Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“Quei deputati che scopriranno l’inferno delle carceri”, di Adriano Sofri

L’Unione Europea ha fissato, attraverso un tormentato itinerario legislativo, gli spazi minimi che gli allevatori devono assicurare ai polli da carne e alle galline ovaiole. Può darsi che qualcuno ne sorrida: è umano. Se avesse visto le gabbie o i capannoni in cui i polli sono stipati in 20 e più in un metro quadro, e anchilosati, e avvelenati dall’ammoniaca delle loro deiezioni accumulate, ne avrebbe pena, e avrebbe pena di sé e delle uova e dell’arrosto che mangia. Grazie alla norma dell’Europa, sullo spazio di un foglio protocollo conducono la loro esistenza tre galline. Non è facile da figurarsi, dite? Infatti. Poco fa la Corte europea per i diritti di Strasburgo ha stabilito che anche gli animali umani in gabbia –nel caso, un detenuto rom bosniaco, Izet Sulejmanovic- debbano avere un proprio spazio minimo, senza di che chi li reclude è colpevole di trattamenti inumani e degradanti: lo Stato italiano è stato condannato a risarcire il detenuto con la cifra di mille euro. Simbolica, ma neanche tanto. La Corte europea ritiene che un essere …

L’ora di rompere il silenzio: se le donne ritrovano la voce

Dove sono? dove siete? Dietro la crisi della condizione femminile lo specchio di un Paese fermo, impaurito. Incapace di affrontare le differenze che non sia attraverso la soluzione immediata della violenza. Da «Indovina dove sono», la domanda di una ragazza che telefona contenta alla madre dal bagno attiguo alla camera da letto del presidente del Consiglio, è partita la catena: e voi dove siete? Dove sono gli italiani, dove sono le donne?, si chiedeva l’altro ieri Nadia Urbinati, docente di Teoria politica, mentre ci parlava di «democrazia docile e apatica». Le ha risposto Lidia Ravera: «La nostra rivoluzione è stata interrotta. Riportiamo i corpi in piazza, contiamoci per contare». Di rivoluzione interrotta parla oggi Simona Argentieri, psicoanalista: «I diritti sono ereditati ma non ereditari». Arrivano in dote alle nuove generazioni ma facilmente si possono perdere. Nelle pagine di Forum Paola Concia, deputata, propone di ripartire «dalla forza di quel che si è conquistato in questi anni, come ci hanno mostrato gli operai dell’Innse». Centinaia di lettori e lettrici hanno scritto e partecipato ai blog dell’Unità. …

“Alle donne italiane dico: non siate docili riprendetevi la parola” conversazione con Nadia Urbinati, di Concita De Gregorio

Tutto avviene nel silenzio. C’è un’idea diffusa di impotenza, di rassegnazione. Alla politica si è sostituito il potere. La gestione delle cose, gli affari privati. Tutto è ormai una faccenda privata: di scambi, di soldi, di favori. Dove sono i cittadini, in questo paese? Dove sono le donne? In tutto il mondo le donne sono in piazza. Alla sbarra a Teheran, massacrate in Iran, prigioniere in Birmania. Volti femminili che diventano icone della protesta. Qui, in questa nostra democrazia in declino, di donne si parla per dire delle escort, delle ragazzine che dal bagno attiguo alla camera da letto del tiranno telefonano a casa alla madre per raccontare, contente, “mamma sapessi dove sono” e rallegrarsi insieme. E fuori, e le altre? Silenzio. L’apatia ci accompagna…». Il tempo del silenzio, ripete Nadia Urbinati, docente di Teoria politica alla Columbia university. «Avrei voluto far qualcosa, in questi mesi estivi che passo in Italia, ma mi si dice che si deve aspettare l’autunno. Non capisco come mai. Non vedo che altro ci sia da aspettare. Le vittorie di …

“Nuova condanna per San Suu Kyi. L’Onu chiede il rilascio immediato”

Altri 18 mesi agli arresti domiciliari. Aung San Suu Kyi, la leader dell’opposizione birmana, rimarrà nella sua casa-prigione ancora un anno e mezzo. L’accusa per il premio Nobel per la Pace è di violazione degli arresti domiciliari. Secondo molti è semplicemente una scusa che il regime birmano ha individuato per togliere di mezzo l’attivista in vista delle elezioni del prossimo anno, dopo l’iniziativa di John William Yethaw, cittadino americano di religione mormone, che il 3 maggio scorso raggiunse a nuoto la casa di Suu Kyi. L’uomo, processato anche lui, è stato condannato a sette anni di lavori forzati. A sostegno della leader birmana scende in campo il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban ki Moon, chiedendo «al governo della Birmania di rilasciare immediatamente e senza condizioni Aung San Suu Kyi». Dura reazione alla condanna della leader birmana da parte dell’Ue, che minaccia sanzioni. E anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, come l’Onu, ha chiesto la liberazione immediata e incondizionata di Aung San Suu Kyi. GLI ARRESTI- La leader della Lega Nazionale per la …

“Viaggio nelle cliniche della fertilità”, di Michele Smargiassi

Ogni anno 25 mila coppie europee, e soprattutto italiane, cercano all’estero la fecondazione assistita. Vi raccontiamo il loro viaggio. Venticinquemila europei ogni anno partono sulle rotte della maternità Inseguendo il sogno di un figlio che non possono avere. Una coppia su tre parla italiano. E per aggirare i limiti imposti dalla legge 40 continua a scegliere strutture straniere Dalla Spagna ai paesi dell’Est Ora che la Corte costituzionale ha ridotto i divieti in Italia le migrazioni possono diminuire Migliaia di donne incrociano le dita e sperano che la dura stagione delle valigie sia finita Ma dovrà ancora spostarsi chi punta all’eterologa, soprattutto alla donazione di ovuli. Non hanno le valigie di cartone, ma nei loro beauty-case portano lo stesso carico di ansia di un secolo fa. Anche i nuovi migranti, i nomadi della provetta, lo fanno «per i figli». I figli che non hanno, che cercano, che la scienza può dare loro, ma che in patria non possono avere. Venticinquemila europei ogni anno partono sulle rotte della fertilità, destinazione le accoglienti cliniche private dei paesi …

“Delitti contro le donne. Ormai è strage continua”, di Felicia Masocco

Uccisa a coltellate dal marito in Calabria per la separazione; ferita nel barese dal marito che lei voleva lasciare; picchiata selvaggiamente dall’ex fidanzato a Ferrara. Quando la famiglia diventa un inferno. L’Italia è davvero un paese insicuro, ma le ronde andrebbero fatte nel tinello di casa. È tra le pareti domestiche o le loro propaggini, che si consuma quella che Telefono Rosa definisce «una mattanza senza fine». Un morto ogni due giorni, la famiglia uccide più della mafia. Il 53% degli omicidi avviene nell’ambito dei rapporti di coppia. E nove casi su dieci ad armarsi e a colpire sono gli uomini, racconta un rapporto Eures-Ansa. Le vittime sono quasi sempre donne, spesso colpevoli solo di voler divorziare. Basti dare un’occhiata alla cronaca degli ultimi giorni. SE MI LASCI TI UCCIDO Aveva con sé un coltello e una mannaia. Ha preso il coltello e ha ucciso la moglie che voleva lasciarlo. È successo ieri a Pizzo, in provincia di Vibo Valentia. L’omicida, Francesco Gramendola, 58 anni è stato arrestato poco dopo. Ancora un coltello, ancora un …

“Tutti vogliono l’asilo dei neri”, di Emanuela Minucci

Torino, decine di italiani in lista d’attesa per iscrivere i figli nel quartiere multietnico. Negli Anni Novanta era «l’asilo dei neri», quello dove nessun genitore italiano avrebbe voluto iscrivere il proprio bambino: scuola materna Bay di Torino, quartiere San Salvario, la zona più multietnica della città, che quindici anni fa convinse i residenti a scendere in strada armati di spranghe, per difendersi da «quei bastardi di immigrati». Bene, oggi quelle stesse classi ad alto tasso di occhi a mandorla e pelle nera (il 60 per cento dei bambini è straniero) sono diventate uno status symbol per gli italiani. Il piccolo asilo che negli Anni Novanta chiese l’aiuto del Comune per finanziare progetti speciali in grado di attutire i conflitti che precedono l’integrazione, da qualche giorno non sa come fronteggiare le richieste in arrivo dai genitori italiani che oltretutto vivono in altri quartieri: «Abbiamo 62 posti e una lista d’attesa di altri 75 con domande che arrivano da tutte le zone della città», spiega la direttrice didattica Marica Marcellino. La dirigente aggiunge con un sorriso: «Evidentemente …