“Crisi, l’edilizia accusa il colpo”, di Felicia Masocco
Manca una manciata di ore alle fine dell’anno e tra i bilanci che si possono trarre quello sull’emorragia di posti di lavoro è probabilmente il più pesante. La Cgia di Mestre stima che nel 2012 si conteranno 609.500 disoccupati in più che portano il totale a 2.717.500, pari a un tasso di disoccupazione del 10,6%. Quanto all’anno venturo il pronostico è di circa 3 milioni di disoccupati e un tasso all’11,5%. Non sono buone notizie. Del resto senza ripresa per vederne un barlume si dovrà aspettare la fine del 2013 è difficile immaginare livelli migliori di occupazione. IL CASO DELLE COSTRUZIONI Nell’edilizia, ad esempio, una distanza siderale divide i dati attuali da quelli pre-crisi. Anche nell’Italia del mattone, le costruzioni vivono una crisi fortissima. Il segretario generale della Fillea-Cgil, Walter Schiavella, la definisce uno «tsunami» che dal 2008 ad oggi ha spazzato via 360mila posti di lavoro, che salgono a più mezzo milione se la base si allarga ai settori collegati come la produzione di materiali per le costruzioni, l’industria del legno e dell’arredo, i …
