Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“Investire su persone”, di Irene Tinagli

Dopo il piano casa, varato anche il piano università. Ma quando sarà dato vedere, in Italia, un «piano persone»? Un piano che investa in modo strategico, sostanziale e continuativo nelle persone e nella loro istruzione? Un Piano che investa nella formazione, nella riqualificazione professionale man mano che l’economia si trasforma, in servizi sociali funzionali e avanzati che mettano davvero tutti in condizione di crescere. Un Piano per guardare al futuro per preparare gli italiani non a stare a galla oggi, ma a competere domani. L’Italia, come ben sappiamo, ha una delle forze lavoro meno qualificate d’Europa, un bassissimo tasso di istruzione della popolazione (anche quella giovane, la gran parte della quale all’università non arriva neanche), nonché investimenti in ricerca, tecnologia e innovazione quasi risibili rispetto agli altri Paesi avanzati con i quali amiamo confrontarci. Ma l’Italia sta accumulando altri ritardi e problemi di cui si parla pochissimo. Il tasso di povertà infantile è tra i più alti in Europa: secondo i dati Eurostat il 25% dei bambini italiani vive in famiglie a rischio di povertà. …

“Non si respingano i migranti”, di Marco Zatterin

A Jacques Barrot i conti sul pacchetto Sicurezza continuano a non tornare. Giovedì scorso, a margine della riunione dei ministri dell’Interno europei, il commissario Ue alla Giustizia lo ha spiegato di persona a Roberto Maroni. Il francese teme che la parte concernente i respingimenti degli immigrati in mare aperto non sia compatibile col diritto internazionale, per numerosi motivi a partire dalla possibilità che a bordo delle imbarcazioni possono esserci persone con facoltà di chiedere l’asilo. Con questo in mente, Bruxelles ha inviato una asciutta lettera a Roma per chiedere delucidazioni formali e aprire la porta del dialogo. E’ l’ennesimo passaggio di una telenovela che dura da un anno, da quando cioè il governo Berlusconi ha cominciato a rendere concreta la strategia mirata a rendere più efficace l’azione di controllo e dissuasione dell’ingresso degli extracomunitari. Varato il provvedimento, i servizi dell’esecutivo Ue hanno avviato l’esame dovuto al fatto che la Commissione è il guardiano dei Trattati e deve assicurarsi che le regole del gioco non siano violate. L’indagine, per ora non ufficiale, ha riacceso l’attenzione sul …

Violenza sessuale: sì bipartisan alla Camera

Il testo unico contro la violenza sessuale, approvato alla quasi unanimità alla Camera, segna un giro di vite in termini di sanzioni penali introducendo aggravanti connesse alle modalità di azione del colpevole. Previsti anche protocolli di intesa fra istituzioni e associazioni di volontariato per l’assistenza delle vittime e campagne di informazione nelle scuole da parte del ministero dell’Istruzione. Stralciata invece la norma sui manifesti con le foto dei latitanti Dopo lo stralcio della norma sull’affissione nei luoghi pubblici delle foto segnaletiche dei latitanti su cui l’opposizione aveva sollevato obiezioni il testo unificato dei progetti di legge concernenti disposizioni in materia di violenza sessuale è stato approvato dalla camera alla quasi unanimità e con voto segreto: 447 voti a favore e 29 contrari. Il provvedimento è il risultato del lavoro della commissione Giustizia che ha uniformato le varie proposte di iniziativa parlamentare con quella del governo. Si aggiunge alle norme anti-stalking (atti persecutori) già approvate dal Parlamento a larga maggioranza, oltre che al testo unificato contro la pedofilia ( di ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa …

Amnesty: dura condanna dell’assassinio dell’attivista Natalia Estemirova

Amnesty International condanna con forza l’assassinio di Natalia Estemirova, una nota attivista per i diritti umani che lavorava nella regione del Caucaso del Nord, da tempo vicina all’associazione. “L’uccisione di Natalia Estemirova è una conseguenza della perdurante impunità permessa dalle autorità russe e cecene” – ha affermato Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International. “Le violazioni dei diritti umani in Russia e in particolare nel Caucaso del Nord non possono più essere ignorate. Coloro che si battono per i diritti umani hanno bisogno di protezione”. “La terribile tragedia dell’omicidio di Natalia Estemirova è un crimine su cui le autorità devono esprimere condanna e compiere ogni sforzo per portare dinanzi alla giustizia i responsabili. Questo è un ulteriore tentativo di imbavagliare la società civile in Russia e mette in luce l’instabilità nella regione” – continua la nota di Amnesty. “Natalia Estemirova era una donna estremamente coraggiosa che, con grande entusiasmo, non si stancava mai di difendere i diritti umani. Era una persona davvero eccezionale e un’amica di molti di noi” – ha proseguito Irene Khan. “Siamo …

“L’Onu accusa l’Italia”, di Roberto Cotroneo

Sarebbe interessante cercare di spiegare, e di far capire soprattutto quale sia la posizione del Governo italiano in politica estera. Nel senso che abbiamo sentito dire a Silvio Berlusconi, al termine del G8 dell’Aquila, che il presidente Barack Obama da quando è stato eletto non ha sbagliato una sola mossa. Peccato che il presidente Berlusconi sia stato, in precedenza amico perosnale e forte alleato del Presidente George Bush, e abbia sostenuto il senatore McCain alla corsa alla Casa Bianca. Il dettaglio non è folkloristico, e non sono così ingenuo da pensare che i governi dei paesi satelliti non possono che allinearsi all’amministrazione americana uscita vincitrice dalle elezioni. Ma non è così semplice. Il nodo Afghanistan è apertissimo, purtroppo, e ieri è morto un nostro militare, e tre sono rimasti feriti. E se si osservano con attenzione le mosse sullo scacchiere diplomatico e militare dei paesi che sedevano al tavolo del G8, e soprattutto degli Stati Uniti, potremo capire un paio di cose. Contrariamente a quanto è sembrato in Italia, la visita in Ghana del Presidente …

“In ricordo di Srebrenica”, di Simone Arminio

SREBRENICA — Prima della guerra era una ridente cittadina. L’11 luglio del 1995 per i suoi trentamila abitanti, colpevoli di appartenere all’etnia sbagliata, è iniziato l’inferno. Qualcuno ce l’ha fatta, fuggendo nelle città vicine, altri no. Più di ottomila giacciono nelle fosse comuni — Srebrenica siamo noi. Siamo i palazzoni bruciati del centro cittadino, simbolo di ricchezza e decadenza, dove la gente trova ancora la forza di vivere. Srebrenica, in bosniaco significa “montagna d’argento”: prima della guerra era una ricca città termale a maggioranza bosniacca (l’etnia musulmana che si oppone a quella serba, di religione ortodossa). Un paradiso terrestre che le milizie del generale Ratko Mladic hanno cancellato in poche ore, l’11 luglio 1995, quando i trentamila abitanti di Srebrenica, colpevoli solo di appartenere all’etnia sbagliata, sono stati assediati e spinti a fuggire nella vicina Potocari, sede della forza di interposizione Onu, con il miraggio della salvezza. Chi ce l’ha fatta è sparito nei boschi, in alcuni casi per sempre, in altri arrivando sano e salvo oltre l’assedio, in Croazia o nella vicina Tuzla. Gli …

“Badanti e colf, ok con forfait di 500 euro il permesso sospende il reato di clandestinità”, di Alberto Custodero e Vladimiro Polchi

Pronta la bozza Maroni-Sacconi. Devono essere dipendenti almeno da aprile 2009. Ogni famiglia potrà regolarizzare una colf e due badanti, clandestine, comunitarie o italiane, a patto che dimostri di averle alle proprie dipendenze almeno dal 30 marzo 2009. La denuncia dell’esistenza del rapporto di lavoro “sommerso” potrà essere fatta dal 1 al 30 settembre. Per il lavoro domestico, basterà una autocertificazione, per quello di assistenza, bisognerà produrre i certificati medici che dimostrino le patologie o gli handicap di cui soffrono i familiari. Sono, questi, i punti fondamentali della “bozza” preparata dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, e da quello dell’Interno, Roberto Maroni, per risolvere il caso dell’oltre mezzo milione di persone, quasi tutte clandestine, che lavora in nero nelle famiglie italiane. Chi dichiara di avere un “abusivo” da tre mesi pagherà un contributo forfettario di 500 euro per ogni lavoratore. Coloro che si avvalgono di un assistente domestico in nero e irregolare da più di tre mesi, dovranno pagare i contributi previdenziali arretrati con gli interessi, ma non le multe e le sanzioni. La bozza …