Tutti gli articoli relativi a: lavoro

O. Giovanelli: “Primo, nessuno tocchi l’Irap senza prima risolvere il finanziamento del SSN. Secondo, subito i soldi che la pubblica amministrazione deve alle imprese. 50-60 miliardi da mettere in circolo subito”

La posizione di Legautonomie sulla situazione della nostra finanza pubblica, e in particolare sull’Irap, è arrivata forte e chiara con le parole del presidente Oriano Giovanelli, al termine della presentazione della ricerca Sda Bocconi-Legautonomie sulle Scelte di finanziamento degli enti locali, realizzata con il contributo di Unicredit: “Nessuno si azzardi a manomettere l’Irap finché non venga trovata una tassa o un contributo sostituivo che finanzi il sistema sanitario nazionale. Non facciamo un’altra disastrosa operazione Ici, continuando perversamente a ridistribuire il reddito dal basso verso l’alto, dai poveri verso i ricchi”. www.legautonomie.it “Spostiamo – ha proseguito Giovanelli – il dibattito Irap-pmi o Irap-imprese su come far avere alle imprese i crediti che vantano con la P.A. nel più breve tempo possibile. Legautonomie ha una proposta: la Cassa Depositi e Prestiti, che sta cambiando la sua natura di sostegno alle politiche pubbliche, anticipi subito il pagamento dei crediti alle imprese. A sua volta la Cassa sarà pagata con tempi concordati dalla P.A. E’ un’operazione a costo zero sul fronte del debito pubblico, che può mettere in circolo …

«Camminiamo ancora sul fondo del catino», di Romano Prodi

Ogni volta che escono i dati sulla disoccupazione, essi vengono accolti con allarme e sorpresa. L’allarme è pienamente giustificato perché le statistiche che riguardano il lavoro sono quasi ovunque cattive. Vanno male negli Stati Uniti dove la disoccupazione non tende a diminuire e le previsioni più accreditate ci dicono che essa si manterrà sopra al 9% non solo negli ultimi mesi di quest’anno, ma per tutto l’anno prossimo. Eppure in questi stessi giorni il presidente Obama ha potuto con soddisfazione dichiarare che il suo programma di stimolo all’economia aveva “creato o salvato” 640 mila posti di lavoro. È a questo proposito interessante osservare che la maggioranza di questi posti “creati o salvati” non riguarda il mondo produttivo in senso stretto. Metà di questi posti sono nel settore dell’istruzione e il 12 % nell’edilizia, soprattutto come effetto di una azione governativa nel campo dei lavori pubblici. Anche se la situazione italiana è diversa da quella americana, sarà certo utile riflettere su questi dati, soprattutto per quanto riguarda l’attenzione dedicata all’istruzione. L’occupazione va male anche in Europa …

“Europa senza lavoro: in 22 milioni a spasso”, di Roberto Giovannini

Non si ferma la crescita della disoccupazione in Europa. Ieri Eurostat – l’ufficio statistico dell’Ue – ha diffuso i dati di settembre, e nella zona dell’euro la percentuale di senza lavoro è salita dal 9,6% di agosto al 9,7%. E’ il valore più alto dal 1999, con un aumento davvero impressionante rispetto al 7,7% di soli 12 mesi or sono. Per l’Unione Europea a 27 il dato di settembre è pari al 9,2%, contro il 9,1% di agosto e il 7,1% del settembre 2008. In valori assoluti, l’esercito dei disoccupati del Vecchio Continente raggiunge quota 22,123 milioni, di cui ben 15,324 concentrati nell’Eurozona, con un incremento rispetto ad agosto di 286.000 unità, di cui 184.000 nell’Eurozona. Rispetto al settembre 2008, in pratica sono stati bruciati oltre 5 milioni di posti di lavoro, di cui 3,2 milioni nella sola area dell’euro. Dati impressionanti. Dati destinati a peggiorare: parola di Dominique Strauss-Kahn, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale. Parlando ieri a un convegno in Italia, Strauss-Kahn ha avvertito che «abbiamo davanti a noi ancora 12 mesi di …

“Posto fisso non fermiamoci a Tremonti”, di Marco Simoni

La conversione del ministro Tremonti sulla via del del posto fisso mi ha ricordato la prima campagna di Berlusconi, nel 1994, nella quale promise un milione di posti di lavoro. Col senno di poi, la reazione del centrosinistra, che attaccò la promessa come non credibile, fa sorridere: tra chi prometteva di creare lavoro e chi criticò la promessa, gli italiani, reduci dalla crisi economica, votarono per il primo. In maniera del tutto simile, Tremonti fa una apologia del posto fisso e, mentre i sindacati hanno abilmente raccolto la proposta e suggerito un tavolo con Confindustria, girando dunque il coltello nella piaga aperta dal centrodestra, il resto del centrosinistra si è impegnato a spiegare che si tratta di una idea non credibile, o che il problema è un altro. Ancora una volta, a chi dovrebbe affidarsi un ragazzo precario: a chi sostiene il posto fisso o a chi spiega che si tratta di un discorso non credibile e che vanno invece potenziate la formazione e i sussidi di disoccupazione? Naturalmente mi si potrebbe obiettare di ingenerosità, …

«Allarme piccole imprese “Un milione a rischio”», di Roberto Mania

Un milione di piccole imprese a rischio. Perché la crisi nell´economia reale non è affatto terminata. Anzi. Riuniti a Mantova nel Palazzo Te sono i piccoli industriali della Confindustria, cioè oltre il 90% degli associati, a lanciare l´allarme per la loro sopravvivenza ma anche per i posti di lavoro destinati a saltare. Avrebbero voluto dirlo direttamente al governo, ma ieri i ministri invitati hanno disertato. L´uno, il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, perché impegnato in un Consiglio dei ministri che non si è mai tenuto; l´altro, il titolare dell´Economia, Giulio Tremonti, invitato a mandare un video-messaggio, ha rinunciato, dopo aver più o meno spiegato alla presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, che il contesto politico gli creava non pochi problemi a intervenire. Scajola arriverà oggi, ma forse per la prima volta si consuma un distacco tra i piccoli industriali e il centrodestra. Un´incrinatura in un blocco sociale che finora aveva retto bene, ma che l´incertezza legata alla crisi mette a durissima prova. Resistono i piccoli e lo fanno da incompresi. Guardano con diffidenza agli annunci di …

“Precari a vita. Il PdL va sotto alla Camera. Poi ci ripensa”, di Andrea Carugati

Sui precari della scuola la maggioranza ha rischiato grosso, ieri alla Camera. C’è voluto un “aiutino” del presidente di turno Maurizio Lupi (Pdl) per consentire a una dozzina di deputati di rientrare in tempo ed evitare una clamorosa sconfitta. In aula si stava discutendo il decreto cosiddetto salva- precari, varato dal governo a settembre con l’obiettivo di dare una boccata d’ossigeno a circa 13 mila insegnanti precari “tagliati” dalla coppia Tremonti-Gelmini. A metà pomeriggio la maggioranza si accorge di avere qualche problema con le presenze, e chiede una sospensione dei lavori. Ma va sotto di dieci voti. A quel punto si sarebbe dovuto procedere con le votazioni, precisamente con l’emendamento del Pd che chiedeva di abrogare il comma 1 del decreto, quello che prevede che i contratti a termine «non possono in alcun caso trasformarsi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato» e che gli anni di precariato non servono per maturare scatti di anzianità. Un comma che, come spiega Manuela Ghizzoni del Pd, «avrebbe condannato al precariato a vita tutti e 260mila i precari …

“La destra zelig”, di Massimo Giannini

Come il leggendario Leonard Zelig di Woody Allen, Silvio Berlusconi torna per un giorno presidente-operaio, e fa improvvisamente sua l´«apologia del posto fisso» azzardata il giorno prima da Giulio Tremonti. È il principio fondativo del populismo autoritario: nulla di ciò che interroga e investe il rapporto messianico con le “masse” deve sfuggire al dominio e al verbo del capo. Anche a costo di produrre solo demagogia, condizione fisiologica per il populista, a qualunque latitudine si trovi a governare. Ma quando l´identificazione mimetica si spinge a coprire tutto e il contrario di tutto, fino a generare forme di vera e propria “apostasia”, allora si sfocia in una dimensione diversa, chiaramente patologica. È quello che succede oggi, al governo del Paese. La sortita del ministro dell´Economia, che dopo anni di esaltazione del lavoro flessibile riscopre le virtù sociali di quello stabile, è un caso da manuale. Ha due significati di fondo. 1) Il primo è un fattuale significato politico. È vero che questo clamoroso “ripudio” del liberismo applicato ai rapporti di lavoro è in parte coerente con …