservata ai magistrati e alle norme sui processi. Lo hanno ricordato anche al ministro Zaia, andando a protestare sotto il suo ministero (e già che c’erano a quello dell’Economia poco distante). LE TRE CARTE Erano in tremila, secondo gli organizzatori, hanno distribuito latte e mandarini ed esibito cartelli con un’Italia verde incatenata. «L’agricoltura rischia di chiudere -attacca Politi-. Siamo il solo settore che nonhaavuto nessun intervento, anzi ci tolgono i fondi. Nella Finanziaria che stanno per votarenonc’è ancora nulla per il settore primario». Si è fatto con l’agricoltura il solito gioco delle tre carte, eccellenza di questo governo: «Erano stati tagliati …

“Lavoratori precari per tutta la vita. In Senato riesumato lo staff leasing”, di Felicia Masocco

Torna lo staff leasing, il lavoro in affitto, forma estrema di precarizzazione. La sua riesumazione è contenuta nel disegno di legge 1167già passato per le commissioni varie e da ieri in discussione al Senato dove contano di approvarlo presto presto. Lo staff leasing è quel rapporto che consente di lavorare in un’azienda senza mai esserne dipendente. Per una durata illimitata, anche tutta la vita e a fare da tramite ci pensa un’agenzia. È con questa che l’interessato stipula il contratto, poi viene dato in affitto. Senza poter fare carriera, senza troppi benefit, senza sentirsi mai parte di quell’impresa. ULTIMO ATTO Introdotto con la legge 30 dal precedente governo Berlusconi, lo staff leasing era stato cancellato dal governo Prodi con il protocollo sul Welfare del luglio 2007, firmato da tutte le parti sociali, sindacati e imprese. Queste ultime infatti non lo avevano quasi mai applicato. Anche per questo non si capisce perché il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi si incaponisca nel reintrodurlo. «È l’ultimo punto di quel Protocollo che viene modificato », fa notare il segretario …

“Il nuovo autunno caldo: La classe invisibile alla ricerca di una voce”, di Luciano Gallino

La politica sembra essersi dimenticata di sette milioni di operai. Il nuovo autunno caldo: La classe invisibile alla ricerca di una voce. Perfino a molti sindacalisti non sembra un argomento su cui insistere; temono, a volte con ragione, di non essere più votati. Da parte loro le scienze economiche e sociali si sono impegnate soprattutto a scrutare l´avvento del post-industriale, o meglio della società della conoscenza, quel luogo radioso dove più nessuno si sporca le mani nè si rompe la schiena dalla fatica perché tutte le merci sono prodotte dalle macchine. Oppure da qualcuno in Cina o in India che anche se guadagna quattro euro al giorno e lavora settanta ore la settimana deve dir grazie, perché prima – ci assicurano – stava peggio. Pure ai narratori ed ai registi la classe che doveva andare in paradiso da tempo non interessa più. Rende maggiormente, anche sotto il rispettabile profilo della fama, occuparsi di crisi: non di quella economica, bensì degli adolescenti, dei quarantenni, delle famiglie di città o degli amori di provincia. Di operai parla …

“Temporanei e badanti dignità al lavoro”, di Luisa Grion

I contributi consentono all´Inps di coprire maternità e pensioni. E di normalizzare un´attività destinata a crescere ancora. Si aspettavano 600mila domande, ne sono arrivate la metà. Si fatica a capire che rispettare le regole significa anche rispettare le persone. Una famiglia italiana su dieci ammette che non potrebbe farne a meno, eppure badanti e colf sono e restano un pianeta sommerso: una su quattro delle collaboratrici presenti sul territorio nazionale risulterebbe priva di documento di soggiorno; fra le straniere – che sono la netta maggioranza – una su due lavorerebbe del tutto o parzialmente in nero. Mettendo insieme i dati resi disponibili dalle più recenti indagini sulle collaboratrici familiari – professioniste senza le quali, in buona parte della case italiane, non si sopravviverebbe – il quadro dipinto da Istat e Acli resta sconfortante. A poco sono valse le campagne di emersione contributiva portate avanti negli anni scorsi dall´Inps. Sotto tono è stato anche il risultato della maxisanatoria appena conclusa (fine settembre): l´eccezione “strappata” alla legge che punisce la clandestinità con l´espulsione della persona non regolarizzata …

570.000 disoccupati in più. Bersani: “Il governo non fa nulla e ci racconta che la crisi è passata!”

Più di mezzo milione di posti di lavoro bruciati in un anno, tempo durante il quale ill governo era impegnato a fare altro, e per questo nel giorno della manifestazione della Cgil il PD chiede una sessione di lavori del Parlamento dedicata alla crisi aziendali. “In un anno sono stati bruciati 570 mila posti di lavoro di cui 300 mila di precari: una media di 50 mila posti in meno al mese. Questo il consuntivo di un anno da quando la Cgil lanciò l’allarme valanga disoccupazione”. E’ un bilancio amaro quello che ha fatto il segretario della CGIL Guglielmo Epifani al termine della manifestazione nazionale di ieri, sabato 14 novembre: “ La valanga che avevamo previsto non ha più neanche la ciambella di salvataggio della cassa integrazione, ma è fatto di mobilità, ristrutturazioni, chiusure e licenziamenti e ancora di altri precari senza tutela”. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, torna a chiedere una “svolta nella politica economica” del governo. Lo fa in un messaggio inviato al leader della Cgil Gugliemo Epifani nel quale sottolinea che …

“La Cgil in piazza contro il governo. Epifani: ‘Valanga sull’occupazione'”

La crisi dispiegherà i suoi effetti più pesanti sull’occupazione nelle prossime settimane, serve perciò che il governo cambi registro. La Cgil torna in piazza e lo fa per dire no alle politiche del governo perchè, attacca il segretario generale, Guglielmo Epifani dal palco di Piazza del popolo, «la crisi non è passata per i lavoratori, per i lavoratori precari e per i pensionati». Per questi è in arrivo una «valanga». Un discorso duro quello del segretario che ha lanciato ancora una volta l’allarme sul lavoro. E se la Cisl e la Uil volessero fare uno sciopero generale partendo dalle deludenti politiche del governo sul fisco, la Cgil «è pronta e in prima fila». In pizza, difronte ai circa 100mila che si sono raccolti partendo da Piazza della Repubblica, Epifani chiede ancora una volta all’esecutivo di vedere in faccia il «volto della crisi, anche se è meglio non vedere e credere alle favole». «Al Governo – incalza Epifani – chiediamo di cambiare registro e di affrontare finalmente i nodi della crisi». Perchè anche la Finanziaria è …