Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Bersani: «Il Pdl non può pensare di caricare tutto», di Simone Collini

«Siamo leali ma non ingenui», dice la mattina nell’aula di Montecitorio rivolgendosi verso i banchi del Pdl. «Siamo responsabili ma non rischieremo un effetto logoramento», dice il pomeriggio incontrando al Quirinale Giorgio Napolitano. Ma c’è anche un’altra cosa che Pier Luigi Bersani fa presente al Capo dello Stato durante il colloquio di oltre un’ora al Colle: va bene andare al voto il 10 marzo, ma non è indifferente il modo in cui ci si arriva perché un Silvio Berlusconi già in campagna elettorale e libero di sparare sul governo non conviene a nessuno, né al Paese né allo stesso Mario Monti. Per questo il leader del Pd, accompagnato al Quirinale dai capigruppo di Senato e Camera Anna Finocchiaro e Dario Franceschini, dice al Presidente della Repubblica che per evitare un finale di legislatura che rischia di «logorare» il governo e il Paese, per salvaguardare l’attuale premier come personalità super partes e risorsa per il futuro, è meglio non mettere troppa carne al fuoco. Ovvero è meglio puntare all’approvazione delle sole misure chiave e su cui …

“I populisti giocano l’ultima carta ma gli italiani non ci cascheranno”, di Goffredo De Marchis

Fassina, responsabile economia del Pd: il premier costretto a misure dure dall’eredità di Berlusconi «Se Berlusconi pensa di lucrare qualcosa mettendosi di traverso a Monti,sbaglia calcolo. I cittadini sanno chi ha causato i problemi del Paese, di chi sono le responsabilità degli interventi fatti dal governo Monti». Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, fissa alcuni paletti per le ultime settimane della legislatura. E dice di non essere preoccupato per il prezzo che il Pd potrebbe pagare nel sostegno all’esecutivo mentre Berlusconi è già in campagna elettorale. E se il Cavaliere riuscisse a sganciare il suo destino dal governo che ha sostenuto fino a ieri? «Io credo che ci sia la consapevolezza delle colpe. È stato il governo Berlusconi a impegnarsi al pareggio di bilancio nel 2013, unico caso in Europa. Perché lo fece? Perché ormai era impresentabile e non credibile. Monti, arrivato un anno fa, non poteva che onorare gli impegni irresponsabilmente assunti dalla destra. Lo ha fatto con scelte pesanti ma per certi versi obbligate per via dell’eredità berlusconiana». Quali provvedimenti è indispensabile approvare? …

“Berlusconi si illude, gli italiani non dimenticano”, di Vanino Chiti

A pochi mesi dalla fine della legislatura, in un momento difficile della vita del paese, con il tasso di disoccupazione che ha raggiunto l’11,1 per cento, il che vuol dire quasi 3 milioni di italiani senza lavoro, la decisione di Berlusconi di rompere con il governo è di una gravità enorme. Il Pdl ha dimostrato di essere una forza politica irresponsabile: prima negando l’esistenza della crisi economica; poi portandoci sull’orlo del baratro con le politiche di Berlusconi-Tremonti-Bossi; infine togliendo di fatto la fiducia all’esecutivo Monti. È la prova che la destra italiana non riesce ad assumere i connotati di una forza politica moderna ed europea e a liberarsi dai diktat del suo padre-padrone. Anche se una pattuglia – tuttora purtroppo ristretta ma costituita da personalità significative – ha saputo ribellarsi e votare diversamente dalle indicazioni del “capo”. La legislatura, che in ogni caso aveva pochi mesi di vita, viene fatta precipitare in una crisi che impedirà l’approvazione di provvedimenti importanti per il paese. A parte la legge di stabilità, che sarà comunque varata, viene gettata …

“Politica, ritorno al passato”, di Michele Brambilla

In una settimana il centro del dibattito politico si è spostato da Matteo Renzi, 37 anni, a Silvio Berlusconi, 76. Il sindaco di Firenze aveva perso le primarie, ma per mesi aveva tenuto l’attenzione di tutti fissa sul cambiamento, sul rinnovamento. Sul futuro. E anche dopo aver dovuto lasciare a Bersani la candidatura a Palazzo Chigi, Renzi continuava a esserci, pur nel suo silenzio, come una presenza che ti impone di volta re pagina, anche per non far regali al fronte dell’antipoliti ca. Non era solo il quaranta per cento degli elettori del centrosinistra alle primarie – quelli che lo hanno votato – a farci sperare in una novità: lo stesso Bersani, dichiarando di avere il senso della «cosa comune», aveva garantito che avrebbe portato il partito dentro il secondo decennio del Duemila. Pochi giorni, e siamo invece risprofondati nel Novecento. Di Renzi non si parla più. L’agenda politica, ma anche ahimè quella dei mercati e della finanza internazionale, sono dettate da un uomo che si era presentato come il «nuovo» diciotto anni fa, quando …

“Il Cavaliere chiama la sua guardia armata”, di Carlo Galli

Un’avventura che si ripropone, una vicenda personale che ancora una volta pretende di diventare un brano di storia patria. La ridiscesa in campo di Berlusconi ha un evidente sentore di déjà vu, la fisionomia di una coazione a ripetere. È uno stanco attore sul viale del tramonto. E recita ancora il suo cavallo di battaglia, che un tempo era l’insegna della sua ascesa e oggi lo è del suo declino: la chiamata a raccolta degli italiani in una situazione di rischio, l’appello populista alla pancia del Paese per scatenare la mobilitazione regressiva, il rinculare di massa davanti a un ostacolo, a un passaggio difficile. Lo fece nel 1994, quando gli elettori in libertà del pentapartito trovarono nella neonata Forza Italia una nuova casa accogliente, nella quale darsi con ancora maggiore convinzione agli stessi antichi vizi che avevano coltivato negli anni terminali delle Prima repubblica; e lo fa oggi, dopo che l’ultima delle sue creature politiche, il Pdl, era sul punto di collassare davanti alla prova-Monti. La prova della comune responsabi-lità, della politica orientata, per una …

Camera dei Deputati dichiarazioni di voto di Pier Luigi Bersani sul decreto-legge finanza e funzionamento degli enti territoriali

Signor Presidente, non vorrei rubare il mestiere ai commentatori politici, ma mi sembra che la situazione che si è venuta a creare sia piuttosto chiara. In primo luogo, l’onorevole Berlusconi ha deciso di scendere in campo. In secondo lungo, scende in campo con il suo piatto forte da spartirsi con la Lega, come abbiamo sentito, cioè: no Stato, no Europa, no regole, no tasse, no comunisti e così via. La discesa in campo e l’avvio, perché di questo si tratta, della sua campagna elettorale vengono suonate in la maggiore, cioè dichiarando subito che Monti è un usurpatore e un affamatore del popolo. Ora, una persona in buona sede potrebbe chiedere: ma tutto questo dalla sera alla mattina? Tutto questo su un provvedimento che incide fortemente sui costi della politica? Tutto questo esponendosi alla critica di volersi opporre a norme sull’incandidabilità? Queste domande sarebbero giuste, ma fatte da uno che avesse vissuto su Marte negli ultimi dieci anni, perché in realtà noi conosciamo bene l’incoerenza e la spregiudicatezza di chi ha compiuto questi gesti in queste …

“La scelta populista della destra è un danno per l’Italia”, di Claudio Sardo

Berlusconi si ricandida e il suo rientro in campo è un atto di destabilizzazione. Il governo Monti viene investito da un improvviso vento di crisi e lo spread si allarga, tornando a misurare il costo per gli italiani del populismo berlusconiano. Ma, a differenza del passato, il Cavaliere stavolta pare privo di una bussola. Minaccia di far cadere il governo, ma non ne ha la forza. Spinge i suoi senatori all’astensione, ma poi chiede a qualcuno di restare in aula per garantire il numero legale. Accusa Monti di aver portato il Paese sull’orlo del baratro (proprio lui!) ma la svolta propagandistica non produce comportamenti politici coerenti. Del resto, tutti sanno che il ricatto di Berlusconi punta alla legge sull’incandidabilità dei condannati (ancora la giustizia ad personam). E lo sanno bene nel Pdl, dove ormai c’è la baraonda: chi dice che Monti è un nemico, chi un amico, chi annuncia l’uscita dalla maggioranza, chi la permanenza, chi dissente dal Capo, chi dissente da Alfano, chi prepara le valige, chi non trattiene le lacrime. Siamo all’epilogo della …