Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Le 5 proposte del PD per riformare la giustizia

Andrea Orlando, responsabile Giustizia del PD, le pubblica su Il Foglio : verifica dei tempi giusti dei processi, riforma del CSM, una giustizia più semplice. Mi applico ad un esercizio da molti consigliato. Facciamo per un attimo finta che il problema sia solo quello di far funzionare la giustizia. Dimentichiamoci Berlusconi, così come dei suoi processi da aggiustare e delle sue vendette da consumare e partiamo dalla giustizia civile dove, lontano dai riflettori, si consuma quotidianamente un disastro che potremmo definire “muto”. La rilevanza del tema sta innanzitutto nei numeri: le cause attualmente pendenti sono più di 5 milioni con una crescita media annua del 7,5 per cento. Per avere giustizia un cittadino attende anche sette anni e mezzo, passando 20 mesi in tribunale, 54 in Corte di Appello e la restante parte in Cassazione.Una volta giunta la sentenza, questa risulta spesso priva di qualsiasi effetto positivo per chi intendeva far valere un proprio diritto. Sul fronte dell’economia, l’inefficienza del sistema giudiziario compromette in modo serio la competitività del Paese e rappresenta un potente dissuasore …

Bersani detta le condizioni del Pd "Prima cambiamo la legge elettorale", di Giovanna Casadio

Il Pd non starà alla finestra. Però Bersani è scettico sulla stagione riformatrice di cui Berlusconi e il centrodestra vanno riempiendosi la bocca. Davvero il premier vuole le riforme istituzionali? «Andiamo a vedere le carte. Ma a una condizione, cioè che la maggioranza chiarisca se e come cambiare la legge elettorale, partendo dal principio che occorre ridare agli elettori la possibilità di scegliere i propri parlamentari». Questa è la questione «preliminare» per i Democratici. Basta con un Parlamento di nominati, solo così sarà possibile affrontare al tempo stesso i nodi delle riforme. E si può cominciare – aggiunge il segretario Pd incalzando Bossi e i leghisti – dal Senato federale. A meno che non ci si voglia limitare alle chiacchiere, «due sono le riforme su cui c´è ad ora l´intesa tra opposizione e maggioranza, il Senato federale e la riduzione dei parlamentari. Sono inoltre gli unici punti su cui il centrodestra ha detto parole univoche. Vogliamo discutere di questo per fare qualcosa di concreto? Noi siamo disponibili». Niente giochi sottobanco, né inciuci, ma neppure disinteresse …

"L'ideologia che unisce le banche e la Lega", di Tito Boeri

C’è un’altra elezione che si sta svolgendo nel nord del paese in queste settimane e che continuerà fino al 24 aprile. Ci sono molte meno astensione che nel voto amministrativo. Ma non per questo i veri partiti, in questo caso si chiamano patti, contano poco. In gioco il potere economico, più che quello politico. Il candidato di punta questa volta non viene dalla provincia padana, ma da quella laziale ed ha, nel giudizio del Financial Times, uno stile di condotta da Sacro Romano Impero, con tanto di puntelli politici (ha l´appoggio di Giulio Tremonti), pendenti penali e congiure. Si chiama Cesare Geronzi e sarà con tutta probabilità il prossimo Presidente di Assicurazioni Generali. Si tratta di un´elezione vera e propria. Per una volta saranno infatti stati i comitati nomine anziché i salotti buoni a votare. Questo ha reso ancora più evidente l´intreccio di poteri, meglio l´incrocio di partecipazioni, su cui si regge il capitalismo del Nord, la Galassia del Nord, efficacemente narrata da Massimo Giannini su queste colonne. È un intreccio talmente complesso che è …

La Lega porta i sindaci in piazza «Il patto di stabilità ci ostacola»

Sì da 400 primi cittadini: al prefetto le fasce tricolore. Milano non c’è. I sindaci lombardi ci riprovano: stamattina alle 10 saranno in piazza, prima per un faccia a faccia con i cittadini, poi in corteo fino alla prefettura di Milano. Un breve corteo: pochi minuti a piedi separano piazza San Babila, luogo del concentramento, da Palazzo Diotti in corso Monforte, dove alle 11 saranno consegnate simbolicamente le fasce con il tricolore al prefetto Gian Valerio Lombardi. Così avevano fatto alcuni primi cittadini nell’autunno del 2004, sempre contro il patto di stabilità. La differenza è che allora a muoversi fu una delegazione di piccoli comuni, quelli sotto i cinquemila abitanti, oggi la protesta non ha confini né colore politico e ai piccoli si sono aggiunti i grandi. Le adesioni hanno continuato ad arrivare per tutta la giornata di ieri alla sede dell’Anci regionale, dove era in corso una riunione del gruppo di presidenza. Le previsioni dicono che potrebbero essere presenti, stamattina, da trecento a quattrocento sindaci. Dei capoluoghi di provincia, quattro non saranno rappresentati: Milano, …

"Il rispetto della Costituzione e il cappotto del Presidente", di Michele Ainis

La legge sul legittimo impedimento può piacere o non piacere. Diciamolo senza troppi giri di parole: a noi non piace. Il bilanciamento fra le esigenze processuali e quelle di governo avrebbe potuto trovare un equilibrio più soddisfacente. Lo spazio del sindacato giudiziario in ordine alla richiesta di rinvio dell’udienza penale, depositata dalla presidenza del Consiglio, si presta a vari malintesi. Infine sarebbe stato meglio, molto meglio, un esame parlamentare approfondito, senza la camicia di forza del voto di fiducia. Può darsi che in futuro questa legge suoni antipatica pure alla Consulta, ma non è questo il punto. Oggi la questione investe il ruolo del capo dello stato, le critiche o gli applausi per averla promulgata. D’altronde le due tifoserie sono entrate già in azione e non smetteranno troppo presto. E allora diciamolo di nuovo senza infingimenti: sbagliate bersaglio, c’è errore di mira. Non tanto perché il presidente sia immune da contestazioni; ci mancherebbe, in democrazia non esistono santini. Quanto perché non è di Napolitano la paternità delle scelte timbrate nella legge. Altrimenti la promulgazione sarebbe …

"Federalismo fiscale, affare da 200 miliardi: si parte dal Demanio", di Roberto Giovannini

Dopo un anno dal varo la legge voluta dalla Lega non riesce a decollare. Subito la spartizione degli immobili, tasse rinviate all’autunno. La riforma fiscale federale? Un cantiere che si può definire appena avviato, e il cui traguardo – la realizzazione di un sistema efficiente e funzionante di finanziamento per via tributaria di Regioni, province e Comuni – è ancora lontanissimo. La riforma approvata in Parlamento un anno fa stabilisce certo i «paletti» del futuro sistema, che definirà le risorse con cui le autonomie locali finanzieranno le molte funzioni di cui già godono. E soprattutto sosterranno una buona parte dei circa 215 miliardi di euro che già oggi le autonomie locali spendono ogni anno, e senza «responsabilità». Ma come spiega Enrico La Loggia, il presidente della «bicameralina» composta da 15 deputati e 15 senatori che dovrà dare un parere sui decreti attuativi predisposti dal governo, «il percorso è appena all’inizio». Per adesso è arrivato il primo testo, quello sull’attribuzione dei beni del Demanio e del patrimonio finora in mano allo Stato centrale. Caserme, immobili, spiagge, …

Basta chiacchiere, ora riforme vere

Bersani a tutto campo a Otto e mezzo: “Si parta da un piano anticrisi che aiuti la gente. Poi si facciano riforme vere: se a destra accettano siamo disposti a votare domani per Senato federale e taglio dei parlamentari”. Sulla legge elettorale: “Se non cambia obbligatoriamente sceglieremo i parlamentari con le primarie”. E sul presidenzialismo: “Se Berlusconi ci vuole come il Sud America anni ’70, diciamo no!”. “Se le riforme servono a risolvere i problemi del paesi noi siamo a discutere se invece si tratta di risolvere le aspettative di Berlusconi non ne vale la pena. Penso anch’io sia ora di voltare pagina, non so se lo pensa Berlusconi”. È solo la prima stilettata di un Pier Luigi Bersani a tutto campo, ospitato da Lili Gruber a Otto e mezzo. Rispondendo alle domande della giornalista di La 7, e dell’intervistatore d’eccezione Diego Bianchi, il segretario PD traccia un quadro che a dalle riforme istituzionali, al federalismo, alle recenti elezioni regionali. Riforme: basta con le chiacchiere del governo. Bersani si rivolge a Umberto Bossi e Silvio …