Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Grillo, il movimento e le donne", di Giovanni Belfiori

Ieri sera una mia amica mi ha inviato questo sms: “ dammi un buon motivo per non votare grillo ”. Ho deciso che risponderle con un sms non sarebbe stato sufficiente. L’ho chiamata. Più che altro, le dico, dovresti chiedermi quali buoni motivi ci sono per votare Grillo e ti risponderei che non ce ne sono. Intendo veri buoni motivi. Hai letto il programma del M5S? No, non l’ho letto, ha risposto lei. Male, le ribatto, perché avresti scoperto che non è neanche all’altezza del programma di partito che si candida a governare una circoscrizione. Risposta: ma tanto nessun partito rispetta i programmi, questo si sa. Quindi voterai Grillo a scatola chiusa, le dico, senza sapere esattamente quali sono le linee politiche del movimento. E poi, mi spieghi come faranno Grillo e Casaleggio a trovare una sintesi con un elettorato che va dall’estrema destra all’estrema sinistra? Tu sei vecchio! Destra e sinistra non esistono più! E fascismo e comunismo? Razzismo e tolleranza? Dittatura e democrazia? Oppressione e libertà? Queste cosucce esistono o no? Vedi? Tu …

"E' in gioco l’Europa", di Claudio Sardo

È bene che l’Europa e il mondo entrino in questa campagna elettorale. Che si parli di Merkel, di Hollande, di Obama. Che ci si confronti con loro come con le valutazioni dei fondi di investimento asiatici, con le sentenze della Corte di Strasburgo, con i giudizi dell’Europarlamento. E’bene che tutto ciò concorra a formare l’opinione dei cittadini-sovrani, anche se talvolta fingono stupore o gridano all’ingerenza persino certe élite che conoscono i danni del provincialismo ma lo coltivano pensando di sfruttarne ancora i vantaggi. La sovranità non è più una questione esclusivamente nazionale. L’interdipendenza economica, politica, commerciale è una dimensione della nostra civiltà, perché è la condizione di un benessere (oltre che, ovviamente, di limitazioni) a cui non intendiamo rinunciare. È la condizione del nostro modello sociale. L’Italia ha bisogno di un’Europa diversa. Ma ha bisogno dell’Europa. E così l’Europa ha bisogno di un’Italia che torni ad essere un fattore propulsivo e non una zavorra, come è stata negli anni di Berlusconi. Alla prossime elezioni è questa la vera, decisiva posta in gioco. Mai come questa …

"Il paese e l'incubo del cavaliere", di Franco Cordero

Siccome mancano poche ore al voto, parliamo del revenant. Gli avvenimenti sollevano quesiti allarmanti. Diciannove anni fa godeva i favori della novità qualificandosi uomo d’impresa, moderno, liberale d’istinto, franco liberista, senza contare i buoni sentimenti, famiglia, patria, religione, contro i plumbei «comunisti». Qualcosa trapelava: l’irrimediabile volgarità, istrionismi, loquela d’un bugiardo cronico, senonché la politica italiana ha standard accoglienti; disponendo d’una macchina monstre d’ipnosi pubblicitaria, inanella tre vittorie elettorali su avversari dalle idee confuse e litigiose. Quante risorse d’imbonitore abbia, consta dalla rimonta 2006, dopo cinque anni d’impudente governo a suo profitto. Ormai è partita a carte scoperte: la platea sa chi sia, incallito nella frode, falsario, corruttore, megalomane, negromante del plagio televisivo, statista da cabaret con effetti postribolari; nell’ultimo esperimento elettorale i milanesi gli voltano la schiena. Persino il Corriere della Sera usa parole dure. Costretto a dimettersi, lascia l’Italia in bolletta. Tre mesi fa lo davano buonanima, anche a corte: quando s’è ricandidato, il commento era: «Torna la mummia»; ma appena chiama, scattano riflessi mercenari. Lo spirituale Angelino Alfano, designato erede (per gioco), aveva …

"La sindrome tedesca", di Andrea Bonanni

Ragioni di opportunità avrebbero dovuto sconsigliare Monti dal proporsi come esegeta dei pensieri privati e dei desideri inespressi di Merkel sulla politica italiana. Già è accusato, ingiustamente, di essere il portavoce della Germania. La sua interpretazione degli auspici della Cancelliera sull´esito delle elezioni di domenica rischia di dare credibilità a questa interpretazione, sminuendo così le ragioni reali e autonome delle scelte politiche del Professore. E lo espone alle inevitabili smentite di Berlino. Lui stesso, del resto, sembra essersene reso conto. Detto questo, è fin troppo ovvio che la leader indiscussa dei conservatori europei non possa essere felice all´idea di una vittoria della coalizione di sinistra in Italia. Ma è altrettanto ovvio che la Merkel, molto più di una vittoria di Bersani e Vendola, teme un successo di Berlusconi e di Grillo. Se così non fosse, non si spiegherebbe il plateale ripudio di Berlusconi che l´ultimo vertice dei leader Ppe ha messo in scena invitando proprio Monti a raccontare come e perché il Pdl lo avesse pugnalato alle spalle. Si è giustamente detto e ripetuto che, …

"Miguel Gotor (Pd): Dialogo obbligato con i grillini, ma i 5 Stelle dovranno staccarsi dal loro guru", di Wanda Marra

Sono più curioso dei 5 stelle che dei grillini”. Usa una battuta Miguel Gotor, capolista del Pd in Senato in Umbria, ma soprattutto storico e intellettuale di riferimento di Bersani, per spiegare l’atteggiamento con cui i Democratici si aprono al dialogo con lo stesso movimento il cui leader attaccano continuamente. Professor Gotor, cosa vuol dire fare scouting tra i grillini? Dopo le elezioni, “esplorare” la qualità e il senso di responsabilità della loro rappresentanza parlamentare, verificando nel merito le posizioni. Voi sperate – come Bersani ha fatto capire – che ci sarà una distinzione tra loro e il loro leader? Lo capiremo nei primi mesi di attività parlamentare. Grillo è un guru che gioca allo sfascio e il suo protagonismo è una delle manifestazioni della crisi del berlusconismo. Ma i deputati del Movimento 5 stelle hanno il diritto e il dovere di essere valutati per i loro comportamenti. Dovranno eleggere i loro capogruppo, fare dichiarazioni di voto, assumersi responsabilità e questo sarà un bene: inizia una nuova fase di quel movimento. Peraltro Grillo ha già …

"Se all’estero l’Italia resta un rompicapo", di Cesare Martinetti

Berlusconi è come Houdini, un «illusionista», scrive il quotidiano israeliano «Yediot Ahronot». Grillo invece è certamente l’uomo «più divertente d’Italia» ma anche un «estremista molto pericoloso» sentenzia il «Financial Times». Gli stranieri che con sprezzo del pericolo osservano da vicino le elezioni italiane oscillano tra questi due interrogativi: ma davvero Berlusconi può tornare al governo? E l’altro: Grillo chi? Un comico? La risposta alla prima domanda è un’invocazione: no, please. Alla seconda, lo sgomento: com’è possibile? Ecco, ci risiamo con l’Italia rompicapo, una politica incomprensibile per chi è abituato a schieramenti chiari, due, tre partiti al massimo, una lotta politica che si fa sui contenuti dei programmi, un confronto tra leader che avviene in pubblico, faccia a faccia in televisione, candidati premier che se perdono si ritirano. Tutti molto più giovani dei nostri. Obama (52 anni) ha battuto a novembre Mitt Romney che ne aveva 65, François Hollande (58 anni) ha superato l’anno scorso Nicolas Sarkozy (57). A Londra David Cameron, premier britannico, è entrato al numero 10 di Downing street a 44 anni. Angela …

"L'inganno del cavaliere", di Gianluigi Pellegrino

Qualsiasi comune cittadino procurasse analogo disordine pubblico farebbe fatica a passarla liscia con la legge. In sede civile e forse anche in quella penale. Le contestazioni non sarebbero poche. Dalla tentata usurpazione di pubbliche funzioni al procurato disservizio pubblico, all´artificio e raggiro tipici delle truffe. Non è questione di credulità popolare. Qui è un presidente del Consiglio sino a poco tempo fa, e che lo è stato per ben otto anni negli ultimi dieci, a rivolgersi ai cittadini con forme e modi attentamente studiati per apparire ufficiali e come provenienti dall´autorità statale. Viene da domandarsi se lo stesso Berlusconi sia stato consapevole della gravità della trovata o forse non sia proprio lui a non prendersi sul serio, pronto a guasconeggiare con lo stesso ruolo istituzionale che bene o male ha pur ricoperto per tanti e recentissimi anni. Bene inteso, nessuno vuol togliere a Berlusconi ricandidato il pieno diritto a proporre una misura pur così clamorosa come quella della restituzione di una tassa che lui stesso ha prima introdotto e poi concorso ad anticipare con le …