Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Paradosso Pizzarotti, un anno di rigore", di Fabio Pavesi

Nel Comune emiliano guidato dai grillini saranno i cittadini a pagare salato il conto della crisi: entrate tributarie su del 20% rispetto al 2012. Lacrime e sangue, altro che decrescita felice o il miraggio di arginare la caduta del Paese con slogan tanto accattivanti, tanto demagogici. A Parma, il Comune governato da quasi un anno dai grillini, saranno i cittadini a pagare salato il costo della crisi. A colpi di tasse alle stelle e rincari dei servizi pubblici. Un rigore teutonico, o meglio “montiano”, per tenere in piedi il bilancio della città. Un paradosso gigantesco per il Movimento 5 stelle che alla prova del governo veste i panni dello spietato tosatore. Le entrate tributarie della città emiliana, cioè le tanto odiate tasse, saliranno quest’anno di 30 milioni di euro in un colpo solo. Un balzo all’insù di oltre il 20% rispetto al bilancio del 2012. E quei 168 milioni di entrate tributarie non sono episodiche. Il trend della pressione fiscale locale resterà su quei livelli fino a tutto il 2015. La parte del leone la …

"Questo paese indeciso a tutto", di Ilvo Diamanti

Non è piaciuta la scelta del Presidente Napolitano, dopo il tentativo di Bersani – senza esito – di formare un governo. L’istituzione di due commissioni di Saggi. Non è piaciuta. Ai principali partiti. (Non solo e non tanto per ragioni di “pari opportunità). Come la ri-legittimazione del governo Monti. Così, per la prima volta dopo il voto, fra le tre principali formazioni presenti in Parlamento, c’è accordo. Nel disaccordo. Contro la decisione del Presidente. Che, effettivamente, allunga questa fase “eccezionale”, per qualsiasi democrazia. Visto che l’Italia, da quasi un anno e mezzo, è governata da un gruppo di “tecnici”, non eletti, ma nominati dal Presidente. Sostenuti, fino a sei mesi fa, da una maggioranza eterogenea. Per necessità. E per emergenza. Per l’impossibilità di trovare una maggioranza parlamentare intorno a un governo. Per la necessità di affrontare l’emergenza economica e politica, interna e globale. E di rispondere agli impegni, di fronte alle autorità finanziarie e alle istituzioni internazionali. Oggi, però, abbiamo un Parlamento rinnovato. Profondamente. Per l’ingresso di nuovi parlamentari. E di una nuova forza politica: …

"Donne e manager. La leva dell’economia", di Antonella Anselmo

Può “misurarsi” lo stato di salute di una democrazia? Con le donne è possibile. Una maggiore presenza di donne nei luoghi decisionali della politica e dell’economia rende più vicino l’obiettivo della parità democratica, intesa come eguale distribuzione dei poteri tra donne e uomini. La conferma è data dall’attuale configurazione del Parlamento e delle Giunte Regionali della Lombardia e del Lazio nonché dal processo di rinnovo dei Consigli di amministrazione delle società quotate e di quelle in mano pubblica. E che su questo tema anche i numeri contino lo scriveva nel 1988 Drude Dahlerup fondando la teoria della massa critica: occorre una data soglia numerica entro gli organismi politici ed economici affinchè la componente femminile possa incidere sui processi decisionali e contribuire ad una rappresentanza, come donne e per le donne, in senso sostanziale. Ovviamente la Dahlerup pensava a donne consapevoli, competenti e soprattutto indipendenti: in altre parole pensava all’empowerment. Alla Conferenza Mondiale ONU tenutasi a Pechino nel 1995 la massa critica e le azioni positive, intese come misure specifiche di promozione e sostegno, vengono individuate …

"Dai crediti-imprese al rinvio della Tares pronti i decreti per frenare la recessione", di Roberto Petrini

Scatta la fase di emergenza anticrisi. Dopo il via libera di Napolitano all’esecutivo Monti per varare «provvedimenti urgenti sull’economia» di intesa con l’Europa e con il «controllo essenziale del nuovo Parlamento », si attende per la prossima settimana un nutrito pacchetto di decreti leggi: lo sblocco dei 40 miliardi dei debiti che lo Stato deve alle imprese; l’allentamento del patto di stabilità dei Comuni; un provvedimento per sbloccare i fondi strutturali europei cofinanziati dallo Stato italiano per 6-8 miliardi. In lista d’attesa anche la proroga della nuova tariffa sui rifiuti Tares che dovrebbe scattare da luglio e della quale da più parti si chiede il rinvio al prossimo anno, oltre al salvataggio di altri 10 mila lavoratori esodati rimasti senza pensione e senza lavoro dopo la riforma Fornero, un provvedimento che arriverebbe in applicazione della legge di stabilità del 2013. Il timing istituzionale prevede di fatto una proroga del governo Monti e si basa sull’ “architettura” creata dai presidenti delle Camere Boldrini e Grasso. Ad accogliere i provvedimenti del governo in Parlamento ci saranno infatti …

"La responsabilità dello stallo", di Claudio Sardo

La Pasqua è per i cristiani la festa della liberazione e della speranza. Ci auguriamo che questi valori contagino la comunità civile, perché l’Italia è avvitata in una grave crisi economica e politica e ha bisogno di guardare oltre il presente, di tornare a progettare un futuro migliore. Ieri il Capo dello Stato ha deciso di congelare le procedure di formazione del governo: i veti impediscono di superare il blocco. E, per quanto grande sia la sua autorevolezza, i poteri limitati dal semestre bianco rendono anch’egli più debole. Di fronte allo stallo Giorgio Napolitano aveva pensato di dimettersi con qualche settimana d’anticipo. Ma il timore che una simile decisione fosse interpretata all’estero, o dai mercati, come un ulteriore segno di destabilizzazione delle istituzioni ha consigliato la dichiarazione di ieri. Il Capo dello Stato resta in carica fino alla conclusione del settennato, e intanto si affrettano le pratiche per la convocazione delle Camere in seduta comune. L’istituzione dei due comitati è irrituale nel mezzo di una crisi, comunque il lavoro è istruttorio. Il prolungamento del governo …

"Dal Porcellum ai cassintegrati piano da Governo d'emergenza per un a task force senza precendenti", di Alberto D'Argenio

Intorno alle quattro del pomeriggio i cellulari iniziano a squillare. Dall’altro capo del telefono c’è il presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano li informa uno ad uno dell’intenzione di nominarli “saggi”. Cogliendo tutti di sorpresa visto che a sceglierli è stato direttamente lui, il Capo dello Stato. Che, nel caso dei politici, ha comunicato i nomi ai partiti di appartenenza a giochi già fatti e poco prima di chiamare i diretti interessati. Alle sei il giro di telefonate è finito e il Quirinale con un comunicato ufficiale svela i loro nomi. Parte così, in un piovoso sabato pomeriggio di Pasqua, la missione senza precedenti dei “saggi del presidente”. Che inizieranno a lavorare subito. Già martedì mattina incontreranno Napolitano per capire i dettagli della loro missione, le modalità e i tempi entro i quali svolgerla. Sono dieci gli uomini ai quali il Capo dello Stato affida il compito di allungare la vita alla legislatura, di provare a sbloccare lo stallo politico e di riavvicinare i partiti su programmi e contenuti nella speranza di riuscire a formare un …

"Il primo voto verrà dallo spread", di Isabella Bufacchi

La luna di miele tra i mercati e la politica italiana rischia di chiudersi bruscamente. Quando il capo dello Stato Napolitano ha fatto riferimento ieri alle «posizioni inconciliabili» dei partiti, a conferma dell’impossibilità di formare un governo, l’illusione di chi – in maggioranza sui mercati – aveva scommesso su un Monti-bis o pseudo-Monti-bis è andata in frantumi. Sulla novità dell’istituzione dei gruppi dei saggi, per portare avanti proposte programmatiche anche sul fronte economico, i mercati ripongono ora la speranza di un’Italia che anche senza un nuovo governo nell’immediato sarà capace di mantenere il passo sul fronte delle riforme strutturali, unica garanzia per poter tornare a una crescita potenziale duratura e sostenibile nel medio-termine per contenere lo straripante debito pubblico. Sorvegliata speciale resta la legge elettorale: andrà cambiata per convincere i mercati che, nel caso di ritorno alle urne in tempi rapidi, il pericolo di un Parlamento appeso (hung Parliament) non si riproporrà. Da martedì, la tenuta del rischio-Italia sarà meno scontata e dovrà essere meritata sul campo. Il BTp a dieci anni è rimasto finora …