Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Un anno perduto. Ricostruzione: la scelta sciagurata dei «due tempi», di Vittorio Emiliani

Una strategia sbagliata dietro il fallimento della fase di ricostruzione e l’abbandono del centro storico. Ascolto il prefetto dell’Aquila che esorta a non contrapporre «due curve: una che dice tutto va bene e l’altra che dice tutto va male». E’ già un passo avanti rispetto alle trombe suonate a tutto spiano da Berlusconi & Bertolaso a sostegno dell’intervento più straordinario mai realizzato in una zona terremotata a livello planetario. Nell’organizzazione dei soccorsi mi sembra obiettivo osservare che la Protezione civile – grazie anche ai Vigili del Fuoco, di cui non si parla quasi mai, e dei volontari – ha operato con efficacia e solerzia. Qui mi fermo. Sul piano, infatti, dei ricoveri e ancor più dei recuperi e dei restauri, o si sono ripetuti vecchi errori, o si sono volute attuare misure «nuove» che peseranno per decenni sui centri storici, sul loro territorio e paesaggio, a partire dall’Aquila. Chi dice queste cose viene accusato dal potente Guido Bertolaso di «buttarla in politica». E l’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari, vede nel «popolo delle carriole» chi «vuol creare …

"La grande riforma di Arlecchino", di Michele Ainis

Messe in archivio le elezioni, la politica ha ripreso a trastullarsi col suo gingillo preferito: le riforme costituzionali. Non è una novità, sono trent’anni che ci giriamo attorno. Nel frattempo abbiamo sfogliato tutti i petali di questa margherita, dal presidenzialismo al cancellierato, dal neoparlamentarismo al premierato. Ora è il turno del semipresidenzialismo in salsa francese, evocato a gran voce dalla Lega. Neanche questa è una prima assoluta, benché pochi ne serbino memoria. Un mercoledì di giugno del 1997 la Bicamerale di D’Alema lo scelse infatti come futuro sistema di governo, sia pure in modo alquanto accidentale. Era accaduto che i commissari della Lega, che da quattro mesi ne disertavano i lavori, si presentassero compatti al voto conclusivo, rovesciando la maggioranza favorevole alla premiership. Un’imboscata, ma alla fine tutti si dichiararono contenti, tanto per noi italiani ciò che conta è una bella targa straniera sul modello di riforma, francese o inglese fa lo stesso. Sta di fatto che in Francia il semipresidenzialismo esprime precisi connotati. In primo luogo, nel 1958 venne imposto da De Gaulle con …

"La lega e la politica del doppio binario", di Nadia Urbinati

Almeno tre sono stati gli esiti negativi delle recenti elezioni regionali: flessione di partecipazione, riconfermata debolezza del Pd, e deludente performance di chi ha voluto trasformare la campagna elettorale in un lotta ringhiosa e vuota di argomenti politici. Con l´enorme impiego di mezzi e uomini profuso dal presidente del Consiglio ci si sarebbe attesi una vittoria dilagante del suo partito, una valanga di voti. Ma così non è stato. Il centrodestra ha vinto grazie alla Lega non al Pdl. Questo è certamente il dato più importante di queste elezioni regionali, ed è speculare alla debolezza strutturale del Pd: la crescita della Lega al Nord, una crescita forte. Una crescita maturata a spese tanto dei suoi naturali avversari quanto dei suoi alleati di governo. Una crescita che, come ha suggerito Ezio Mauro su questo giornale, pare destinata a continuare e che deve fortemente preoccupare la sinistra, soprattutto in quelle aree immediatamente a sud del Po, quelle tradizionalmente rosse dell´Emilia-Romagna. Perché qui si gioca la partita del futuro non solo o tanto del Pd ma della natura …

"Aiuti alle imprese e scudi fiscali, così il Carroccio conquista il Nord", di Tito Boeri

Come mai il mondo dei piccoli imprenditori, dei lavoratori autonomi e degli artigiani che, secondo le indagini del Corriere della Sera doveva essere sul piede di guerra, ha tributato un plebiscito alla Lega? Un partito che ha sostenuto un governo imbelle di fronte alla crisi più pesante del dopoguerra, che ha assistito alla distruzione di più di 300.000 lavori autonomi, a un incremento del 16 per cento del numero di fallimenti di piccole imprese. Un partito che ha lasciato aumentare ulteriormente la pressione fiscale. Come ha fatto allora la Lega a ottenere percentuali bulgare nel Trevigiano e nel Vicentino? Ci sono almeno tre spiegazioni. Prima spiegazione: leggo in molti commenti sul dopo voto che d´ora in poi la Lega sarà determinante nell´azione di Governo, ma la verità e che ha già pesato tantissimo sulla politica economica dell´esecutivo. Ha già strappato molte concessioni per i gruppi da lei rappresentati. La Cassa Integrazione in deroga, pagata da tutti i contribuenti e non dalle imprese ed erogata con discrezionalità quasi totale della politica, è, dopotutto, un´invenzione della Lega. …

"Il vento vandeano da Torino a Treviso", di Eugenio Scalfari

Se vogliamo guardare al futuro dopo lo scossone elettorale le questioni sono due: il destino delle riforme e l´andamento dell´economia. Ma poiché entrambi questi temi sono condizionati dalla politica e dai rapporti di forza emersi dalle elezioni della scorsa settimana, i risultati del 29 marzo non possono essere archiviati come cosa nota. Pesano sul futuro, sui comportamenti dei protagonisti e sugli umori della società. Perciò dobbiamo esaminarli con cura e al di fuori della propaganda di parte, rileggendo i numeri emersi dalle urne e cavandone un significato. Comincerò dalla Lega, che politicamente è il partito vincitore. La sua vittoria politica è indubitabile: non governava nessuna Regione ed ora ne governa due; in Veneto ha largamente superato il Pdl; il Nord padano è saldamente guidato dal centrodestra e in particolare dalla Lega che può vantare anche una penetrazione inquietante in Emilia. Alla vittoria politica non si è però accompagnata una vittoria elettorale in termini di cifre assolute. Gli elettori della Lega infatti sono stati due milioni e 750 mila; nelle europee erano stati due milioni e …

Dopo il record di critiche da Cota e Zaia retromarcia sulla RU486

Tutti contro la crociata leghista: PD, governo, medici. Agostini: “Più fondi ai consultori e per le politiche sociali”. Umberto Veronesi: “Sono incostituzionali”. E invece il neogovernatore piemontese è partito dalla crociata contro la somministrazione della pillola RU4486. Per poi tornare sui suoi passi in tempi record, seguito da Zaia e dal vicepresidente in pectore della Lombardia il leghista Andrea Gibelli, che strafà e come denunciato a Filippo Penati, “si spinge anche più in là e dice che la legge 194 sull’aborto ha fatto il suo tempo. Tanto per cominciare, vorrei ricordargli che ogni rappresentante dello Stato è tenuto a rispettare le leggi, non ad eluderle”. E dalla Calabria anche il neoletto Giuseppe Scopelliti si scopre contrario alla pillola. Oggi il senatore PD Umberto Veronesi, il più famoso degli oncologi italiani e presidente dell’Istituto europeo di Oncologia di Milano, scrive in un articolo su la Repubblica che “le dichiarazioni dei neo-governatori di Piemonte e del Veneto sull’intenzione di non distribuire la pillola sono anticostituzionali”. Un bel pasticcio per Cota, così appena partita la distribuzione tutta Italia …

"Il mix di Bossi dai celti alla Chiesa", di Michele Brambilla

Martedì scorso su Il Fatto Massimo Fini ha rivelato un episodio di alcuni anni fa. Una sera a cena, convinto che il momento fosse propizio per una confessione, fece una domanda a Bossi. Umberto, dimmi finalmente la verità: ma tu sei più di destra o più di sinistra?». Bossi rispose: «Più di sinistra, ma se lo scrivi ti faccio un culo così». È un aneddoto che può apparire assurdo, in questi giorni in cui ci si chiede se la Lega non sia diventata un partito cattolico, anzi clericale. E in cui altri invece sostengono, come hanno sempre sostenuto, che è un partito xenofobo di estrema destra, quindi del tutto anticristiano. Insomma che cosa è la Lega? La realtà è molto complessa. Nella battuta di Bossi a Massimo Fini c’è del vero. La Lega ad esempio non è in alcun modo assimilabile al berlusconismo. Chiunque abbia seguito le feste del popolo della libertà e quelle della Lega, o i comizi di Berlusconi e quelli di Bossi, sa bene che fra le due realtà c’è una distanza …