Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Milano, colpire i rom per vincere le elezioni", di Alessandro Coppola

La destra usa la politica della paura come un’occasione per radicalizzarsi in vista di un turno elettorale difficile: le prossime comunali. In una Milano sempre più ingiusta che ha attivamente contribuito a costruire. E di cui ora vuole incassare il voto. Sui grandi media la vicenda ha ricevuto un’attenzione solo marginale. A Milano la politica delle espulsioni etniche scatenata da Sarkozy ha avuto effetti importanti. Che illuminano caratteri e degenerazioni della destra milanese. Ecco una breve e sintetica ricostruzione della vicenda. L’amministrazione comunale – d’accordo con il ministero dell’Interno – decide di procedere allo smantellamento dei campi nomadi abusivi, fra cui quello di Via Triboniano, nella zona nordoccidentale della città. L’assessore alle Politiche sociali – Mariolina Moioli – mette a punto un piano volto ad assicurare un alloggio a parte per le famiglie “sgomberate”. Assieme alla prefettura e alle organizzazioni non profit, l’assessore individua diverse soluzioni. Fra queste, l’utilizzo di venticinque alloggi dell’Aler – l’Azienda Lombarda di Edilizia Residenziale, l’erede dello Iacp – destinati ai casi di “fragilità sociali” e quindi non inclusi nelle graduatorie …

Rimini vieta le pubblicità sessiste Stop alle offese alle donne

Rimini mette al bando le pubblicità sessiste. Il Consiglio Provinciale di Rimini ha approvato il bilancio previsionale 2011 e il piano triennale degli investimenti fino al 2013. E nel mezzo della discussione ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per «la moratoria delle pubblicità lesive della dignità della donna e contro l’uso di stereotipi femminili», presentato da Leonina Grossi, Pd, consigliera delegata alle Pari Opportunità. Un punto a capo ai manifesti offensivi e volgari di aziende e commercianti che per vendere magari condizionatori d’aria o impianti di irrigazione automatica ci infilano comunque una provocante fanciulla o un garbatissimo doppio senso. In questo senso basta scorrere la fotogallery sul sito dell’Unità mandata dai lettori di tutta Italia. GUARDA LA FOTO GALLERY Adesso Rimini si candida a emanciparsi da cosce lunghe, scollature smodate, slogan insensati. Va detto infatti che identico ordine del giorno era già stato approvato dai consigli comunali di Rimini, Novafeltria, Coriano e Riccione. Adesso il divieto scatta per l’intera provincia. Un segnale non da poco, nella riviera famosa per le notti brave, i DJ …

Napolitano: Italia paese di migranti, immigrati indispensabili per famiglie e imprese

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha salutato la «Giornata Internazionale del Migrante» con il seguente messaggio: «In occasione della “Giornata Internazionale del Migrante” e in prossimità dell’inizio del nuovo anno, che segna anche il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, rivolgo un saluto augurale ai molti emigrati italiani all’estero e ai loro discendenti, e ai tanti stranieri immigrati nel nostro paese. L’Italia si caratterizza per il fatto di essere una terra di migranti, e la storia di questo fenomeno avrà il posto che le spetta anche nelle celebrazioni del 150° della nostra Unità. Con il tempo l’emigrazione italiana si è notevolmente ridotta, ma non è mai cessata e, anzi di recente ha registrato una ripresa. Tuttavia il carattere della nostra emigrazione è profondamente mutato. I nuovi emigrati sono solo marginalmente lavoratori poco qualificati. A lasciare il nostro paese non solo per determinati periodi, ma definitivamente, sono spesso brillanti laureati e ricercatori, tecnici, imprenditori, personale altamente qualificato. Questa emorragia di talenti rappresenta allo stesso tempo una perdita per il nostro paese e un segnale di debolezza del …

«Mia figlia è una precaria Ha 30 anni e nessun sogno», di Valentina Strada

Una mamma milanese riflette sul futuro della figlia nel giorno del trentesimo compleanno. Ripensa al giorno della nascita e ai presagi di un avvenire felice. E si interroga su un presente che sconforta. È una lettera sul futuro senza certezze dei giovani. La lettera di una «mamma arrabbiata». Caro direttore, ieri mia figlia ha compiuto trent’anni. Da diversi anni lavora nella stessa azienda con contratti «a progetto». Subito dopo la sua nascita, in una gelida notte di luna piena, da un finestrone del reparto maternità dell’allora già vetusto ospedale Principessa Jolanda di Milano (oggi non c’è più) ho potuto ammirare la cupola di Santa Maria delle Grazie del Bramante incorniciata da un cielo terso, luminoso e azzurro che sembrava finto, nel quale, a far da contrappunto alla luna, brillava una stella solitaria. Uno scenario di rara bellezza che mi era sembrato un ottimo auspicio per la mia bambina. Oggi sono una madre molto arrabbiata. Non è mia figlia che mi ha deluso. E non è di lei che voglio parlare, ma dell’indifferenza di chi assiste …

"La speranza e i manganelli", di Giuseppe D'Avanzo

Ascoltato Maroni che si lamenta della magistratura e osservate le mosse di Alfano che ordina un’ispezione ministeriale, si deve concludere che il governo non ha capito o non vuole capire che cosa è accaduto a Roma il 14 dicembre. Peggio, sembra non comprendere che cosa può accadere mercoledì prossimo quando al Senato sarà approvata definitivamente la “riforma Gelmini”. Questo provvedimento ormai non parla più soltanto dell’università o agli studenti e ai ricercatori . È diventato il simbolo della crisi di una generazione e del suo futuro. Si è trasformato nella rappresentazione dell´indifferenza dei governanti per i governati, dell´incapacità del potere di ascoltare chi è in difficoltà e impaurito. È ormai l´allegoria del disinteresse della politica per la sofferenza del mondo del lavoro, per lo smarrimento di chi, colpito da una catastrofe (un terremoto, la crisi dei rifiuti), è stato abbandonato a se stesso. Il 14 dicembre a Roma non è accaduto soltanto che un gruppo di violenti si sia impadronito della protesta e – poi – la violenza di ogni ragione. È accaduto che per …

Clandestinità, la Consulta frena "Non è reato restare per povertà", di Vladimiro Polchi

Non è punibile lo straniero che in “estremo stato di indigenza” non ottempera all’ordine di allontanamento. Cade un altro pezzo della politica del governo sull’immigrazione, dopo la bocciatura dell’aggravante per clandestinità. Il reato di clandestinità perde un altro pezzo. Non è infatti punibile l’immigrato irregolare che in “estremo stato di indigenza”, o comunque per “giustificato motivo”, non ottempera all’ordine di allontanamento del questore e continua a rimanere illegalmente in Italia. E’ quanto stabilisce la Corte Costituzionale, che boccia parzialmente una delle norme del pacchetto sicurezza 2009. Nel giugno scorso la Consulta aveva già decretato l’illegittimità dell’aggravante di clandestinità (pene aumentate di un terzo se a compiere un reato è un irregolare), prevista dal primo pacchetto sicurezza del luglio 2008. Ora è un altro pezzo della politica migratoria del governo a cadere: quel reato di clandestinità previsto dalla legge, ma di fatto inapplicato nei tribunali. A sollevare la questione dinanzi alla Consulta è stato il tribunale di Voghera, chiamato a giudicare sul caso di una donna irregolare più volte raggiunta da un decreto di espulsione ma …

"Quando lo scandalo è un affare di famiglia", di Filippo Ceccarelli

Le assunzioni clientelari di massa nelle aziende municipalizzate di Roma dimostrano quanto sia sempre forte la logica del clan e del nepotismo. Già nella città pontificia dei tempi del Belli il criterio era presentare ospiti e convitati come “Parenti e parenti de parenti” L´abnorme familismo nero nasce e prospera all´ombra della più fantasmagorica progettualità dai Gran Premi alle Olimpiadi. Come l´inizio di un film, esattamente un anno fa, si riunirono per un convivio nel Palazzo dei Congressi dell´Eur, doviziosamente messo in ghingheri natalizi, tutti i protagonisti e i comprimari, i generici e i caratteristi, le macchiette e le comparse dell´odierna e sciaguratissima Parentopoli capitolina. Fu la cena detta appunto dei Mille, perché mille erano gli invitati e mille gli euro che ciascuno dei partecipanti aveva dovuto scucire a beneficio della fondazione di Alemanno, già allora minacciosamente battezzata “Nuova Italia”. I poteri vanno per loro natura alla sostanza. Così, dopo un decennio di pasti etnici e smancerie veltroniane, il menu per i newcomers ruotava attorno al guanciale, servito con zucca gialla o croccante, come si conviene …