"Sacconi ci riprova. Usa le pensioni per dividere i sindacati", di Laura Matteucci
Sacconi ci riprova. In piena bufera finanziaria, economica e anche politica, torna sul tema pensioni sul quale, lo dice lui stesso, «le parti sociali sono spaccate». Se ne esce sostenendo che il governo ritiene «utile» un avviso comune tra le parti sociali per la definizione delle «transizioni » sul sistema previdenziale. In particolare, continua il ministro, sarebbe utile definire la transizione per quanto riguarda l’età delle donne, il contributivo, l’aspettativa di vita e le pensioni di anzianità. «C’è obiettivamente un problema intergenerazionale – aggiunge – Dobbiamo produrre un riequilibrio tra generazioni a favore dei giovani». Le parti sociali saranno anche spaccate, ma l’intempestiva proposta di Sacconi trova un invalicabile muro di «no». Quello della Cgil innanzitutto: il sindacato di Susanna Camusso boccia qualsiasi nuovo intervento sul sistema previdenziale e avverte in uno studio che già con le norme approvate finora le donne(tra incremento previsto per la pensione di vecchiaia, aumento legato all’aspettativa di vita e la cosiddetta finestra mobile) si troveranno ad andare effettivamente in pensione di vecchiaia nel 2031 a 68 anni e due …
