Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

A cannonate contro l’Onu

Ignazio La Russa attacca l’UNHCR. Condanna da PD e associazioni. Il PD Lampedusa offre la cittadinanza onoraria alla Boldrini. Sarà che gli piace troppo il ruolo di ministro della Difesa, ma ieri Ignazio La Russa ha preso a ‘cannonate’ l’Unhcr, organismo Onu per i rifugiati, e la sua portavoce italiana Laura Boldrini. Poiché l’agenzia da giorni chiede al Governo di restituire ai migranti il diritto a essere identificati e quindi eventualmente a fare domanda d’asilo, per il ministro post(?)fascista l’agenzia “non conta un fico secco e in Italia ed è rappresentato da un’esponente di Rifondazione comunista, la sua portavoce italiana Laura Boldrini è disumana o criminale”. Notizia falsa come conferma lo stesso segretario di Rifondazione nel pomeriggio. Il segretario del Pd Dario Franceschini chiede rispetto per le Nazioni Unite: La Russa, dice, “farebbe meglio a rispettare almeno le organizzazioni internazionali e chi ha speso la propria vita ad aiutare il prossimo”. i. A lui si aggiunge Rosa Villecco Calipari. La senatrice si augura che “alle frasi vergognose del ministro della Difesa contro l’Alto Commissario per …

“Pacchetto famiglia”, di Anna Serafini

La scorsa settimana abbiamo presentato, con il segretario Dario Franceschini e Giuseppe Fioroni, un pacchetto di misure per la famiglia. Esse sono il frutto dell’analisi e delle proposte delle piu’ significative organizzazioni e associazioni e dei gruppi parlamentari del PD, che abbiamo incontrato nell’ultimo mese, da quando mi e’ stata affidata la responsabilita’ del settore Politiche della Famiglia nell’ambito del Dipartimento Educazione. L’insieme delle analisi, da cui sono scaturite poi le proposte, hanno come loro filo conduttore la preoccupazione che, a causa della tradizionale debolezza del nostro welfare e dell’azione del governo, la crisi possa mettere in discussione la tenuta di molte famiglie nell’assolvere il loro ruolo. La conseguenza sara’ il rischio di impoverimento e di esclusione per un numero maggiore di famiglie e la riduzione delle opportunita’, a partire dai loro figli. I governi di centro sinistra di questi anni hanno tentato di invertire la rotta con nuove leggi, spostando piu’ risorse e creando nuovi organismi, come il Ministero della Famiglia. Ma il tempo, brevissimo, non ha consentito di modificare nel profondo una impostazione …

Napolitano: «Adesso basta xenofobia», di Ugo Magri

Il costume politico va scadendo sempre più, constata amaro il Presidente della Repubblica. Ne ha viste tante, però mai finora si era sparso da noi il contagio ben conosciuto altrove, quella «retorica pubblica che non esita a incorporare accenti di intolleranza e di xenofobia» nei confronti degli immigrati. Ecco, invece, il virus arrivare «anche in Italia». Dove «si diffonde». Complice per caso la campagna elettorale, la smania del governo di acchiappare qualche voto in più? Napolitano questo non arriva a dirlo, si ferma un attimo prima perché lungi da lui l’intenzione di scatenare un’altra guerra con Berlusconi dopo Eluana, dopo il braccio di ferro sui decreti, dopo le scintille sulla Costituzione. E nel Palazzo del Quirinale sono categorici: il Capo dello Stato si riferisce a un clima generale, a uno stato d’animo collettivo, e tra parentesi non è la prima volta che manifesta il proprio allarme. Era intervenuto all’inizio del mese, la coincidenza con il voto della Camera sul «pacchetto sicurezza» è del tutto occasionale… Già, perché mentre Napolitano rivolge il suo indirizzo in inglese …

“Medici e presidi obbligo di denuncia”, di Massimo Solano

Le sigle sindacali dei medici, come anche quelle degli insegnanti, non credono alle rassicurazioni e alle alzate di spalle del ministro dell’Interno Maroni. Per loro la situazione è chiara: entrato in vigore il nuovo reato di clandestinità saranno obbligati a denunciare gli extracomunitari irregolari. Una analisi che è condivisa anche da Guido Calvi, penalista ed ex senatore diessino. Presidi, insegnanti e medici ospedalieri temono di essere costretti a fare la spia. Cosa ne pensa? «Che sono preoccupazioni fondate, codice penale alla mano. Prendiamo l’articolo 361 che recita: “il pubblico ufficiale, il quale omette o ritarda di denunciare all’autorità giudiziaria, o ad un’altra autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni, è punito con la multa da euro 30 a euro 516”. L’articolo 362 prevede la stessa cosa per “l’incaricato di pubblico servizio”». E presidi e medici sono pubblici ufficiali? «Certamente. Nell’esercizio delle proprie funzioni sono pubblici ufficiali. Non ci piove. Facciamo l’esempio di un medico ospedaliero: se è in servizio e …

Illustrazione dell’Odg sui ‘presidi-spia’ in aula dell’on. Ghizzoni

Signor Presidente, una delle più gravi eredità patologiche lasciate dal fascismo all’Italia è stata quella del discredito delle leggi, delle leggi fittizie, truccate, meramente figurative, con le quali si industriava di far apparire come vero, attraverso l’autorità del legislatore, ciò che in realtà tutti sapevano che non era vero e non poteva esserlo. Non sono parole mie, signor Presidente, ma di Piero Calamandrei, pronunciate in questa stessa Assemblea sul progetto di Costituzione, in particolare sul titolo II, quello relativo ai rapporti etico-sociali. Si tratta del titolo che di lì a breve avrebbe contenuto l’articolo 34, che sancisce il diritto allo studio e nel quale si afferma, senza alcuna condizione, che la scuola è aperta a tutti. Ebbene, l’argomentazione di Calamandrei mi pare assolutamente adeguata per illustrare l’ordine del giorno in esame, che ha per oggetto il tema dei cosiddetti «presidi-spia» e che siamo costretti a presentare per ottenere finalmente chiarezza su un provvedimento che chiaro non è, perché se da un lato fornisce indicazioni puntuali, dall’altro presenta ancora molte ombre e ambiguità. Infatti, la modifica …

“Il coraggio dimenticato”, di Roberto Saviano

Pubblichiamo la versione integrale dell’articolo di Roberto Saviano uscito oggi da Repubblica Chi racconta che l’arrivo dei migranti sui barconi porta valanghe di criminali, chi racconta che incrementa violenza e degrado, sta dimenticando forse due episodi recentissimi ed estremamente significativi, che sono entrati nella storia della nostra Repubblica. Le due più importanti rivolte spontanee contro le mafie, in Italia, non sono partite da italiani ma da africani. In dieci anni è successo soltanto due volte che vi fossero, sull’onda dello sdegno e della fine della sopportazione, manifestazioni di piazza non organizzate da associazioni, sindacati, senza pullman e partiti. Manifestazioni spontanee. E sono stati africani a farle. Chi ha urlato: “Ora basta” ai capizona, ai clan, alle famiglie sono stati africani. A Castelvolturno, il 19 settembre 2008, dopo la strage a opera della camorra in cui vengono uccisi sei immigrati africani: Kwame Yulius Francis, Samuel Kwaku e Alaj Ababa, del Togo, Cristopher Adams e Alex Geemes della Liberia e Eric Yeboah del Ghana. Joseph Ayimbora, ghanese, viene ricoverato in condizioni gravi. Le vittime sono tutte giovanissime, …

“La grande restaurazione contro i cittadini”, di Stefano Fassina

Insieme alla Grande Recessione globale, c’è la Grande Restaurazione italiana. Con emendamenti chirurgici, portati avanti da mesi, introdotti sottobanco, ma rivendicati ad alta voce nelle assemblee dei diretti interessati, il Governo Berlusconi smonta le principali riforme per la concorrenza realizzate nella scorsa legislatura su input di Bersani: dalla class action, resa impossibile per l’esclusione delle associazioni dei consumatori, alle para-farmacie costrette alla chiusura; dalle professioni riportate fuori da una primissima regolazione di mercato, alle Authority di controllo assoggettate ai poteri di nomina della maggioranza parlamentare; dalle assicurazioni ri-autorizzate all’utilizzo dell’agente monomandatario, alle banche “liberate” dall’onere della portabilità dei mutui (alla faccia di Robin Hood!). In sostanza, la destra “mette le mani nelle tasche degli italiani” e compromette le prospettive di crescita economica del Paese e di occupazione e mobilità sociale per i giovani: un recente studio Banca d’Italia quantifica, per l’Italia, l’effetto a regime delle riforme pro-concorrenza nei servizi in un salto del Pil di 11 punti percentuali, un aumento dei salari reali del 12% e un incremento dell’occupazione di oltre 2 milioni di unità. …