Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Quando il capo non sa vedere", di Adriano Sofri

Primo: non infierire. Ma come si fa? Mettiamola così: ci sono due buone notizie. In Puglia si sono svolte le primarie con un’adesione sentita, e finalmente abbiamo il candidato. A Bologna il sindaco si è dimesso, che è proprio la cosa che andava fatta. Tutto bene, dunque. E ora facciamo due chiacchiere. Bersani ha ribadito lealmente il sostegno del Pd a Vendola, caldo di una così larga investitura. E ricapitolando – mi viene sempre questo verbo, mannaggia – le ragioni dell’impegno per Boccia, ha ribadito il proposito di guadagnare adesioni fuori dai confini della sinistra, dentro i quali invece è destinata a restare la candidatura di Vendola. Una prima obiezione possibile riguarda la riduzione della ricerca di consensi cosiddetti moderati all’alleanza con l’Udc. Tanto più quando non ci si misuri con tempi tagliati e fronti uniti, come sarebbe stato se Berlusconi avesse imposto elezioni politiche anticipate. L’obiezione maggiore è un’altra: e cioè che i dirigenti del Pd commettono un serio peccato di appropriazione indebita quando parlano del “proprio” elettorato, dei “proprii” suffragi già acquisiti e …

Alleati dei cittadini, alternativi alla destra

La campagna elettorale del Partito democratico per le elezioni regionali si concentrerà su “una battaglia legata all’agenda degli italiani”, contro le “favole” raccontate dal governo. Così Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, riassume alcuni dei temi trattati nella sua relazione alla Direzione nazionale dei democratici conclusasi poche ore prima. “Abbiamo avuto una discussione aperta e positiva: non mi pare si debba parlare di rinvii e di scontri ma di una discussione per proiettare il partito agli appuntamenti politici che abbiamo di fronte, a cominciare dalle regionali. In questa battaglia vogliamo sollevare con forza i temi della condizione reale dei cittadini italiani e combattere le favole che dicono che stiamo meglio degli altri e che la crisi è alle spalle. Vogliamo combattere questo meccanismo quotidiano di distrazioni di massa, di balle libere che vengono lanciate ad esempio sul fisco”. Secondo il segretario, i temi da porre sono quelli “del lavoro per i giovani, dei redditi che vengono colpiti, dei consumi che calano, dei prezzi che crescono, dei rischi che il paese rimpicciolisca. Non vogliamo fare le …

Ingroia: "La morte breve di molti processi", di Natalia Lombardo

Il rischio? Zero intercettazioni, altro che italiani tutti sotto controllo». Antonio Ingoia, procuratore aggiunto di Palermo, all’Assemblea nazionale di Articolo21 ad Acquasparta ha sfatato la vulgata su un’Italia supercontrollata. Lo scrive anche nel libro C’era una volta l’intercettazione (edito da Stampa Alternativa): «Gli italiani intercettati sono tra i 10 e i 20mila, e non 3 o 4 milioni come hanno detto un anno fa Il Giornale e il ministro Alfano» facendo una media sui 130mila decreti di autorizzazione, senza contare però che ogni intercettazione necessita di un decreto da rinnovare ogni quindici giorni. E nel disegno di legge Alfano, che Ingoia chiama «controriforma», lo stabilire che servano «gravi indizi di colpevolezza» (quando il reato è già stato individuato) e non più «gravi indizi di reato», porta «all’azzeramento delle intercettazioni, ambientali e telefoniche, che hanno risolto tante inchieste di mafia». In questa tre giorni si è parlato tanto di difesa della Costituzione. Secondo lei è in pericolo? «Da tempo la Costituzione è sotto attacco in alcuni snodi fondamentali. L’autonomia e l’indipendenza della magistratura è da anni …

Bersani: "Non ci chiuderanno in una riserva indiana", di Federico Geremicca

Dice: «Io so cosa vorrebbero: chiuderci in una sorta di riserva indiana. Immaginano che alle prossime elezioni noi si sia già contenti di vincere in tre o quattro regioni, così che loro possano tenerci imprigionati lì, deboli e controllati. Ma se è questo quello che immaginano, rifacciano i conti, perché non andrà così e nella loro riserva indiana noi non ci finiremo». Sarà che la mattinata è cominciata com’è cominciata – e cioè con le prime pagine dei quotidiani che stampano l’ennesima inchiesta giudiziaria su Silvio Berlusconi, con tutto quel che segue – fatto sta che Pier Luigi Bersani sembra essersi davvero stufato: e in questo colloquio – a tre mesi dalla vittoria nelle primarie di ottobre – il leader Pd sfodera una durezza inusitata. Sulle questioni delle riforme e della giustizia, per esempio: a proposito delle quali lascia intendere che l’approvazione al Senato del cosiddetto «processo breve» ha segnato un punto di non ritorno nei rapporti con la maggioranza di governo. «Continuo a ricevere inutili sollecitazioni a non cedere su questo o su quello. …

"La filastrocca del complotto", di Giuseppe D'Avanzo

È “una persecuzione e, come sempre, prima delle elezioni”, dice Berlusconi come da copione. C’è qualcuno che ancora può credere che i tempi di un’indagine possano essere regolati sull’agenda politica? Niccolò Ghedini, il chierico per eccellenza, finge di crederlo e lo suggerisce. È il primo a uscire allo scoperto. Ghedini indossa molte maschere nel teatro di Silvio Berlusconi. È l’avvocato delle difese corsare che proteggono il presidente del consiglio negli affari milanesi. È il soprintendente, controllore e coordinatore, di un multiforme sistema legale – nazionale e internazionale – che si preoccupa di rappresentare trasversalmente gli interessi di imputati e testimoni che potrebbero mettere nei guai, da Bari a Los Angeles, il capo del governo. È il parlamentare che ispira, sulle questioni di giustizia, i lavori della Camere. È il ministro di giustizia effettivo, anche se in via Arenula non ci mette mai piede: Angelino Alfano è solo l’attor giovane in scena e si può essere Guardasigilli anche da Palazzo Grazioli o Villa San Martino. Di Ghedini sono le sofisticherie, le furberie, i mostri disseminati – …

Con il PD per un riformismo tutto nuovo

Bersani parla alle Acli: “I cattolici devono restare nel PD perchè è da noi che si fanno le cose nuove”. E sul processo breve: “Le leggi salva premier tolgono spazio ai problemi veri”. “A chi mi chiede, ‘se noi andiamo con l’Udc, perché i cattolici non possono andare nell’Udc?’, rispondo che e’ da noi che si fa la cosa nuova, quella che non si e’ riusciti a fare prima e di cui il Paese ha bisogno”. Pier Luigi Bersani coglie l’occasione della commemorazione dell’ex presidente delle Acli Livio Labor, per ribadire il legame che unisce il PD tanto all’area cattolica quanto all’area socialdemocratica. “Il tentativo di Labor – ha spiegato il segretario – cattolico ma poi senatore con il Psi, di collegare i movimenti alla politica, di avere delle novità, e’ un tema ancora non risolto. E’ altroché attuale mettere la politica in relazione con i cambiamenti”. Il patron delle Acli spese la sua vita nel tentativo di dare risposte a domande che sono ancora oggi nell’agenda del PD: “il superamento del collateralismo, un sistema …

"Così le 'ndrine marcano il territorio", di Marcella Ciarnelli

Una Marea nera. Una vecchia Fiat con il finestrino abbassato. E’ parcheggiata nei pressi dell’area super sorvegliata dell’aeroporto di Reggio Calabria da cui il presidente della Repubblica lascerà di lì a poco la Calabria. Risulterà rubata da alcuni giorni. La segnalazione “da fonte confidenziale” arriva ai carabinieri in una mattinata di pioggia. Scatta l’allarme. Un finestrino è abbassato. Dentro c’è un arsenale. Due fucili semiautomatici da caccia calibro 12, con le canne tagliate. Sotto il sedile del guidatore due pistole, una calibro 7.65 ed una 38 a tamburo, e due ordigni rudimentali, uno composto da un tubo di una trentina di centimetri e largo 12 ed un altro di 15 centimetri per 12, collegati con una miccia a lenta combustione, e tre passamontagna di colore verde. Nel bagagliaio, inoltre, è stata trovata una tanica da due litri con liquido infiammabile con attaccati fiammiferi antivento. In città c’è il presidente. È noto a tutti. La sua è una presenza che non passa certo inosservata. La città è stretta nella morsa del traffico ogni giorno. Lo è …