Tutti gli articoli relativi a: lavoro

“Forzare la mano per esistere. Otto storie di ordinaria crisi”, di R. Giovannini

Lo dicevano chiaro e tondo gli operai dell’Alstom di Colleferro: per far parlare di sé, dei problemi del lavoro, bisogna «un po’ forzare la mano». Ormai è difficile per una «normale» vertenza finire sui giornali o in tv, a maggior ragione in questi tempi di crisi in cui le aziende a rischio chiusura sono centinaia. D’altra parte, se si vuole ottenere qualche risultato, coinvolgere la politica, bisogna che i media parlino di te. E scioperi e cortei non fanno notizia o quasi, come sanno benissimo i metalmeccanici Fiom in piazza. E allora? Allora, si «forza la mano». Si sale sui tetti della fabbrica o dell’ufficio, su un carroponte sospeso o su una ciminiera, ci si barrica in azienda, si fa lo sciopero della fame. In qualche caso si occupano strade, ponti, stazioni ferroviarie. A volte (in Francia lo si è fatto spesso, in Italia solo al call center Omnia Network) si mette paura sequestrando i manager per qualche ora. Azioni disperate, quasi sempre gestite insieme dalle organizzazioni di Cgil-Cisl-Uil, e che quasi sempre hanno successo: …

“Gli operai non vanno in paradiso e sono ‘clienti’ del Banco Alimentare”, di Rosaria Amato

ROMA – Tre milioni di persone sono sotto la soglia di povertà alimentare in Italia. Secondo una ricerca presentata oggi dal Banco Alimentare e dalla Fondazione per la Sussidiarietà una famiglia di due persone viene considerata ‘alimentarmente’ povera se ha una spesa media mensile in cibi e bevande inferiore a 222,29 euro: una condizione nella quale si trovano 1.050.000 famiglie. C’è di più: la stragrande maggioranza dei poveri (oltre l’80%) è composta da operai, per lo più disoccupati. La differenza tra famiglie povere e benestanti è in media di 370 euro: le prime spendono per mangiare 155 euro al mese, contro i 525 delle seconde. Le differenze si notano soprattutto per le bevande, gli oli e gli altri grassi, il pesce, i gelati e i dolciumi. “I nostri dati – spiega uno dei due curatori dell’indagine, Giancarlo Rovati, docente di Sociologia all’università Cattolica di Milano – dimostrano che la povertà alimentare in Italia non è un’invenzione dei media, è anzi un fenomeno imponente, un’amara realtà della quale fanno esperienza migliaia di famiglie. Due milioni e …

“Quando i salari sono senza dignità”, di Luciano Gallino

La Confederazione sindacale internazionale, che conta nel mondo 150 milioni di aderenti (compresi gli iscritti a Cgil, Cisl e Uil), ha dichiarato che oggi è la giornata mondiale del Lavoro Dignitoso. Sarà celebrata con numerose iniziative in un centinaio di paesi. Il nome che è stato dato alla giornata non è un’etichetta di maniera. Un lavoro merita di venir definito dignitoso quando assicura a chi lo presta alcune specifiche sicurezze, da un salario il cui importo sia sufficiente per un’esistenza civile alle tutele sindacali, dalla possibilità di sviluppo professionale ad una pensione accettabile. La crisi in atto ha minato nel nostro come in altri paesi sviluppati anzitutto la sicurezza del salario (nel doppio senso di stabilità e importo) per milioni di persone che ne godevano, mentre nei paesi in via di sviluppo masse di lavoratori la vedono sempre più lontana. Tra la sicurezza del salario che viene meno per chi l’aveva, e l’insicurezza di coloro che non l’hanno mai conosciuta, esiste una relazione diretta che non è dovuta alla crisi. Quest’ultima l’ha soltanto messa in …

“Il Sistema Moda perderà 27mila posti entro fine anno”, di Rinaldo Gianola

Il cortissimo di Prada: cristalli e guaina di seta per l’abito lampadario » titola sobriamente il Corriere della Sera, dopo una doppia pagina di pubblicità della stessa Prada. E uno pensa subito che se c’è l’”abito lampadario” allora il futuro della moda e del made in Italy sarà certamente luminoso. Un titolo patriottico, ma che non sembra rispecchiare la realtà. «Entro la fine dell’anno prevediamo una riduzione di 26-27 mila occupati su un totale di 508 mila nel settore, gli effetti più pesanti della crisi sul lavoro li vedremo nei prossimi mesi» avverte Michele Tronconi, presidente del Sistema Moda Italia. Mala stima potrebbe essere diversa se come spiega Valeria Fedeli, leader della Filtea-Cgil, «si considera tutta la filiera del settore, industriale e artigiano, con cuoio, calzature e occhiali: in questo caso i posti di lavoro a rischio sono circa 80mila su un’occupazione totale di 785.000 addetti ». C’è poco da illudersi, dunque, con gli abiti lampadario e nemmenol’originale filosofia imprenditoriale di Donatella Versace – «I manager sono cinici condottieri che sanno fare solo due conti …

“Il ragazzo che non aveva parole”, di Bruno Ugolini

E’ uno dei tanti provvedimenti del governo di centrodestra. Passano inosservati per molti. Non per le vittime predestinate. Sono in questo caso i disabili, persone affette da malattie che però non impediscono loro di prestare un’opera preziosa in diverse mansioni. Il decreto Tremonti cosiddetto anticrisi blocca ora, non le esose rendite finanziarie bensì la possibile assunzione dei disabili nelle pubbliche amministrazioni. Addosso ai deboli, insomma. Il caso lo denuncia in una e-mail Umberto Brancia. È il padre di Marco un ragazzo disabile che ha saputo combattere e rifarsi una vita. Con papà ha scritto un libro («Non avevo le parole», Città Aperta) e attivato un blog: http://nonavevoleparole.blogspot.com. Il decreto, annota, «comprometterebbe la possibilità di inserimento al lavoro di tanti giovani che hanno superato l’handicap in un difficile percorso di riabilitazione, nella prospettiva di una piena integrazione nella società». La Funzione pubblica Cgil è mobilitata. Un emendamento al comma 7 dell’articolo 17 del decreto anticrisi è stato presentato al Senato da quattro senatori del Pd Achille Passoni, Vidmer Mercatali, Giuliano Barbolini e Giorgio Roilo. La storia …

“La crisi che non c’è: in un anno un milione di disoccupati in più”

Sarà il pessimismo della sinistra che ha alimentato la sfiducia. Però le cifre non si accontentano delle esortazioni all’ottimismo. Sono quasi un milione (984.286) le domande di disoccupazione liquidate dall’Inps in un anno, tra l’inizio di agosto 2008 e la fine di luglio 2009, con un incremento del 52,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dalla relazione del presidente e commissario straordinario dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, in occasione della presentazione dell’attività e dei risultati dell’Istituto di previdenza ad un anno dalla sua nomina. Dal primo settembre 2008 al 31 agosto 2009, le ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni hanno superato quota 615,5 milioni (615.554.896) mettendo a segno un aumento complessivo del 222,3%, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Nel totale la cassa integrazione ordinaria ha registrato un incremento del 409,4% (408.919.363 ore), mentre la cassa integrazione straordinaria è balzata dell’86,7%, a 206.635.533 ore. «La sfavorevole congiuntura economica che il Paese ha dovuto affrontare in questi mesi – si legge nella relazione – ha riversato sulle casse e sugli uffici dell’Inps la responsabilità di …

“Quelle azienda senza un soldo”, di Giuseppe Turani

Sia pure con qualche dubbio, tutti sono convinti che ormai ci sia la ripresa e che la stessa non possa che prendere sempre più forza mano a mano che passano le settimane. E si trascura così il problema della pipeline-disastro che corre lungo tutta l´Italia e che da qui a Natale potrebbe provocare seri danni. La pipeline a cui mi riferisco è una specie di conduttura sotterranea che corre lungo tutta l´Italia (ma soprattutto nelle provincie industriali del Nord) e dentro c´è un po´ di tutto, ma in particolare detriti o cose che oggi hanno l´aria di detriti. Fuori di metafora, dentro questa pipeline ci sono 20-30-40 mila aziende (nessuno ne sa il numero esatto), che hanno finito i soldi (e, in qualche caso, anche gli ordini) e che stanno lottando, nel buio e sottoterra, nel tentativo di salvarsi. Poiché non si sa quante siano queste aziende (quasi più morte che vive), non si può nemmeno sapere quanta gente sta su quei libri paga e quindi in pericolo di disoccupazione. Forse 200 mila, forse 300 …