Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

Io voto una donna PD

Più donne per l’Europa, perché sono preparate, perché sono assidue, perché fanno bene alla nostra idea di futuro. Il Partito Democratico ha presentato questa mattina le sue candidature femminili al parlamento di Bruxelles, nel corso della conferenza “Io voto una donna PD”. A promuovere l’evento Dario Franceschini, segretario del PD e Vittoria Franco, responsabile dell’area Pari Opportunità. In un periodo di degenerazione dilagante, in cui le candidature sono determinate dal gusto estetico del capo assoluto, Vittoria Franco spiega la scelta dei democratici: “Si e’ parlato troppo di estetica nelle settimane scorse. La nostra discriminante e’ la competenza e la passione. Sono donne che hanno un percorso da amministratrici, nell’associazionismo, nelle professioni. È importante puntare sulle donne in Europa, perché è proprio lì che si gioca la battaglia sulle Pari Opportunità. In pochi ricordano che le donne migliorano l’economia. Si calcola che per cento donne che lavorano si creano 15 nuovi posti di lavoro, quindi se le donne lavorassero quanto gli uomini si avrebbe un incremento del PIL pari al 17,5%. Bisogna mettere in campo politiche …

“Arcigay accusa: «La Carfagna non si occupa degli omosessuali»”

Il ministro per le Pari Opportunità «ha deciso l’epurazione, dai suoi impegni istituzionali, del problema delle discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali e trans». Il presidente di Arcigay, Aurelio Mancuso, accusa Mara Carfagna di essere «gravemente inadempiente» nei confronti delle tematiche lgbt e ne chiede le dimissioni. A sostegno della sua tesi, Arcigay cita il fatto che sul sito del ministero, «dall’elenco dei gruppi particolarmente soggetti a discriminazioni», sarebbe stato cancellato quello delle persone omosessuali e trans. Poi, sottolinea come dal sito sia scomparsa anche la Commissione contro le discriminazioni lgbt, istituita dal precedente ministro, Barbara Pollastrini. La difesa del mnistero Ma fonti ministeriali precisano che la rubrica che conteneva i gruppi particolarmente discriminati era stata cancellata dal sito già ai tempi del precedente governo, e che la Commissione è decaduta per legge con l’interruzione della scorsa legislatura. È vero – riconoscono al ministero – che il ministro Carfagna non l’ha ripristinata. Replica al ministero il presidente dell’organismo, Sergio Lo Giudice: «La Commissione è un organismo tecnico del quale fanno parte nomi importanti come la …

“Amnesty accusa: l’Italia calpesta i diritti umani”, di Umberto Degiovannangeli

«Un anno fa lanciammo un preciso allarme rispetto alla china razzista verso la quale l’Italia si stava dirigendo. A un anno di distanza siamo di fronte a una realtà ormai definita: l’Italia è precipitata nell’insicurezza e sta mettendo a repentaglio l’incolumità di molte persone, oltre alla propria reputazione nel panorama internazionale». E ancora: «Come spesso accade, l’accanimento discriminatorio verso un gruppo piccolo, debole e marginalizzato come i rom è stato solo l’inizio. Ha rappresentato il centro della spirale di disprezzo per i diritti umani che si è andata poi allargando e oggi colpisce sempre più persone». Un j’accuse possente. Una denuncia argomentata. QUADRO A TINTE FOSCHE Un grido d’allarme che va raccolto. A lanciarlo è Christine Weise, presidente della sezione italiana di Amnesty International. L’occasione è la presentazione del «Rapporto 2009. La situazione dei diritti umani nel mondo» e della campagna «Io pretendo dignità» lanciata a livello mondiale da Amnesty. Dagli sgomberi ai respingimenti in mare: l’Italia sotto accusa. Rileva la presidente di Amnesty Italia: «Gli sgomberi delle comunità rom e sinti sono proseguiti in …

Appello in difesa della dignità delle donne

Ho sottoscritto l’appello proposto dalla collega Barbara Pollastrini perchè credo che in questo momento sia più che mai necessario difendere la dignità offesa delle donne. Di seguito ne potete leggere il contenuto. Manuela Ghizzoni   Per il rispetto, per la dignità di tutti. Quanto sta accadendo è qualcosa che ci tocca profondamente e colpisce al di là di una appartenenza politica. Riguarda il senso di noi stesse e quella cultura del rispetto che è parte essenziale di una dignità pubblica femminile conquistata e da tutelare. Quel bene prezioso che è la libertà di ognuna deve essere presidiato da una educazione permanente alla responsabilità della comunità, al rispetto della persona, a partire dalle donne e dal loro corpo, alla responsabilità verso gli altri, le altre. E’ un compito inderogabile per classi dirigenti che sappiano quanto la dignità delle donne, delle ragazze sia condizione per il rispetto di tutti e la premessa di una democrazia non piegata a una regressione civile. Anche per questo le donne non meritano di essere umiliate da leadership che esprimono una cultura …

“La Toscana, i migranti e il primato della persona”, di Adriano Sofri

Il governo pensa che l’immigrazione sia il Problema – e gli immigrati siano solo un trucco per eluderlo. Gli immigrati hanno occhi, bambini, salutano, implorano, annegano. Il governo vigila: la compassione rende deboli. Dice una maestra di Prato: «Quasi tutti i piccoli cinesi lavorano nei laboratori fino a sera e la mattina si addormentano con la testa appoggiata sul banco». Ma è il libro Cuore: «Coretti che si leva alle cinque per aiutare suo padre a portar legna!» – e poi a scuola si addormenta di un sonno di piombo. Ieri Coretti, oggi i piccoli cinesi, domani chissà chi altri: il governo chiude il libro Cuore e richiama al Problema. In quella Prato, per dire, più di un’impresa su quattro (il 27,4%) ha un titolare immigrato! E se gli italiani hanno il cuore debole, non parliamo dei toscani. «Con la più grande soddisfazione del nostro paterno cuore abbiamo finalmente riconosciuto che la mitigazione delle pene… invece di accrescere il numero dei delitti ha considerabilmente diminuiti i più comuni, e resi quasi inauditi gli atroci, e …

“Se le scrittrici sfidano i mullah”, di Vanna Vannuccini

Dalla Nafisi alla Djavann, le donne raccontano soprusi e violenze Iran, quei romanzi contro il silenzio. Il fenomeno è cominciato con “Leggere Lolita a Teheran”. Ora esce “La muta”: l´autrice è esule in Francia. Il passaggio dalla poesia alla prosa è il segno di una emancipazione Il libro è il diario di una quindicenne vittima di una società chiusa e repressiva. «Tra pochi minuti m´impiccano, aiutatemi!». E´ difficile non ricordare le ultime parole di Delara Darabi leggendo il libro di Chahrdortt Djavann, La muta, il diario della quindicenne Fatemeh, condannata a morte per essersi ribellata agli infiniti soprusi di un vecchio mullah e avergli infilato un coltello un gola mentre lui le infilava il suo sesso nella vagina. Una storia di brutalità, disperazione e solitudine quella di Fatemeh e di una sua giovane zia muta, in un povero villaggio dove il mullah è onnipotente. Una impiccagione reale è invece quella di Delara Darabi, 23 anni, mandata a morte dal tribunale di Rasht dopo cinque anni di carcere per un omicidio di cui si era sempre …

“Non solo carità, ma anche diritti”, di Paola Di Nicola

T. H. Marshall nel suo poderoso contributo sulla cittadinanza sosteneva che i diritti sociali sono stati la marca distintiva delle società occidentali del XX secolo: sul riconoscimento di tali diritti si è giocata buona parte dell’evoluzione sociale, politica e culturale delle democrazie occidentali. All’inizio del XXI secolo, conclusasi la fase espansiva dei sistemi welfare, messi alle corde dalla profonda crisi economica, fiscale, culturale e di legittimazione, si sta aprendo uno scenario che deve destare qualche interrogativo sul fronte dell’evoluzione dei nostri sistemi di welfare. In tempi duri per i lavoratori, le lavoratrici e le loro famiglie si riscopre la solidarietà sia orizzontale che verticale. Le famiglie si riaggregano, si uniscono, fanno rete per ottimizzare risorse sempre più scarse: crescono gruppi di acquisto solidale (GAS), si ricorre al microcredito, le banche del tempo conoscono una nuova stagione. Laddove e quando la solidarietà orizzontale non è sufficiente, Chiesa ed enti benefici intervengono con aiuti dall’alto. Molti enti locali (regioni, comuni) hanno attivato interventi di sostegno ai redditi delle famiglie in difficoltà, soprattutto a favore degli occupati che …