Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

“Basta sacrifici, si allenti il rigore la Ue dia più tempo a tutti i Paesi”, di Eugenio Occorsio

«Sta maturando a livello europeo una consapevolezza: inseguire il deficit giorno per giorno porta solo a misure controproducenti, che alla fine questo deficit lo aggravano. È un cambiamento di mentalità, ha richiesto tempo, però alla fine ci stiamo arrivando. Il consolidamento fiscale è necessario, ma sui tempi si può finalmente discutere». Pier Carlo Padoan, vicesegretario generale e capo economista dell’Ocse, conferma che gli elementi per la ripresa dell’Eurozona sono ormai tutti in ordine e che è questione di mesi, purché però non ci si faccia male da soli. «Intendiamoci: bisogna mantenere gli obiettivi di natura strutturale perché solo dalle riforme viene una crescita solida e duratura, ma i tempi con cui questi obiettivi vanno raggiunti possono essere allungati. Una dilazione è già stata concessa ad alcuni Paesi come Grecia e Portogallo: l’Ocse chiede che questa possibilità sia generalizzata a tutta l’area euro». Italia compresa? «Certo. Il nostro Paese sta già raggiungendo un obiettivo molto importante, quello di uscire dalle procedure per deficit eccessivo aperte nel momento più difficile della crisi. Ora potrà chiedere di entrare …

"Quelle offese intollerabili", di Gabriele Muccino

Caro direttore, sarà perché mi trovo a Los Angeles e l’Italia appare diversa, forse più a fuoco, quando è osservata da lontano, ma il giorno in cui in parlamento è stata affondata la candidatura di Prodi alla presidenza della Repubblica ho notato come uno stridio assordante la maglietta che l’onorevole Alessandra Mussolini indossava con gusto da strapaese, con sopra la scritta a pennarello “Il diavolo veste Prodi”. Quella maglietta mi è suonata così stonata sul corpo di chi non ha mai, in circa vent’anni di politica, preso la pur minima distanza dalla storia del fascismo che ho sentito l’urgenza di scrivere qualcosa. Il limite di sopportazione di ciò che viene detto e fatto in Parlamento da chi rappresenta lo Stato e gli italiani sta visibilmente per scoppiare e travolgere l’intero paese. Gli italiani sono i più bravi al mondo ad assolversi dalle proprie colpe e a guardare dall’altra parte pretendendo che il passato si dilegui. Purtroppo il passato non va via. Anzi, ce lo portiamo dietro come un bagaglio, un karma invisibile che determina come …

"Il potere del Quirinale", di Claudio Tito

Lo psicodramma del Pd vissuto in diretta streaming non è solo la crisi di un partito. Rappresenta certamente la débâcle di una classe dirigente e di un modello rappresentativo che non riesce più a intercettare alcuni settori dell’opinione pubblica. Ma soprattutto costituisce lo smarrimento di un intero sistema politico. Il risultato elettorale di due mesi fa ne è stata la plastica rappresentazione. Con tre forze politiche sostanzialmente alla pari e ciascuna largamente minoritaria. Persino la sorpresa grillina si sta rivelando incapace di offrire uno sviluppo concreto alle proposte avanzate in campagna elettorale e urlate da una base che voleva in primo luogo “rottamare” la classe politica che ha governato il Paese negli ultimi venti anni. Dinanzi ad una debolezza tanto manifesta, il nostro sistema istituzionale sta rispondendo cercando di colmare quel vuoto. Come sempre accade in politica gli spazi lasciati liberi vengono sempre riempiti. Da altre forze politiche o, come in questo caso, da una figura “terza”. La crisi dell’intero sistema politico si sta affidando all’unico punto di riferimento democratico e autorevole che il Paese …

"Il cambiamento? È salvare l’Italia", di Alfredo Reichlin

La cosa che più fa male – e sulla quale bisognerebbe concentrare l’attenzione – è che il Pd così com’è (e quindi la sinistra italiana reale così com’è) non si è mostrato in grado di guidare l’Italia in un passaggio davvero cruciale della sua vicenda nazionale. Un Paese che non ha futuro se non riesce a collocarsi tra i costruttori di una nuova potenza europea. Qui sta la sconfitta del suo gruppo dirigente. Una sconfitta molto amara ma senza appello. E tuttavia tale – essendo quella la posta in gioco – che nessun altro, nel campo democratico, ha vinto. Cerco di capire cosa sta succedendo guardando alla realtà prima ancora che al partito. Lo confesso, io non riesco a spiegare tutto con gli errori di Bersani e con la debolezza e le contraddizioni irrisolte del Pd (ho tanto scritto, come nessun altro, su queste cose). Magari. Purtroppo c’è altro. C’è un grado estremo di logoramento del rapporto di fiducia tra i cittadini e i partiti. C’è un inquinamento morale della politica che è alimentato non …

"Flop M5S: voti virtuali e batosta in Friuli", di Sara Ventroni

La solenne rampogna di Napolitano è stata accolta con sincera contrizione. La classe dirigente è in castigo. Al letto senza cena. Bando alle moine, ora si procede a consultazioni lampo. Gli unici a tenere il muso sono i ribelli Cinque Stelle. Durante il discorso del presidente ostentano indifferenza con il mento in alto, sempre rivolto a Beppe Grillo. Mentre il Pd si sottopone a una perizia psichiatrica nazional popolare, contando le identità multiple sul lettino dell’analista (ex Ds, ex Margherita, ex bersaniani, neo-renziani, dalemiani, popolari, liberi battitori, falchi tiratori e Pippo Civati), mentre il Pdl sorride fingendo di avere la coscienza a posto, il Movimento pentastellato mette sotto processo il senatore ciociaro Marino Mastrangeli, reo di aver partecipato a trasmissioni televisive con la Costituzione in mano e i fari luminescenti di Barbara D’Urso a sbiancare il sorriso. Troppo facile, ora, citare Marx, e la tragedia che si ripete in farsa. E però mai, come stavolta, andando con la mente ad altri momenti funesti della Repubblica, ad altri processi in nome del popolo, gli apici spuntanti …

"La priorità è un sussidio al lavoro", di Tito Boeri

È probabile che un governo di coalizione fra Pd, Pdl e Scelta Civica ottenga il voto di fiducia superando lo scoglio dei franchi tiratori. Ma non sarà certo facile per il nuovo governo del Presidente darsi un programma secondo “le priorità e la prospettiva temporale che riterrà opportune”. Il documento dei saggi, che dovrebbe offrire la base di questo programma, non definisce priorità. La sua parte economica formula ben 32 proposte, la cui attuazione richiederebbe almeno due, forse tre legislature. Soprattutto non distingue fra interventi d’emergenza per il rilancio dell’economia, misure congiunturali volte a bloccare la spirale recessiva e interventi strutturali, che vogliono migliorare la competitività del nostro Paese di qui a 4-5, fino a 10 anni. Non manca il buon senso e molte proposte sono condivisibili, ma non c’è una diagnosi che potrebbe guidare una gerarchia di misure e soprattutto dettare la loro scansione temporale. La parte istituzionale non si esprime sulla riforma più importante, il cambiamento di una legge elettorale antidemocratica, per via del premio di maggioranza indipendente dal numero di voti effettivamente …

"Il Pd ritrovi il coraggio", di Guglielmo Epifani

Il Partito democratico vive un passaggio difficile, quanto mai prima. Innanzitutto per i suoi militanti, ed i suoi elettori. Si coglie un po’ ovunque delusione, disorientamento, e anche rabbia. Di fronte a questo quadro il primo dovere è quello di aprire sedi di confronto, di discussione in tutti i circoli e nei luoghi di aggregazione. Dove questo è avvenuto in queste ore, i segnali dicono che il clima migliora, anche quando il dissenso resta. È inutile girarci attorno: pesa troppo la doppia sconfitta – del voto e del progetto politico del governo di cambiamento – capace di arrestare il decadimento economico, sociale e morale del Paese. E pesa il modo con cui, votazione dopo votazione, ci siamo resi inaffidabili, intanto verso noi stessi, dividendoci ed esponendo Franco Marini e Romano Prodi a un risultato del quale dobbiamo solo vergognarci. L’elezione di Giorgio Napolitano consente finalmente di mettere al riparo le istituzioni, di rassicurare il Paese stretto dentro paure profonde e di evitare una lacerazione più profonda tra Paese e Parlamento. Una parte del popolo democratico …