Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“Quella “quota femminile” che favorisce anche l’uomo”, di Chiara Saraceno

Il problema non è l’opportunità o meno di stabilire una quota femminile per le posizioni che comportano potere decisionale e prestigio – in economia come in politica, nelle istituzioni culturali come nella Corte costituzionale. Il problema è come ridurre ed evitare che si riproduca una quota maschile che si avvicina al monopolio. Un monopolio così dato per scontato che nessun uomo si sognerebbe mai di ritenersi offeso, o sminuito nel riconoscimento delle proprie competenze, se assunto, promosso, designato proprio perché innanzitutto appartiene al “sesso giusto”. Viceversa l’introduzione di una “quota femminile” che intacchi minimamente quel monopolio è percepita come una ingiustizia degli uomini, che vedono ridursi le proprie possibilità. Spesso è anche percepita come un’offesa, o una diminuzione, da parte delle donne, che si sentono dequalificate se promosse anche in quanto tali. Per questo è importante pensare alle quote innanzitutto in termini di rottura di un monopolio che di fatto, attraverso i meccanismi di cooptazione, ha ristretto ai soli uomini l’accesso alle posizioni più alte. È questa constatazione che ha mosso il legislatore norvegese: nonostante …

“Il boom disoccupazione e il silenzio dei giovani”, di Tito Boeri

In Italia esistono migliaia di “giovani di”. Ogni associazione di categoria ha i suoi giovani di. Ci sono i giovani di Confartigianato, dell´Api e di Confcommercio. Mancano solo nel sindacato, speriamo non perché ce ne sono pochi di giovani tra le sue fila. Anche i partiti hanno i loro “giovani di”. Ad esempio, sono da pochi giorni nati “I Giovani di Valore” dell´Italia dei Valori, cui non possiamo che formulare i migliori auguri di meritarsi denominazione tanto impegnativa. Nonostante questo pullulare di associazioni definite in quanto di giovani e per i giovani, non ci risulta che alcuno di questi “giovani di” abbia lanciato un campanello d´allarme sulla redistribuzione silenziosa che si sta operando in questo difficile 2009. È certificata dalla Relazione Unificata sull´Economia e la Finanza depositata più di un mese e mezzo fa in Parlamento dal ministro dell´Economia. Prevede che in un anno in cui il prodotto interno lordo scenderà di più del 4%, la spesa pensionistica aumenterà del 4%, portando la quota di risorse del nostro paese destinate alla previdenza al di sopra …

“Sorpresa: l’indulto ha un effetto positivo” di Francesco Drago, Roberto Galbiati e Pietro Vertova

Studiato per ridurre almeno temporaneamente il sovraffollamento delle carceri italiane, l’indulto del 2006 è stato tra i provvedimenti più criticati della scorsa legislatura. Perché favoriva i criminali e diminuiva il valore deterrente e la credibilità del sistema penale, sostenevano i contrari. Ma il provvedimento stabiliva che se fossero tornati in carcere per un nuovo reato, i beneficiari avrebbero dovuto scontare anche la pena residua in aggiunta alla nuova. Insomma, ha dato certezza alla pena. E questo ha determinato un calo delle recidive. L’ultimo provvedimento di indulto approvato dal Parlamento italiano è quello del 2006, votato a maggioranza qualificata dei due terzi il 29 luglio di quell’anno. Con quel provvedimento si è commutata parte della pena per la maggior parte dei reati commessi prima del 2 maggio 2006. L’immediata conseguenza dell’indulto è stata la scarcerazione anticipata di circa 25mila soggetti, nel mese di agosto del 2006. Studiato per ridurre almeno temporaneamente l’inaccettabile sovraffollamento delle carceri italiane, l’indulto è stato tra i provvedimenti più criticati della scorsa legislatura. Le obiezioni fondamentali all’indulto sostenevano la sua natura criminogena …

“Il Csm boccia il reato di immigrazione clandestina”

Palazzo dei Marescialli boccia con durezza il reato di clandestinità voluto dalla maggioranza: lede i diritti degli immigrati e paralizzerà i tribunali. Ci sarà un’eccezionale aggravio, giudici pace oberati da centinaia migliaia processi. E ci sono dubbi sull’effetto deterrente della norma. Insomma, comporterà la «totale paralisi» di «molti degli uffici giudiziari». Ad avvertire delle «pesanti ripercussioni negative» del nuovo regime è la Sesta commissione del Csm, nel parere al pacchetto sicurezza approvato all’unanimità. Secondo i consiglieri, la nuova norma «non appare idonea a conseguire l’intento di evitare nel nostro Paese la circolazione di stranieri entrati irregolarmente». E lede i diritti dei clandestini e dei loro figli quando viene chiesta per la dichiarazione di nascita l’esibizione del permesso di soggiorno da parte del genitore. Per Anna Finocchiaro il Csm «conferma le nostre preoccupazioni». «Bene ha fatto il supremo organo di autonomia della magistratura a sottolineare tutte le questioni di diritto che solleva il ddl e tutti i problemi che creerà all’amministrazione della giustizia. L’introduzione del reato non solo lede i diritti delle persone migranti e dei …

2 giugno 2009. Per una Repubblica che rispetti le donne

Noi donne siamo una risorsa importante del Paese, dall’ambito familiare e sociale a quello professionale e istituzionale. Siamo in prima linea nell’impegno quotidiano di cura e di lavoro che svolgiamo con dedizione, competenza e serietà. Eppure oggi le donne assurgono agli onori delle prime pagine dei media se sono compiacenti verso i “potenti” e asservite ad un modello mercificato e lesivo dell’identità femminile. Se il presupposto è questo, per le donne italiane si prefigura un futuro difficile. Non solo per la crisi economica di cui pagano, più degli uomini, lo scotto nel mercato del lavoro, ma soprattutto per la strisciante corruzione che aleggia, che gioca sull’apparenza come primo requisito dell’affermarsi, falsifica la valorizzazione dei talenti e tradisce le persone. Siamo alla vigilia delle elezioni europee e guardiamo all’Europa come allo spazio dove si può agire per cambiare questa mortificante situazione. Per portare avanti uno sviluppo personale e sociale basato sulle pari opportunità e sul merito. Ma come arrivare a questo obiettivo se i contenuti, le candidate e i candidati per il Parlamento Europeo sono oscurati …

“Immigrazione e Sicurezza: alcuni spunti di riflessione”, di Saverio Chindemi

È evidente la tendenza da parte della stampa italiana a dare ampio spazio nei quotidiani a notizie di crimini commessi da stranieri. In effetti, queste notizie scavalcano le altre e conquistano facilmente le prime pagine delle testate nazionali. È difficile riuscire a capire se siano i giornali a voler parlare eccessivamente di crimini commessi da stranieri o se siano i lettori a desiderare queste tipo di notizie. Comunque, questa continua associazione tra immigrazione e criminalità ha portato la maggior parte degli Italiani a ritenere che i due fenomeni siano dipendenti l’uno dall’altro. La maggior parte degli Italiani associa l’immigrazione ad un aumento della criminalità. Sta di fatto che uno studio della Paris School of Economics presentato in Bocconi lo scorso Agosto ha dimostrato che non vi è una relazione di causalità tra l’immigrazione e il numero dei crimini[Paris School of Economics. M Bianchi, P Buonanno, P Pinotti; WORKING PAPER N° 2008 – 05 Do immigrants cause crime?]. Gli stranieri non hanno una propensione a delinquere maggiore degli Italiani, sono semmai le diverse condizioni sociali che …

«La presunzione dell’occidente: “Non esiste una civiltà superiore”», di Remo Bodei

L’identità dell’Europa secondo il filosofo è frutto di tante culture diverse. Non possiamo presentarci come un faro esportando i principi di libertà e democrazia. Dobbiamo eliminare l´idea dello straniero come potenziale nemico. Dalla caduta dell´impero romano l´Europa non ha più conosciuto alcuna forma di unificazione a lungo termine. Essa è costitutivamente la patria della diversità, è fatta di differenze: volerle unificare è assurdo, così come sarebbe ridicolo voler perseguire l´integrazione culturale per ottenere un melting pot analogo quello degli Stati Uniti. C´è invece bisogno, almeno nel presente, di incoraggiare la condivisione di una struttura istituzionale e di un patriottismo costituzionale, in modo che gli stati membri vecchi e nuovi seguano regole intonate ai principi democratici, alla diffusione dei diritti umani e all´adattamento a nuove strutture economiche. L´intera struttura deve venir rafforzata, specialmente per le generazioni europee più giovani, da un sistema educativo teso a creare una cittadinanza europea, la cui ricchezza deve prodursi catalizzando le differenze all´interno di un progetto di crescita condiviso. Oggi l´Europa – soprattutto alla luce del suo passato coloniale – non …