Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Ma adesso il Pd si riprenda la scena", di Curzio Maltese

In tutte le campagne elettorali, quando i sondaggi indicano un vincitore abbastanza sicuro, questo occupa il centro della scena dei media. Com’è naturale, l’attenzione dell’opinione pubblica si concentra su chi guiderà il governo, sulla personalità del leader e i suoi programmi, lasciando nel cono d’ombra i probabili sconfitti. In Italia sta accadendo l’esatto contrario. Il centro della scena elettorale è fragorosamente occupato dai perdenti designati, Berlusconi in testa. Mentre i probabili vincitori, Bersani e il Pd, non fanno notizia. Il Pd, primo partito accreditato di ampio margine sugli inseguitori, addirittura fa meno notizia non solo di Berlusconi, ma perfino di Monti, di Grillo e di Ingroia, col suo 4 o 5 per cento. Perché? Una parte di responsabilità l’abbiamo noi dei media. Vent’anni di berlusconismo hanno abituato tv e giornali a campagne elettorali dove i problemi reali sono banditi per lasciare il posto a un carnevale di trovate e annunci, un festival di gesti simbolici e battute. Un terreno sul quale il berlusconismo e i populismi nati al seguito sguazzano in allegria. Non saremmo qui …

Bersani: «Solo il Pd corre per governare», di Maria Zegarelli

«Non mi piace come è iniziata questa campagna elettorale tra politicismi e cabaret». Pier Luigi Bersani riflette e voce alta mentre sta per recarsi negli studi di Canale 5 per prendere parte a Italia domanda (in onda quando questo giornale è già in stampa). Chiaro il riferimento ai centristi da una parte e Silvio Berlusconi dall’altra. Non ci sta a farsi tirare per la giacca da chi pretende di occupare palazzo Chigi prendendo meno voti e da chi preferisce fare il matador anziché parlare di programmi seri. «Non ci sto dice a fare campagna elettorale in questo modo, noi del Pd vogliamo parlare al Paese, un Paese dove c’è bisogno di una ricostruzione nazionale». Pensa a Pier Ferdinando Casini, a Antonio Ingroia, a quei «competitor che hanno obiettivi più piccoli, di interdizione» che puntano a sottrarre voti al Pd, o a continuare come il Cavaliere a difendere i propri interessi personali usando le istituzioni. Secondo Bersani il Pd è un’altra la strada che deve seguire in questa campagna elettorale, «perché quello che noi dobbiamo dire …

"Evasione e demagogia", di Massimo Riva

È uno strumento tecnico per rendere più imparziali i controlli sulla fedeltà fiscale dei contribuenti. E invece, sotto la pressione della campagna elettorale, il redditometro è diventato innanzi tutto un test per misurare l’affidabilità della classe di governo. Con risultati disastrosi sul piano di quel minimo di decenza che dovrebbe esserci nel rapsua fra il principe e i sudditi. Ne disconosce la paternità Silvio Berlusconi che pure, insieme a Giulio Tremonti, aveva gettato il primo seme legislativo della contestata creatura. Ma anche chi lo ha appena dato alla luce, Mario Monti, lo rigetta quasi fosse frutto non di una scelta consenziente ma di una violenza subita contro la propria volontà. Si fa presto a citare le sagge parole di De Gasperi quando diceva che il politico si distingue dallo statista perché l’uno guarda alle elezioni e l’altro al futuro del paese. Alla prova dei fatti (e delle urne) non c’è scampo: la cattiva moneta berlusconiana sta scacciando anche quella sedicente buona spacciata finora dai cosiddetti ‘tecnici’. Una simile regressione del dibattito politico lascia francamente sbalorditi …

"Mangiatoie padane", di Gad Lerner

Maroni nega qualsiasi relazione con le cooperative degli allevatori “splafonatori” delle quote latte, già condannate per aver sottratto all’erario svariate decine di milioni di euro. Strano perché l’unica visita effettuata da Umberto Bossi all’arcinemico Monti, l’8 febbraio 2012, ebbe lo scopo di perorare a Palazzo Chigi la causa di queste cooperative fuorilegge, rimaste prive di copertura politica dopo la caduta del governo forzaleghista. In loro soccorso già si era svenata Credieuronord, la banca del Carroccio poi salvata dal duo Fazio-Fiorani quando era ormai sull’orlo del fallimento. C’è poco da menare scandalo, dunque, se la Guardia di Finanza fa ritorno nella sede di via Bellerio a nove mesi dalla scoperta delle malversazioni in cui era coinvolto l’intero “cerchio magico” del movimento. L’odore di stalla è ancora il più lieve, rispetto alle pestilenziali esalazioni dei bilanci leghisti che ammorbano la Lombardia, dai rimborsi a piè di lista del banchetto nuziale fino ai buoniperl’acquistodielettrodomestici distribuiti al Senato. Sempre attingendo a fondi pubblici. La schiera dei don Rodrigo, ciascuno con i suoi famelici bravi, che ha occupato per un …

"La forza della Costituzione", di Gianluigi Pellegrino

La funzione di garanzia che la Costituzione assegna al capo dello Stato non gli attribuisce solo il diritto, bensì il dovere assoluto di riservatezza delle sue comunicazioni. E qui il cuore della sentenza che chiude il conflitto. Non è un privilegio della persona, ma garanzia essenziale per il corretto funzionamento del sistema costituzionale e dell’equilibrio dei poteri che il Presidente deve garantire a beneficio delle nostre libertà. L’irresponsabilità politica non solo gli consente ma gli impone di evitare la diffusione delle sue personali considerazioni, e delle quotidiane comunicazioni sino a quando non sfocino nell’esercizio specifico di atti funzionali o pubblici messaggi. Noi cittadini, così come abbiamo il pieno diritto ad esercitare il maggiore sindacato possibile sui soggetti politici dell’ordinamento (a cominciare dal premier), dovendoli giudicare anche nella coerenza tra sfera privata ed atti pubblici, abbiamo un diritto in qualche modo uguale e contrario nei confronti del capo dello Stato. Quello di non conoscere le sue private valutazioni tanto più se inerenti alle funzioni di garanzia che la Costituzione gli assegna. Abbiamo il diritto che il …

"Mai più un'altra Aquila", di Jolanda Buffalini

C’è qualcosa nell’aria, si potrebbe dire parafrasando un film di prossima uscita, «qualcosa di positivo», dice il ministro Fabrizio Barca, ma in un clima di sfiducia su cui pesa un terribile 2011, l’anno dello stallo, l’anno della paralisi conflittuale. Ma è il tempo della «Primavera de L’Aquila». Certezza, sollecitazione, auspicio? La convinzione del ministro è che ci sono ormai le condizioni, un anno di lavoro ha consentito di portare a compimento il cambiamento delle regole e della governance. Quello che, invece, manca, è la consapevolezza «della classe dirigente locale» che, invece c’è, «nell’assemblea cittadina». Il riconoscimento di Barca ai comitati suscita un applauso dal pubblico anche se, continua il ministro, «non basta, se credessimo che è sufficiente cadremmo nell’antipolitica». Si parla della ricostruzione de L’Aquila, nell’Aula magna della facoltà di scienze umane, nell’edificio antisismico da poco inaugurato, limitrofo alla zona rossa, dove il via vai degli studenti dà il senso della vita che riprende. Qualcosa di nuovo effettivamente si sente nella concretezza degli interventi al convegno organizzato dalla Cgil: ci sono Vasco Errani e Susanna …

"Sgravi e congedi, è l'agenda delle donne per le donne", di Maria Silvia Sacchi

«L’Italia non sta utilizzando al meglio una parte importante del suo capitale umano, le donne. È una perdita colossale per la nostra economia», hanno scritto sul «Corriere» Alberto Alesina e Francesco Giavazzi. La partecipazione alla forza lavoro delle donne in Italia è tra le più basse dei Paesi Ocse e la più bassa in Europa. Nel 2011 solo 52 donne italiane su 100, fra i 15 e i 64 anni, lavoravano o cercavano attivamente un lavoro. In Spagna erano 69, in Francia 66, in Germania 72, in Svezia 77. Solo in Messico e Turchia erano meno che in Italia. MILANO -Detassazioni per le attività di cura. Incentivi fiscali. Congedi di paternità obbligatori «significativi» (tre mesi?). Servizi per l’infanzia, le disabilità e la vecchiaia. Quote di genere a tutti i livelli della società. Un’organizzazione del lavoro meno rigida. Interventi sulla scuola e sui media per abbattere gli stereotipi. Tempo pieno nelle scuole, e non solo fino alle elementari. Modalità di selezione «neutre» per assunzioni e percorsi di carriera. Il tribunale delle donne. Pur con qualche distinguo …