Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

Schifani e Maroni non navigano ma dichiarano…senza capire che la rete non va toccata. Per nessun motivo e senza alcun pretesto

Si rinvia il provvedimento che censura il web, mentre il presidente del Senato crea allarmismi inutili. Nel PD Bersani, Vita, Orfini, Meta e Zaccaria contrari a nuove leggi. Il medium è il web e il messaggio è violenza. Un connubio tornato al centro dell’agenda politica dopo la comparsa, su Facebook, di alcuni gruppi a pro e contro Massimo Tartaglia, l’aggressore di Silvio Berlusconi. Il ministro Maroni aveva annunciato un ddl relativo a menifestazione e internet al Consiglio dei Ministri di oggi, per poi annunciare il rinvio dell’approvazione nel prossimo incontro del Governo. Intanto, però desta preoccupazione l’avventatezza della maggioranza a legiferare su un argomento tanto delicato qual è il web. La libertà d’espressione non può essere irremediabilmente compromessa dalla fretta di agire. “Dobbiamo fare qualcosa per evitare che sui siti Internet ci siano veri e propri inni alla violenza” afferma il presidente del Senato durante il tradizionale scambio di auguri per Natale con la stampa parlamentare, ma questo non vuol dire far vincere un’ingiustificata impazienza senza fornire una risposta adeguata al problema. Su questo punto …

Ghizzoni: la maggioranza si divide sulla cittadinanza. Pdl e Lega Nord spaccati in Commissione

“La maggioranza e’ profondamente divisa sui valori e lo abbiamo visto oggi in commissione Cultura alla Camera dove la traballante solidita’ ha vacillato profondamente davanti alle condizioni poste al parere sulla cittadinanza per sanare il problema dei minori stranieri. Se questo e’ il preludio di quanto potra’ accadere in Aula, bhe’, allora c’e’ da allacciarsi le cinture di sicurezza perche’ ci sara’ da ballare. Per noi affermare i diritti dei minori migranti e’ una battaglia di civilta’ e spiace che sia stata liquidata con tanta superficialita’ in commissione affari costituzionali”. Cosi’ la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta il voto della commissione Cultura e della commissione Affari costituzionali sulla cittadinanza. ****** Cittadinanza/ Pd: Testo Bertolini è arretramento diritti. Amici: Unità maggioranza non regge, in Aula massima libertà. “E’ un arretramento dei diritti che viene imposto con uno strappo del tutto immotivato alla normale dialettica parlamentare visto che si tratta di un terreno su cui si sarebbe potuti arrivare a stabilire un rapporto positivo tra maggioranza ed opposizione”. Così la capogruppo …

“Azzerata la cooperazione. Il governo italiano taglia i fondi”, di Umberto De Giovannangeli

Il «delitto» si è consumato. La partita si è chiusa. La Finanziaria «blindata » ha azzerato la Cooperazione allo Sviluppo. «Il voto di fiducia sulla Finanziaria ha spazzato via le proposte di emendamenti presentate in favore della Cooperazione allo sviluppo e vara un’altra Finanziaria all’insegno del suo azzeramento, nonostante le mozioni di maggioranza ed opposizione accettate dal Governo due mesi fa alla Camera, dove quest’ultimo si impegnava a riallineare la Cooperazione italiana alla dimensione europea». A denunciarlo è Maria Egizia Petroccione, portavoce del Cini (Coordinamento Italiano NetworkInternazionali). «Sulla Legge 49/87 sono previsti solo 326 milioni di euro, in termini reali, è il valore più basso dopo il 1996». TRACOLLO ASSOLUTO Le assicurazioni del ministro degli Esteri, Franco Frattini, le promesse magnificate dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si sono dissolte come neve al sole di fronte a «Mister Tagli», al secolo Giulio Tremonti, ministro dell’Economia. Siamo alla Caporetto della Cooperazione. Al de profundis degli aiuti allo sviluppo. «Ci si allontana dunque sempre di più dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio – rimarca la portavoce del …

“Io, nero italiano e la mia vita ad ostacoli”, di Pap Khouma

Sono italiano e ho la pelle nera. Un black italiano, come mi sono sentito dire al controllo dei passaporti dell’aeroporto di Boston da africane americane addette alla sicurezza. Ma voi avete idea di cosa significa essere italiano e avere la pelle nera proprio nell’Italia del 2009? Mi capita, quando vado in Comune a Milano per richiedere un certificato ed esibisco il mio passaporto italiano o la mia carta d’identità, che il funzionario senza neppure dare un’occhiata ai miei documenti, ma solo guardandomi in faccia, esiga comunque il mio permesso di soggiorno: documento che nessun cittadino italiano possiede. Ricordo un’occasione in cui, in una sede decentrata del Comune di Milano, una funzionaria si stupì del fatto che potessi avere la carta d’identità italiana e chiamò in aiuto altre due colleghe che accorsero lasciando la gente in fila ai rispettivi sportelli. Il loro dialogo suonava più o meno così. “Mi ha dato la sua carta d’identità italiana ma dice di non avere il permesso di soggiorno. Come è possibile?”. “Come hai fatto ad avere la carta d’identità, …

“L’abisso della Repubblica”, di Massimo Giannini

Trenta metri, per coprire la distanza che separa la Sala della Protomoteca dalla Lancia blindata che aspetta il capo dello Stato per riportarlo al Quirinale. Ma in quei trenta metri, che Giorgio Napolitano e Gianni Letta percorrono insieme parlando del berlusconiano “editto di Bonn”, si apre l’abisso della Repubblica. Dottor Letta, come mai? Cosa sta succedendo?”, chiede il Capo dello Stato, commentando il violento attacco alle istituzioni pronunciato dal premier al congresso del Ppe. “Presidente, da parte di Berlusconi non c’è nessun attacco nei suoi confronti, ci mancherebbe. Il suo è stato uno sfogo, e si può capire: si sente accerchiato, assediato dalle inchieste giudiziarie, braccato dagli avversari politici e dai giornali. Ha reagito, in modo duro. Ma non c’è nessuna intenzione di sfasciare le istituzioni…”. E questo è tutto. Di più il sottosegretario alla presidenza del Consiglio non sa e non può dire. Dunque neanche il “dottor Letta”, l’uomo del dialogo, è in grado di spiegare a Napolitano qual è il demone che agita il Cavaliere, e fino a che punto voglia spingersi in …

“Museruola ai diritti dei garanti”, di Michele Ainis

Nella crociata bandita dal presidente del Consiglio contro i due garanti della Costituzione – il Capo dello Stato e la Consulta – ogni giorno è giorno di battaglia. Ieri Berlusconi ha invitato seccamente il primo a interessarsi dell’uso politico della giustizia, invece di pensare ad altro. L’altro ieri ha accusato la seconda di congiurare con le toghe rosse contro i provvedimenti normativi del governo. Ma con quali munizioni spara il presidente Berlusconi? Non leggi, non decreti, non atti provvisti del gran sigillo dello Stato. No, si tratta semplicemente di parole. E sulle parole viaggiano umori e malumori, che a propria volta determinano il clima complessivo delle nostre istituzioni. Per misurarlo, più che un costituzionalista servirebbe un meteorologo. Anche la Costituzione, però, è intessuta di parole. Anche le sentenze della Corte. La loro colpa? Quella di consentire ai giudici di demolire ogni riforma, appellandosi a «un organo di garanzia trasformato in organo politico» – Berlusconi dixit – «che abroga le leggi fatte dal Parlamento». Non è così: la Corte non abroga le leggi, le annulla. Due …

“Il legno storto dell’umanità”, di Barbara Spinelli

Barack Obama non ha nascosto il padre spirituale di cui si sente figlio e erede, ieri a Oslo ricevendo il premio Nobel della pace: se non ci fosse stato prima di lui Martin Luther King, a battersi per i diritti dei neri e a ricevere nel 1964 lo stesso premio, lui non sarebbe alla testa degli Usa. Se sono qui è in conseguenza diretta del lavoro che King svolse un’intera vita. Sono la viva testimonianza della forza morale della non violenza». Il Presidente ha parlato anche della purezza dell’indignazione che le guerre, sempre, suscitano nell’animo umano: «Non c’è nulla di debole, nulla di passivo, nulla d’ingenuo, nel credo e nell’esistenza di uomini come Gandhi e King». Ma pace e guerra sono immerse nella storia, e di quest’ultima lo statista deve tener conto. Deve esser cosciente che la storia non è lineare e progressista, non conferma la perfezione umana, non produce pace universale con mezzi sempre pacifici, non è gravida di guerre che mettono fine a tutte le guerre. Non è neppure una storia di rivoluzioni …