“Badanti, il welfare che viene dall’est” di Chiara Saraceno
Seicentomila circa iscritte all’Inps, altrettante se non più lavoratrici totalmente in nero, secondo le stime di Acli-colf. Quasi tutte straniere. Se non ci fossero loro, migliaia di famiglie italiane non saprebbero come far fronte ai bisogni di cura dei loro anziani divenuti fragili, parzialmente o totalmente dipendenti. Non perché nelle famiglie sia aumentato l’egoismo e diminuita la disponibilità alla solidarietà intergenerazionale. Gran parte del lavoro di cura nei confronti delle persone parzialmente o totalmente dipendenti, per lo più anziani, è ancora svolto da un familiare, per lo più donna: una moglie, una figlia, una nuora. Ma non sempre questa disponibilità basta. Molte persone che si prendono cura di un anziano fragile sono a loro volta anziane e da sole, spesso, non ce la fanno. Molte figlie e nuore oggi hanno anche un lavoro, oltre alla propria famiglia, cui pensare. Soprattutto, lo squilibrio demografico, di cui tanto si parla quando si discute di spesa pensionistica, si sperimenta direttamente nelle reti parentali. Se un tempo era raro invecchiare avendo ancora i genitori in vita, oggi è sempre …
