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Bindi: le democratiche protagoniste dell’oltre Berlusconi

L’intervento di Rosy Bindi alla Conferenza delle donne democratiche di Rosy Bindi Care democratiche e care sorelle d’Italia, benvenute e tutte auguro a ciascuna di noi due giorni di lavoro sereno, serio, fecondo. Come serio, sereno e fecondo è stato il lavoro che ci ha condotto fin qui e del quale dobbiamo ringraziare tante e soprattutto Roberta Agostini, alla quale formulo i migliori auguri anche per il lavoro futuro che l’attende. Questa nostra Conferenza non potrebbe celebrarsi in un momento più opportuno. All’indomani di una grandissima e, unica nella storia del nostro paese, manifestazione di partecipazione popolare in nome della dignità della donna. Una manifestazione che si colloca dentro un lungo cammino delle donne che è ripreso e che non si fermerà. Non siamo emerse dal nulla e non torneremo in una condizione di invisibilità. Domenica, le donne non sono sbucate in strada e nelle piazze come funghi all’improvviso. Il malessere è profondo e cova da tempo. Un malessere culturale e sociale vissuto nell’esperienza quotidiana di milioni di donne che non hanno pari diritti, che …

"Quote rosa per legge nei cda? Sì, sono una spinta al talento. No, vanno conquistate sul campo", di Monica D'Ascenzo e Elena David

Perché le quote se siamo brave? È la domanda che si fanno le giovani laureate con il massimo dei voti, le professioniste affermate, le manager alla guida di grandi aziende. Se le prime devono ancora trovare una risposta, le altre, che ogni giorni provano a sfondare il tetto di cristallo, l’hanno già trovata. Tanto è vero che secondo un sondaggio l’80% delle manager italiane si dice a favore della legge che introduce le quote di genere nei consigli di amministrazione. Certo, con qualche sfumatura. Ci sono le convinte della prima ora e le meritocratiche pentite. No ai regali dal principe (di Elena David) A tutte piacerebbe arrivare solo per merito, eppure se quel tetto di cristallo non si sfonda diventa inevitabile un’affermative action che rompa lo status quo. Un’azione positiva prevista dall’articolo 3 della Costituzione e confermata da sentenze della Suprema Corte. E prevista a livello europeo, dopo la risoluzione del 2010 che esortava gli stati membri della Ue a «promuovere una presenza più equilibrata tra donne e uomini nei posti di responsabilità delle imprese». …

A Roma la Conferenza nazionale delle donne democratiche

Si aprirà domani a Roma al teatro Capranica la Conferenza nazionale delle donne democratiche. I lavori inizieranno alle 14.30 e proseguiranno fino alle 20.00. Riprenderanno poi sabato, dalle 9 alle 15. Da tutte le regioni e le città italiane arriveranno oltre 1000 rappresentanti del Pd. La Conferenza è il punto di approdo di un lungo lavoro organizzativo e di contenuti, l’occasione per incontrarsi e discutere le proposte che le donne democratiche rivolgono al Paese, ma anche il punto di partenza di una Conferenza nazionale permanente -spiega il Pd. Lavoro, riforma del Welfare, democrazia paritaria, rappresentazione delle donne italiane saranno i temi al centro delle proposte. «Sono particolarmente lieta -annuncia Roberta Agostini, responsabile Conferenza donne del Pd- che abbiano accettato l’invito a partecipare alla nostra conferenza, Neila Jirad, tunisina, del Partito Ettajid, e Silvia Finzi, italo-tunisina, tra i fondatori del Circolo Pd di Tunisi. La loro testimonianza -aggiunge Agostini- ci offrirà uno sguardo approfondito verso un’area geopolitica al centro di grandi trasformazioni e mostrare in che modo e con quale impegno e dedizione le donne del …

"Immigrati, cosa chiedere alla Ue", di Tito Boeri

Da tre giorni non ci sono più sbarchi di disperati sull´isola di Lampedusa. Secondo il ministro Maroni il flusso è comunque in aumento ed è destinato a portare in poco tempo sulle nostre coste 80.000 persone in cerca di asilo. Sono persone provenienti dai paesi del Nord Africa in rivolta contro i regimi totalitari. Non è dato sapere come il Ministro sia arrivato a questa stima. È tuttavia significativo che si tratti più o meno dello stesso numero di rifugiati evacuati dalla Macedonia e trasportati in Germania, Norvegia e Turchia dopo la guerra in Kosovo in quella che è stata sin qui la più grande operazione di “burden sharing”, condivisione dell´onere umanitario fra paesi, di fronte ad un´emergenza umanitaria. Oggi il governo italiano, proprio in nome del burden sharing, chiede all´Europa di farsi carico del problema degli sbarchi a Lampedusa, non solo contribuendo ai costi del pattugliamento delle nostre frontiere, come sta già facendo con Frontex, ma anche offrendo ospitalità almeno a una parte dei rifugiati arrivati sulle nostre coste. Abbiamo chiesto all´Ungheria, presidente di …

"Se non ora quando?", di Daniela Del Boca

In Italia le donne sono la maggioranza e la parte più istruita della popolazione, ma solo il 47 per cento ha oggi un lavoro. Sono sistematicamente discriminate anche sul piano dei guadagni. Ridotta al minimo la presenza femminile nei consigli di amministrazione. Il problema ha radici lontane, ma negli ultimi dieci anni la situazione è peggiorata rispetto a paesi simili a noi. Mentre i media hanno contribuito a diffondere una cultura che le umilia. Ecco perché le donne chiedono un cambiamento, adesso. Da internet. La manifestazione indetta dal coordinamento “Se non ora quando?” è stato un enorme e inaspettato successo in tutte le 230 città italiane dell’appuntamento e altrove nel mondo. I numeri sono noti: intorno al milione di persone, forse di più, 200mila a Roma, 100mila a Torino e Milano, e migliaia e migliaia in altre piazze italiane e straniere. IL SUCCESSO IN PIAZZA Le manifestazioni non sono state tutte uguali: in alcune città prevalevano le donne, dalle più alle meno giovani, in altre erano in maggioranza i più giovani, uomini e donne, in …

"Genitore unico", di Massimo Gramellini

Sei favorevole a che un single possa adottare un bambino, come auspicato dalla Cassazione? Risponderò con la consueta chiarezza: sì no però dipende. Sono stato cresciuto da un genitore solo, maschio per giunta, ma a partire dai nove anni: prima avevo ancora la mamma ed è nel periodo dello svezzamento, asseriscono gli psicologi, che la presenza di entrambi ha un ruolo cruciale. Se fossi nato ieri, non mi farebbe impazzire l’idea di un genitore unico, che fra l’altro non vedrei quasi mai perché sarebbe costretto a lavorare dal mattino alla sera per mantenermi (come le coppie, peraltro, in virtù del poco part-time e dei bassi stipendi). Se però l’alternativa fossero l’orfanotrofio o la strada, sarei felicissimo di finire fra le braccia di un single, alleviando la mia e la sua solitudine. È ovvio che il mio aspirante mono-genitore dovrebbe partire dal fondo della lista d’attesa, dentro la quale si macerano da tempo immemorabile tantissime coppie. E i filtri che subordinano la mia assegnazione alle sue cure dovrebbero essere più selettivi, ben sapendo che rimarrebbe comunque …

"Basta stereotipi, difendiamo la dignità", lettera della giornaliste del Sole 24 Ore

Caro direttore, ti scriviamo per prendere nettamente le distanze dal fondo del giornale di domenica 13 febbraio che, a cominciare dal titolo “Sciarpe e mutande e in mezzo il niente”, riteniamo cerchiobottista, qualunquista e soprattutto offensivo di quanti/e non solo domenica, ma nella quotidianità della propria vita, difendono non a parole, ma con i fatti, la dignità della persona, del lavoro, della politica e di un’etica della responsabilità divenuta ormai rara. Prendiamo le distanze da chi si permette di dubitare persino che esista un’idea o un pensiero forte dietro la rivendicazione del rispetto e della dignità della persona e non ha altri argomenti da offrire se non gli stereotipi del “sotto il vestito niente”, del “mettete dei fiori nei vostri cannoni”, dell’eskimo degli anni 70. Non si tratta di essere pro o contro Ferrara, pro o contro le donne che scendono in piazza, ma di abbandonare pregiudizi, stereotipi, qualunquismi, per prendere una posizione. Trasparente, laica. Un giornale che ha la pretesa di essere leader proprio sul fronte delle idee non dovrebbe rinunciare ad averne una, …