Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

Il PD per la libertà di rete contro il bavaglio digitale.

“Nessuno tocchi i blog. La maggioranza censura ancora, noi non ci stiamo”. Firmano Di Traglia, Orfini, Gentiloni, Vita, Civati, Picierno. Aderisci anche tu e scrivi ai capigruppo dei partiti per cambiare la legge su www.mobilitanti.it “Il mese scorso avevamo denunciato come al Senato la maggioranza, approvando il ddl intercettazioni, rendeva più difficile la vita ai blogger e ai siti internet prevedendo un obbligo di rettifica. Parte della maggioranza aveva promesso di tornare su quella norma ma ora alla Camera si sono rimangiati tutti gli impegni, lasciando l’art.1, comma 29, che prevede l’obbligo di rettifica per blog e siti internet. Ma si può rischiare una maxi-multa perché magari si è in vacanza o non si controlla la posta? Ciò significa rendere la vita impossibile a migliaia di siti e di blog, ben diversi dalle testate giornalistiche. Lo fanno dimenticando che la rete è proprio un’altra cosa. Non c’è stato ascolto rispetto a un’indicazione molto chiara che viene dall’universo della rete: stralciare un comma che equipara impropriamente i siti alla carta stampata. Ma c’è ancora la possibilità, …

"Silenzi e tabù: perchè in Italia gli uomini uccidono le donne", di Vera Schiavazzi

Anna Maria Tarantino non credeva di vivere nel Medioevo, e neppure in un villaggio afgano. Così, non ha pensato di rischiare la vita quando ha chiesto a Leopoldo Ferrucci di aiutarla, in cambio di un po’ di denaro, a trasportare dei mobili e a caricare dei pacchi dell’Ikea di Roma. Un tragico errore, perché lui l’ha ammazzata a pugni, senza neanche rendersene conto. Neppure Eleonora Noventa, 16 anni soltanto, pensava di lasciarci la pelle quando ha detto a Fabio Riccato, 30 anni, che non voleva più essere la sua fidanzata. Lui le ha sparato in una strada di Mestre mentre andava in bicicletta, poi si è ucciso. Le loro storie sono state pubblicate su giornali già pieni delle vicende di killer di ex fidanzate, come Gaetano De Carlo che, in un giorno, ne ha uccise due con una pistola fuorilegge, o il giovane carabiniere Luca Sainaghi che, dopo aver ucciso la sua la sua ex, Simona Melchionda, gettandola in un fiume, per un mese ha finto di collaborare alla sua ricerca. A Napoli, negli stessi …

"E per i blog resta la mannaia", di Fabio Chiusi

L’ultimo testo del disegno di legge sulle intercettazioni non ha eliminato l’articolo che soffoca la conversazione in Internet: una sequela di obblighi burocratici che non esistono in nessun Paese libero. Prima di cantare vittoria, meglio assicurarsi di poter aprire la bocca. E il nuovo emendamento del governo al disegno di legge sulle intercettazioni, quello che secondo alcuni toglierebbe il “bavaglio”, in realtà non lo consente. Non in rete, almeno: dato che il comma 29 – meglio conosciuto come “ammazza-blog” – resta invariato. Continuando così a prevedere l’estensione dell’obbligo di rettifica contenuto nella disciplina per la stampa ai “siti informatici”. Che cosa significa? In soldoni, che qualsiasi blogger non rettifichi un post entro 48 ore dalla richiesta, rispettando inoltre stringenti criteri grafici, di posizionamento e visibilità, rischia di incorrere in una multa fino a 12.500 euro. Insomma, bastano un paio di giorni al mare oppure una rettifica data nel modo sbagliato per ritrovarsi con diverse migliaia di euro da pagare. Un ragazzo che scrive un’inesattezza e poi parte per un week end senza collegarsi a Internet, …

Stupri, Consulta choc: «Carcere non obbligatorio»

La Corte Costituzionale boccia in parte le nuove norme, più restrittive, varate con decreto nel 2009, in materia di misure cautelari per chi è indagato per violenza sessuale, atti sessuali con minori e induzione o sfruttamento della prostituzione minorile. Per i giudici delle leggi, infatti, il decreto n.11/2009 (convertito in legge nell’aprile dello stesso anno) viola i principi costituzionali nella parte in cui prevede che, quando sussistano gravi indizi di colpevolezza per i suddetti reati, debba essere applicata la custodia cautelare in carcere, escludendo così la possibilità del giudice di optare per un altro tipo di misura cautelare anche quando questo sia opportuno alla luce di «specifici elementi acquisiti». A sollevare il caso di fronte alla Consulta erano stati, con diverse ordinanze, i gip di Belluno e Venezia, nonchè il tribunale del Riesame di Torino. Con la sentenza n. 265 (relatore Giuseppe Frigo) depositata oggi, la Corte ha ricordato che il «tratto saliente» del regime inerente le custodie cautelari «conforme al quadro costituzionale» è quello di «non prevedere automatismi nè presunzioni», ma si esige piuttosto …

"Vince la libertà non la legalità", di Massimo Giannini

«Questa legge non può passare, e non passerà», aveva scritto “Repubblica” all´inizio della battaglia sulle intercettazioni telefoniche. Non era un ideologico «grido di battaglia» contro la legge-bavaglio voluta a tutti i costi da Silvio Berlusconi, che minaccia i diritti di libertà e i principi di legalità. Era invece una rischiosa ma convinta «scommessa» sulla forza della democrazia. La scommessa racchiudeva, da una parte, un atto di fiducia verso le istituzioni repubblicane, nonostante le continue aggressioni del presidente del Consiglio. Dall´altra, un investimento sull´opinione pubblica, nonostante le continue manipolazioni dell´agenzia Stefani berlusconiana. È ancora presto per trarre conclusioni definitive: l´iconografia del Caimano ci ricorda che proprio nei momenti più drammatici il colpo di coda è sempre possibile. Ma allo stato degli atti, la giornata di ieri dice che almeno una parte di quella scommessa è stata vinta. Per ora Berlusconi incassa una sconfitta durissima, dentro la sua maggioranza e di fronte al Paese. Il governo, suo malgrado, è costretto a far suoi gli emendamenti sul diritto di cronaca. Se la Camera li voterà e li approverà, …

"La mucillaggine para-illegale", di Luigi Spaventa

Ha scritto Guido Tabellini, rettore dell´università Bocconi: “Accanto all´emergenza economica e all´urgenza di risanare la finanza pubblica, vi è oggi in Italia una terza gravissima emergenza: la diffusione di illegalità, corruzione, spregio per le leggi e le istituzioni pubbliche…Le tre emergenze sono collegate fra loro e si autoalimentano” (“Il Sole 24Ore” del 4 luglio). Verissimo. Le cronache di questi giorni – gocce in un vaso da tempo già pieno – inducono a completare questa analisi. comportamenti illegali, in quanto tali sanzionabili, sono il prodotto di un ambiente intriso da una mucillagine pervasiva di comportamenti che si possono definire para-illegali: non necessariamente configurabili come reati, ma non meno dannosi alla crescita e alla stabilità del sistema. La raccomandazione, la segnalazione, l´”intervento autorevole”, se andati a buon fine, non richiedono necessariamente la dazione immediata di un corrispettivo (con la possibile commissione di un reato) a chi ha concesso il favore; questi registra a futura memoria un credito verso chi ha chiesto il favore e, se persona diversa, verso chi ne ha beneficiato (do ut dabis). Questo reticolo …

"I reati? Non hanno colore", di Valerio Onida

Complice forse la giornata di “silenzio stampa” del 9 luglio, non hanno avuto molta eco finora due sentenze della Corte costituzionale in tema di immigrazione irregolare depositate l’8 luglio. La prima dichiara l’illegittimità costituzionale della norma, contenuta nel primo “pacchetto sicurezza” del 2008, che aveva introdotto l’aggravante dei reati, consistente nell’essere stati commessi da persona che si trova illegalmente sul territorio nazionale. Qualunque reato era punito più gravemente (con un aumento della pena fino a un terzo) se commesso da uno straniero extracomunitario in situazione di irregolarità. La seconda sentenza dichiara invece non fondate o inammissibili le questioni di costituzionalità sul nuovo reato di ingresso o trattenimento nel territorio dello stato in violazione delle norme sull’immigrazione, introdotto e punito (con l’ammenda da 5 a 10mila euro) dal secondo “pacchetto sicurezza” del 2009. Sul piano generale, la prima cosa da segnalare con soddisfazione è che la giustizia costituzionale ha fatto il suo corso: magari un poco tardi (due anni dopo l’approvazione della legge, nel caso dell’aggravante), ma viene restaurato il primato dei valori costituzionali. Commentiamo qui …