Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“L’odissea di Jumaa K.”, di Gabriele Del Grande

In fuga dall’Afganistan era arrivato in Italia nell’agosto del 2008 nascosto dentro il rimorchio di un camion a bardo del traghetto. Sorpreso dalla forze dell’ordine fu rispedito verso la Grecia sebbene minorenne. Il Governo ha sempre smentito i respingimenti, questa storia ci dice il contrario. Il traghetto della Minoan attraccò a Venezia alle otto del mattino di un giorno d’agosto del 2008. Jumaa K. non ricorda la data. Era la sua prima volta. Dopo mesi di falliti tentativi. Dentro il rimorchio erano saliti tre giorni prima, di notte. Il camion era parcheggiato nel porto di Patrasso. Era bastato aprire lo sportello e fare in fretta prima che tornassero le volanti della polizia. Quando si contarono erano in 15, dieci dei quali ancora minorenni. Le scorte di acqua e biscotti finirono dopo 24 ore. Il sole d’estate rendeva tutto più difficile. Il terzo giorno, finalmente, il motore si accese e il camion si imbarcò. All’arrivo in Italia, il rimorchio venne scaricato dalla nave senza che nessuno si accorgesse della loro presenza. Fu soltanto la sera, intorno …

Ferrovie: una interrogazione delle on. Ghizzoni e Velo per rendere gratuito call-center Trenitalia

Una interrogazione parlamentare del Pd per rendere gratuito il call-center delle Ferrovie dello Stato è stata presentata venerdì 16 aprile dalle deputate democratiche Manuela Ghizzoni e Silvia Velo, che spiegano: “consideriamo del tutto ingiusto che gli utenti del servizio ferroviario debbano pagare per segnalare disfunzioni e disservizi che dipendono direttamente da Trenitalia. La spesa di oltre due euro per avere informazioni e chiarimenti appare inoltre del tutto ingiustificata e per questo, rispondendo alle numerose segnalazioni dei cittadini, abbiamo chiesto al ministro Matteoli di intervenire per rendere gratuito il call-center”.

“Medici, pazienti e quell’ambigua alleanza”, di Sergio Bartolommei*

A proposito del Disegno di legge sul testamento biologico approvato in Senato si è mancato di rilevare un aspetto preliminare che svela il carattere ideologico dell’intero impianto. Riguarda il titolo stesso del DL: «Disposizioni in materia di alleanza terapeutica ecc. ecc». Forse non tutti sanno che l’“alleanza” di cui si parla è quella tra medico e paziente. La formula è accattivante, e a nessuno verrebbe in mente di contestarla: sarebbe come boicottare l’intesa, che si presume ovvia e naturale, tra due amici. Il ragionamento è tuttavia errato, e non solo perché tra amici “si bisticcia” e le intese si esauriscono. In un certo senso si può dire che la bioetica contemporanea è nata dalla trasformazione radicale della relazione medico-paziente. Perno di questo cambiamento è stata la “rivoluzione” del “consenso informato”. Dalla lunga stagione ippocratica, contrassegnata dall’idea che il medico conosce più e meglio del paziente quale sia il vero bene di quest’ultimo, si è passati a vedere nella libertà di scelta del cittadino in fatto di salute e malattia il criterio di liceità degli atti …

“Quando i clandestini erano italiani: il passato rimosso come una colpa”, di Gian Antonio Stella

Quando gli emigranti eravamo noi, non tanto tempo fa, il co­mune di Giaglione, in Val di Su­sa, arrivò a chiedere aiuto alla prefettura di Torino «non avendo più ri­sorse per dare sepoltura ai clandestini che morivano nell’impresa disperata di valicare le Alpi». Ogni notte, scriveva il «Bollettino quindicinale dell’emigrazio­ne » nel 1948, passavano da lì in Francia, illegalmente, «molto più di cento emi­granti ». Erano in tanti, a lasciarci la pelle. «Due o tre al mese, almeno» dice il rap­porto di un agente del Sim, soltanto su quelle montagne dalle quali si scendeva verso Modane. Al punto che il sindaco di Bardonecchia, Mauro Amprimo, fu co­stretto ad affiggere un manifesto per invi­tare le guide alpine (gli «scafisti» della montagna) a essere meno ciniche: «An­che se compiono azione contraria alla legge, sappiano almeno compierla obbe­dendo a una legge del cuore (…) sceglien­do altresì condizioni di clima che non sia­no proibitive e non abbandonando i di­sgraziati emigranti a metà percorso». È uscito un libro, su quella nostra di­sperata epopea. Si intitola Il cammino della speranza (come il …

“I dubbi dei medici cattolici: il sondino non sia un obbligo”, di Simona Ravizza

Medici cattoli­ci, ma fuori dal coro sull’obbli­go di nutrire e idratare artifi­cialmente — sempre e comun­que — i pazienti in stato vege­tativo: «Questi interventi, a volte, non ottengono il fine per cui sono instaurati o sono troppo gravosi per il pazien­te ». Il sondino, insomma, non deve essere un obbligo. È la presa di posizione dell’Asso­ciazione medici cattolici di Mi­lano (Amci), che l’ha messa nero su bianco in un docu­mento presentato ieri all’ospe­dale Policlinico alla presenza del teologo don Antonio Lat­tuada, uomo di fiducia del car­dinale Dionigi Tettamanzi. Una voce controcorrente, soprattutto nella Lombardia del diktat del governatore Ro­berto Formigoni sul caso di Eluana Englaro: «Il personale che procedesse alla sospensio­ne dell’alimentazione e idrata­zione artificiale verrebbe me­no ai propri obblighi profes­sionali », aveva avvisato lo scorso settembre il direttore generale della Sanità, Carlo Lucchina, quando il padre del­la donna in stato vegetativo da 17 anni cercava un luogo per staccare la spina. Mentre è al vaglio del Parla­mento il pluricontestato dise­gno di legge Calabrò sul testa­mento biologico (con il divie­to di sospensione della nutri­zione assistita), …

Vasco Errani interviene sul nuovo Patto della salute in un’intervista a il Sole 24ore

Nessun «Patto per la salute» se non ci saranno «adeguati finanziamenti». E dal 2010 mancheranno almeno 7 miliardi per far girare la macchina del Servizio sanitario nazionale, pena la sua ingestibilità. Inizia così un’intervista rilasciata da Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, al quotidiano “Il Sole 24ore” in merito al nuovo Patto per la salute, a come qualificare la spesa sanitaria e sull’ipotesi tecnica di un taglio dei ricoveri e dei posti letto, confermata ieri dal sottosegretario Fazio. Le Regioni sono pronte a fare la propria parte: “la sfida dell’appropriatezza è fondamentale – afferma Errani – direi cruciale per il futuro del sistema sanitario pubblico. E le Regioni, che in questi anni non si sono certo sottratte alle loro responsabilità, sono pronte a fare la loro parte”. E per quanto riguarda il taglio dei posti letto, Errani spiega:”Tutte le ipotesi per qualificare la spesa vanno ancora discusse a fondo. E riguardano non solo i ricoveri, ma anche, ad esempio, l’uso dei farmaci o l’abuso delle prestazioni specialistiche. Occorre darsi obiettivi di qualità dell’offerta sanitaria, …

«Detassare il lavoro femminile: una spallata positiva per l’economia», di Pietro Ichino

La proposta della detassazione selettiva del reddito di lavoro femminile è di mio fratello Andrea e di Alberto Alesina, ma la condivido totalmente. Come molte altre nostre idee, anche questa nasce da dialoghi e scambi molto intensi nei quali lui insegna a me qualcosa di economia e io forse gli insegno qualcosa di diritto. La proposta che è stata citata è quella della detassazione selettiva, cioè di una detassazione che dia un robusto incentivo al lavoro femminile, in funzione del perseguimento dell’obiettivo di Lisbona, cioè di un tasso di occupazione femminile del 60%. L’argomento economico a sostegno di questa proposta è fortissimo: si osserva che domanda e offerta di lavoro femminile sono molto più elastiche, mediamente, di domanda e offerta di lavoro maschile: quindi cento euro spesi dall’erario per incentivare il lavoro femminile rendono molto di più, in termini di aumento del tasso di occupazione, di quanto non renderebbero se spesi sul lavoro maschile o in modo indifferenziato. L’obiezione che viene mossa a questa scelta è invece essenzialmente di carattere giuridico: «Non è consentito porre …