Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“Badanti, il welfare che viene dall’est” di Chiara Saraceno

Seicentomila circa iscritte all’Inps, altrettante se non più lavoratrici totalmente in nero, secondo le stime di Acli-colf. Quasi tutte straniere. Se non ci fossero loro, migliaia di famiglie italiane non saprebbero come far fronte ai bisogni di cura dei loro anziani divenuti fragili, parzialmente o totalmente dipendenti. Non perché nelle famiglie sia aumentato l’egoismo e diminuita la disponibilità alla solidarietà intergenerazionale. Gran parte del lavoro di cura nei confronti delle persone parzialmente o totalmente dipendenti, per lo più anziani, è ancora svolto da un familiare, per lo più donna: una moglie, una figlia, una nuora. Ma non sempre questa disponibilità basta. Molte persone che si prendono cura di un anziano fragile sono a loro volta anziane e da sole, spesso, non ce la fanno. Molte figlie e nuore oggi hanno anche un lavoro, oltre alla propria famiglia, cui pensare. Soprattutto, lo squilibrio demografico, di cui tanto si parla quando si discute di spesa pensionistica, si sperimenta direttamente nelle reti parentali. Se un tempo era raro invecchiare avendo ancora i genitori in vita, oggi è sempre …

“Immigrazione, appello dei vescovi: «No alla cacciata e all’apartheid»”, di Orazio La Rocca

«Respingere coloro i quali cercano di raggiungere l’Italia significa ricacciarli sulle sponde africane lungo le strade della fame e della morte che già conoscevano». Nuovo severo richiamo dei vescovi italiani contro la «politica dei respingimenti» varata dal governo italiano. Richiamo a cui fa eco, con analoghe critiche, anche il settimanale Famiglia Cristiana – in un editoriale nel numero oggi in edicola – che nel criticare i recenti provvedimenti legislativi in materia di immigrati lancia l’allarme per la «deriva xenofoba» in cui sta scivolando il nostro paese e accusa quanti in Parlamento hanno fatto del «migrante un nemico per un pugno di voti in più». La nuova critica ai «respingimenti» – in perfetta sintonia con quanto già denunciato sullo stesso tema nei giorni scorsi dal vescovo Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per i migranti – arriva da un editoriale pubblicato dall’ultimo numero del Sir (Servizio informazione religiosa), l’agenzia stampa della Conferenza episcopale italiana. Ne è autore monsignor Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente della Commissione Cei per i problemi sociali e del lavoro, che …

Terremoto: un decreto ancora da migliorare

Dieci sono ancora i nodi prioritari da sciogliere sul decreto legge per l’Abruzzo. Per questo il Pd ha presentato in Senato un pacchetto di miglioramenti all’intervento del Governo che vanno dalla governance, alla certezza delle risorse per gli enti locali, per le persone colpite dal terremoto e per far ripartire l’economia abruzzese. “Il testo reca il segno della nostra battaglia ma presenta ancora vistose lacune. Non condividiamo una impostazione che estromette i sindaci dalla ricostruzione”, ha dichiarato il capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro. Per il Pd “non è accettabile che ai sindaci venga attribuito solo un limitato potere sui centri storici, mentre per tutto il restante territorio e per le altre strutture pubbliche si voglia introdurre un accentramento di poteri e gestione di risorse senza precedenti nei programmi di ricostruzione”. “Siamo vigili e attenti perché non siamo convinti che la copertura del provvedimento sia adeguata”, ha spiegato la Finocchiaro lamentando il fatto che nel testo non ci sia “nulla sui professionisti e le imprese, sul restauro del patrimonio storico, sull’università”. Il modello da seguire è …

“Classe dirigente e coalizioni pro donne”, di Maurizio Ferrera

L’occupazione femminile è ormai entrata nella hit parade dei temi più dibattuti ma l`Italia è ancora il Paese europeo con la più bassa percentuale di donne che lavorano: 47,2% rispetto a una media Ue del 59,1%. Solo l`Emilia Romagna ha raggiunto il cosiddetto obiettivo di Lisbona, superando di poco il 6o°%o. Magra consolazione: le regioni più prospere della Francia o della Germania registrano valori più alti di almeno dieci punti. Se tutta l`Italia si allineasse agli standard europei, le dimensioni del Pil aumenterebbero del sei per cento o più. L` esperienza di molti Paesi mostra che il lavoro delle donne costituisce poi un vero e proprio volano di sviluppo: la torta cresce più rapidamente per tutti. Perché non riusciamo a passare dalle parole ai fatti? Per una sfortunata coincidenza, la maggiore sensibilità pubblica nei confronti del «fattore D» ha coinciso con l`arrivo della crisi. L`attenzione politica si è così spostata verso obiettivi di natura difensiva: aiutare le imprese, sussidiare i disoccupati. È una reazione comprensibile, ma poco lungimirante. Vi sono molte misure che costano poco …

“Europee, vota una donna”, di Vittoria Franco

Ricordando che per le prossime elezioni europee si possono esprimere sino tre preferenze, si invita alla lettura dell’articolo di Vittoria Franco pubblicato su Europa del 16 maggio 2009. «L’Europa è ormai l’istituzione nella quale si gioca la partita più importante dei diritti individuali, della lotta a ogni forma di discriminazione, della possibile convivenza fra diversi e del multiculturalismo. È lì anche il cuore delle questioni che riguardano le pari opportunità fra uomini e donne. Un tema che ha connotato la nascita del Partito democratico e che ci vede impegnati nell’azione politica e legislativa. Sarebbe dunque un controsenso inviare in Europa una delegazione tutta al maschile. Perché questo è il rischio che corriamo. Nella direzione nazionale abbiamo deliberato di dare indicazioni a esprimere almeno una delle preferenze a disposizione a favore di una donna. È un fatto di civiltà politica e di acquisizione di una cultura che riconosce la democrazia paritaria come un valore fondativo. Ma pochi livelli locali stanno seguendo questa regola. Le donne costituiscono il 40 per cento delle liste, sono candidate autorevoli che …

“Professioni, spunta il Valore D. Ecco le scuole per Mrs Manager”, di Cinzia Sasso

Da Fiat a Microsoft: in 14 società una scuola per capi donna. In Italia nei Cda le consigliere sono solo il 4%. Eppure i vertici “in rosa” sono più efficienti. Il progetto prevede l’affiancamento delle dirigenti che hanno qualità per diventare leader. MILANO – Lontana dai partiti, autonoma dalle associazioni, snobbata dal femminismo. La nuova marcia delle donne verso il potere parte dalla imprese: sono quattordici grandi aziende, compresi colossi come Fiat e Microsoft, a proclamare che la donna nobilita il lavoro e a impegnarsi in un progetto che in Italia non si era mai visto: una grande scuola quadri per manager donne destinata a colorare di rosa i vertici, da sempre saldamente in mano agli uomini. Le quote non c’entrano, ma nel più classico stile aziendale ci sono gli obiettivi: far salire dall’attuale misero 4 al 21 per cento la rappresentanza femminile nei luoghi dove si prendono le decisioni. Il progetto ha un nome che ne riassume la filosofia, Valore D, e si basa su una convinzione tutta interna alle logiche del mercato: le …

“Destra, sinistra e il welfare del Ministro Sacconi”, di Elena Granaglia

In molti altri paesi, la crisi attuale è utilizzata come occasione per ripensare e contrastare un modello di crescita, centrato sugli incrementi a breve di reddito, nella sostanziale sottovalutazione della distribuzione di quel reddito nonché dei costi sociali della crescita. Nel nostro paese, il Libro Bianco sul Futuro del Modello Sociale appena presentato dal Ministro Sacconi sembra, invece, compiere il passo opposto. La crisi, con i connessi vincoli di bilancio, lungi dal mettere in discussione il recente modello di crescita, appare l’occasione per sostenere, in modo più esplicito di quanto facesse il Libro Verde, un’operazione largamente ideologica – il Libro Bianco non presenta alcuna evidenza empirica, rimuovendo anche i non numerosi dati presenti nel Libro Verde – di radicale ridimensionsamento di uno stato sociale ritenuto ormai insostenibile e comunque intrinsecamente carente, in quanto lesivo della responsabilizzazione personale e del ruolo dei corpi sociali intermedi. L’operazione appare pericolosa in quanto utilizza valori cari alla sinistra, in particolare alla sinistra moderata, sulla base, però, di una declinazione largamente alternativa rispetto alla declinazione che dovrebbero abbracciare qualsiasi sinistra …