Tutti gli articoli relativi a: lavoro

“Né lavoro né consumi. È una strana ripresa”, di Giuseppe Turani

Bisognerà vedere se la nuova moda durerà nel tempo, ma sta di fatto che oggi anche le belle (e ricche) signore del quadrilatero d´oro milanese trovano molto chic andare a fare gli acquisti da Zara o da H&M, dove qualsiasi cosa costa un decimo o un ventesimo che nelle boutique delle grandi griffe della moda e dello stile. Trovano chic, insomma, spendere meno e non buttare i soldi dalla finestra. C´è chi vede questo come un segno dei costumi che sono cambiati (sotto l´urto della Grande Crisi) e c´è chi invece, più semplicemente, sostiene che la gente non crede ancora che la crisi sia finita, e quindi prende qualche precauzione. «In effetti – spiega un banchiere d´affari – è possibile che la ripresa sia partita, ma di sicuro c´è che i consumatori non ci credono e nemmeno le imprese. Non vedo in giro nessuno che fa investimenti o che festeggia il ritorno alla grande dei clienti. E´ come dopo un bombardamento: qualcuno esce di casa, ma timidamente e pronto a rientrare in cantina al primo …

“Crisi e lavoro, la Cgil in piazza a Roma”, di Felicia Masocco

La crisi c’è ancora, ha la faccia di chi ha perso il lavoro o rischia di perderlo, delle aziende che chiudono o rischiano di chiudere. Sono volti e storie che non ci stanno ad essere negati, accantonati per far spazio all’euforia di una ripresa che chissà quando si tradurrà in maggiori certezze di reddito e occupazione. Mentre in Parlamento si discute una Finanziaria tanto lungimirante da cancellare i fondi per la ricerca, e mentre i cervelli dei ministri fumano per dare vie d’uscita alle disavventure giudiziarie del premier, diverse decine di migliaia di lavoratori e pensionati oggi sfileranno a Roma con la Cgil per chiedere risposte al loro stato che per moltissimi è un dramma. Le risposte le «esigono», come recita il titolo della manifestazione. Arriveranno con tre treni speciali e 750 pullman, e altri si aggiungeranno. Non saranno meno di 60mila in rappresentanza delle centinaia di migliaia che da mesi vivono con le buste paga falcidiate dalla cassa integrazione. Rappresentano il milione di persone che in un anno si è rivolto all’Inps per chiedere …

Eutelia: il morso dell’alba

Vergognoso attacco ai lavoratori in presidio nella sede romana. A capo del raid, l’ex amministratore delegato I lavoratori presidiano la sede romana di Eutelia. Come farli smettere? Con un attacco all’alba di militare fattura. Questo è quanto successo in risposta alla protesta simbolica dei lavoratori dell’Eutelia che, rimasti senza stipendio da alcuni mesi, hanno deciso di occupare l’azienda. La spedizione punitiva e liberatoria è stata condotta dall’ex Amministratore delegato di Eutelia, Samuele Landi. Intorno alle 5.20, un piccolo “commando” è riuscito ad introdursi nella sede romana, forzando gli ingressi con piedi di porco. Quindi, fingendosi poliziotti, hanno intimato gli occupanti allo sgombero immediato. Le tensioni dovute all’atteggiamento violento dei vigilantes è stato sedato dall’arrivo della Polizia (vera) che è stata chiamata dai lavoratori spaventati. “Come hanno già denunciato i sindacati dei lavoratori, ciò che è avvenuto stamattina nello stabilimento dell’Agile ex Eutelia, dove l’ex amministratore delegato ha fatto irruzione con un gruppo di agenti privati per sgomberare il presidio dei dipendenti in protesta, è un fatto gravissimo, di imbarbarimento dei rapporti tra le parti sociali”. …

“L’ultima beffa del lavoro precario. ‘Apri la partita Iva o ti licenzio'”, di Roberto Mania

ROMA – L’ultima frontiera della precarietà si chiama “partita Iva”. Altro che indice dell’indomabile vitalità imprenditoriale. Questa è tutta un’altra storia che non riguarda neanche un po’ le seducenti formule del capitalismo personale. Qui si parla di cocopro: collaboratori a progetto costretti a diventare titolari di “partita Iva” per non perdere il lavoro, anche se precario. Difficile stimare quanti siano i lavoratori in transizione verso l’imprenditoria forzata. Nessuno l’ha fatto, ma non ci si sbaglia se si ipotizzano decine di migliaia di persone. Si vedrà meglio quando l’Inps renderà pubblici i numeri sui nuovi iscritti al Fondo Gestione Separata. Lì, dati del 2007, le “partite Iva” di professionisti non iscritti ad albi o associazioni erano circa 250 mila, 30 mila in più in un solo anno. Reddito medio intorno ai 15 mila euro, poco più di mille al mese. Dai web designer ai grafici pubblicitari; dai redattori delle grandi case editrici ai lobbysti, fino all’antica, tradizionale, segretaria, imprenditrice di se stessa però. Tutti rigorosamente a mono-committenza, cioè fornitori di una sola azienda. Insomma, false “partite …

“Un augurio più che una certezza”, di Mario Deaglio

E’ più che comprensibile che il governo dia ampio risalto alla favorevole valutazione che risulta dal «superindice» dell’Ocse, dal momento che si tratta indubbiamente di un dato gradito proveniente da un ente di alta reputazione, in passato non certo tenero nei suoi giudizi sull’economia italiana. Se però si va a guardare con attenzione dentro questi dati, ci si accorge che il giudizio dell’Ocse è un augurio per il futuro, non la certificazione di qualcosa di già accaduto o in corso. La banalizzazione della notizia rischia di presentare all’opinione pubblica un’Italia in piena ripresa, addirittura alla guida della crescita mondiale. La realtà è molto diversa: non abbiamo vinto la coppa, siamo (forse) ancora ammessi a partecipare al campionato. Per valutare bene questa situazione bisogna prima di tutto ricordare che, come ammoniscono i suoi stessi autori, il «superindice» ha un valore qualitativo e non quantitativo. Il suo scopo è quello di segnalare in anticipo i punti di svolta, del ciclo economico, non quello di misurare l’intensità dell’espansione o della recessione. Funziona, in altri termini, come una sorta …

“Senza banda larga non c’è futuro Si ferma lo sviluppo”, di Roberto Giovannini

Senza ricerca e innovazione non c’è futuro per l’Italia dell’industria, e si rischia anche di uscire tardi e male dalla fase di recessione. È vero che – lo dice il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia nel corso della Settima Giornata della Ricerca – il paese «non è un deserto, ci sono tante aziende che fanno ricerca e innovazione»; ma la situazione è critica. Peggio: come mostra la decisione del governo di cancellare gli 800 milioni per la diffusione della banda larga, si rischia di fare addirittura un passo indietro. Come scrive il delegato di Marcegaglia allo sviluppo della banda larga, Gabriele Galateri di Genola, «il ritardo nell’assegnazione dei fondi per il Piano Romani arreca un grave danno al Paese. Il Piano anti digital divide è strategico. Lo è per l’inclusione sociale dei cittadini, per l’efficienza della Pubblica amministrazione, ma soprattutto per la competitività delle piccole e medie imprese». Anche perché «ogni euro investito nella banda larga ne produce almeno due di aumento di attività economica e di Pil». L’analisi di Marcegaglia è piuttosto preoccupata. Se …

“Gli stipendi ridotti dei lavoratori stranieri”, di Federico Fubini

E’ bastata una domanda che pri­ma nessuno aveva mai posto, per gettare un fascio di luce su un mondo che ci illudevamo di co­noscere già. La domanda, apparente­mente innocua, è comparsa per la pri­ma volta a primavera scorsa nei 160 mila questionari che l’Istat distribui­sce per la sua rilevazione trimestrale sulle forze di lavoro. Chiedeva ai dipen­denti pubblici e privati di precisare la propria retribuzione netta, straordina­ri inclusi, tredicesime e quattordicesi­me escluse. Ne è uscita una seconda Italia. Un Paese che lavora (almeno) al­trettanto, svolge le stesse mansioni, e guadagna di meno. Spesso molto di meno. A volte scandalosamente meno, senza che questa differenza emerga ap­pieno nella consapevolezza degli italia­ni. Per i lavoratori dipendenti stranie­ri, che a dati ufficiali del secondo trime­stre 2009 sono l’8,3% degli occupati nel nostro Paese, la differenza di retri­buzioni rispetto a chi possiede la citta­dinanza è in media del 22,8%. Per gli uomini è del 18,9% ma per le donne sa­le al 28,4%: le dipendenti straniere gua­dagnano quasi un terzo di meno, an­che quando svolgono lo stesso lavoro delle italiane …