Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

«Quando l’etica diventa merce di scambio», di Ivana Giannone

Laicità e diritti a 360 gradi sul palco di Genova. Franco: “Il Governo rispetti la Costituzione. No alle leggi portate in dote”. Dal testamento biologico alle unioni civili, dalla legge sulla fecondazione assistita al rapporto fra Stato e Chiesa. In una parola: Laicità. È questo il tema della nona puntata di “Parole Democratiche”. Sul palco di Genova voci e posizioni diverse. Dal deputato cattolico Enzo Carra, al candidato alle primarie 2006 Ivan Scalfarotto, famoso per la sua battaglia in difesa dei diritti degli omosessuali, passando per Vittoria Franco, responsabile Pari Opportunità del PD. Presenti anche Maria Antonietta Coscioni, moglie di Luca Coscioni e deputata radicale e il presidente dei giuristi cattolici, Francesco D’Agostino. Sotto lo sguardo attento ed obiettivo del giornalista di El Pais, Miguel Mora, si parte analizzando la matrice di tutto, il rapporto fra Stato e Chiesa, che secondo la senatrice Franco deve rifarsi alla Costituzione, “all’articolo 7 che stabilisce che ognuno dei due sia indipendente e sovrano nei suoi limiti”. Una disposizione che spesso non è stata seguita fedelmente, ad esempio “quando …

“«Le lotte femminili hanno migliorato questo Paese»”, di Marisa Rodano

Il dibattito aperto sull’Unità sul «silenzio delle donne» è una bellissima iniziativa, che ho molto apprezzato. Mi ha però lasciata interdetta una frase del pur interessante intervento di Lidia Ravera. «Ve la ricordate la rivolta da camera delle nostre madri? »- ha scritto Ravera – «Erano donne che avevano vissuto la loro giovinezza a cavallo della seconda guerra mondiale e che, nell’Italia in rapido sviluppo degli anni sessanta, impigliate nel codice antico dell’esistenza vicaria, stavano maturando un disagio crescente per i ristretti ambiti delle loro vite. Che cosa facevano mentre le loro figlie scendevano in piazza bruciando le icone della femminilità tradizionale? Si lamentavano. Opponevano un fiero cattivo umore a un destino che vivevano come immutabile. Era il canto della loro sconfitta, il lamento». Mi sono chiesta: come è possibile che una scrittrice, colta, brillante e intelligente come Lidia Ravera non sappia che quelle madri, le donne della generazione della resistenza, negli anni ’50 e ’60 erano rimaste in campo, avevano condotto straordinarie lotte per ottenere il diritto al lavoro e allo studio, la parità …

“Libertà di Stampa. Quando il potere teme il controllo”, di Stefano Rodotà

L´aggressione ai giornali sgraditi non riguarda solo i paesi totalitari, ma interroga la qualità delle democrazie. Le tecniche per controllare e contrastare il sistema dell´informazione vanno dalla censura, la selezione dei giornalisti, il condizionamento economico fino alla violenza e l´uccisione. A che vale l´offerta di infiniti canali televisivi se la produzione di contenuti è concentrata nelle mani di pochi monopolisti? È la varietà di opinioni a essere decisiva. La guerra ingaggiata dai paesi totalitari contro la libertà di informazione su Internet costituisce la manifestazione ultima e spettacolare di un conflitto secolare, di una insofferenza di tutti i poteri costituiti nei confronti di chi agisce per rendere trasparente e controllabile il loro operato. È una vicenda lunga, accompagna la nascita dell´opinione pubblica moderna, che riesce a strutturarsi e a far crescere la sua influenza proprio grazie al ruolo della stampa. Qui è la radice di un processo che, insieme, dà senso alla democrazia e fa progressivamente emergere la stessa stampa come potere, il “quarto potere”, al quale ne seguirà un “quinto”, identificato nella televisione: poteri oggi …

Sull’immigrazione il centrodestra reagisce con insulti

Si chiedano perché le organizzazioni Ue e Alto Commissariato chiedono chiarimenti “La reazione difensiva sul tema dei respingimenti è fatta solo di aggressioni, insulti e intimidazioni’. ‘Si domandino – ha detto Franceschini – perche’ non l’opposizione, ma l’Ue chiede chiarimenti rispetto alla politica dei respingimenti e al rispetto del diritto di asilo politico. Si chiedano perché l’Alto commissariato, che opera nel rispetto del mandato ricevuto dall’Onu e in base alla Convenzione di Ginevra denuncia le violazioni al diritto internazionale contenute nelle azioni di respingimento, da ultima quella dei somali. L’unica risposta è l’intimidazione nei confronti delle persone fisiche: dopo i giornalisti è la volta dei funzionari delle organizzazioni internazionali”. È l’opinione di Dario Franceschini sull’immigrazione ad un’iniziativa a Riccione.

“I muri che nutrono la nostra paura”, di Michela Marzano

Il clima d´intolleranza che serpeggia oggi in Italia è sintomo di una società che ha paura e che, non sapendo bene come arginarla, si trincera dietro un magro numero di certezze, chiudendosi su se stessa e rifiutando l´Altro. Una parte sempre più grande dell´opinione pubblica resta infatti indifferente di fronte alle violenze che subiscono coloro che parlano un´altra lingua, che vengono da un´altra cultura, che hanno un orientamento sessuale differente o che si allontanano dalla morale convenzionale e dalle tradizioni locali. Che si tratti degli extracomunitari o degli omosessuali, l´atteggiamento più diffuso è chiudere gli occhi e far finta di niente. E, quando se ne parla, spesso si minimizza o si altera la realtà. «Non c´è assolutamente un´escalation di violenza contro i gay. Roma è una città tollerante», dichiara il 27 agosto Gianni Alemanno, come se l´attentato incendiario alla discoteca gay del Muccassassina, appena quattro giorni dopo l´agguato omofobo dell´Eur, non meritasse un serio dibattito sulla necessaria protezione delle minoranze. «La legge italiana sull´immigrazione e i respingimenti non sono un atto di razzismo, ma di …

«Morte in carcere di un incensurato. Nessuno ne parla», di Luigi Manconi e Andrea Boraschi

Stefano Frapporti era un muratore di 48 anni di Rovereto. È˘morto circa un mese fa, nel carcere di quella città, suicidatosi tramite impiccagione con il cordino elastico del pantalone di una tuta. Era stato fermato, al ritorno dal lavoro, da due agenti in borghese con il pretesto di una sua infrazione in bicicletta; pare che i due, invero, stessero indagando sul presunto spaccio di hashish in un bar lì vicino. Frapporti, perquisito senza esito, avrebbe confessato spontaneamentedi detenere nella sua abitazioneuna certa quantità della stessa sostanza; e dunque sarebbe stato lì condotto, senza testimoni e, con tutta probabilità, senza un mandato di perquisizione. La casa, poi, non sarebbe stata “perquisita” dal momento che al mattino seguente non vi era segno alcuno della ricerca che gli agenti vi avrebbero svolto, come se Frapporti avesse indicato loro dove fossero i 99 grammi di hashish ritrovati. Egli avrebbe firmato un modulo con cui rinunciava ad avvertire i suoi famigliari dell’arresto; in seguito la sua richiesta di un contatto con sua sorella sarebbe stata rifiutata a causa di quel …

Intolleranza e xenofobia: il veleno del modello “Roma città chiusa”, di Nicola Zingaretti*

Mi ha colpito molto vedere come il dibattito sugli episodi di violenza omofoba avvenuti in questi giorni a Roma rischiasse di risolversi nella semplice scelta di più telecamere. Mi ha colpito perché mi sarebbe apparsa una scorciatoia: un modo per concentrare tutta l’attenzione su un tema di ordine pubblico, rinunciando ad un impegno sul piano delle idee e della comprensione di quello che sta avvenendo. Il problema che abbiamo di fronte è sicuramente quello di rendere più sicuro il Gay Village o altri luoghi di ritrovo, ma frequentare questi luoghi deve essere una scelta e non un obbligo, dovuto al fatto che risultano gli unici sicuri. Soprattutto, non possiamo accettare che l’appartenenza ad una religione, una differenza di censo, il colore della pelle, la nascita in una nazione o l’orientamento sessuale possano essere la causa di una discriminazione, piccola o grande che sia. Quando dei cittadini italiani cominciano a maturare l’idea di doversene andare perché si sentono in pericolo, è oggettivo che qualcosa non va e credo sia profondamente sbagliato restare in silenzio. Tante volte, …