Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

“Diffamazione una legge sbagliata”, di Stefano Rodotà

Nata malissimo, la vicenda della nuova legge sulla diffamazione rischia di finire ancor peggio. Non era imprevedibile. Si erano subito sommati due pessimi modi di legiferare. La triste abitudine italiana alle leggi ad personam (non a caso si parla di “legge Sallusti”) e un modo di produrre il diritto contro il quale i giudici inglesi avevano messo in guardia fin dall’800, riassunto nella formula “hard cases make bad law” – dunque il rischio di una risposta legislativa distorta perché ritagliata su una situazione eccezionale o estrema. Si potrebbe aggiungere un detto tratto dalla saggezza popolare: “La fretta è cattiva consigliera”. Una fretta, però, che al Senato è stata deliberatamente usata per cercare di imporre soluzioni inaccettabili, sfruttando come pretesto l’urgenza legata alla volontà di impedire che Alessandro Sallusti finisca in carcere. L’ultimo episodio di questa brutta storia è rappresentato dalla approvazione di una norma chiamata “salva direttori”, un emendamento proposto dallo stesso presidente della commissione Giustizia, che esclude appunto il carcere per direttori e vice-direttori, ma lo mantiene per gli altri giornalisti. Si è cercato …

“La migliore risposta all’antipolitica”, di Federico Geremicca

Oltre tre milioni e mezzo di cittadini pazientemente in fila per votare, decine di migliaia di volontari ai seggi, altre migliaia nei comitati elettorali dei diversi candidati, spalmati da Nord a Sud lungo tutto il Paese. Le primarie del centrosinistra sono state prima di tutto questo una boccata d’ossigeno e quasi un’assicurazione sulla vita per il sistema-Italia nel suo complesso. Non è retorico annotarlo: soprattutto all’indomani del voto siciliano, che ha infranto e superato la barriera del 50 per cento di astensioni. C’è un pezzo di Paese – insomma – che partecipa, vota, resiste e crede ancora che abbia un senso impegnarsi per cambiare. Il dato è sensazionale, gonfio di significati e però – paradossalmente – non è certo piaciuto a tutti. Fa sensazione, ad esempio, la durezza che traspare dalle dichiarazioni di Beppe Grillo, leader del M5S. Ai milioni di cittadini in fila, ha riserva giudizi e commenti stizziti: «L’ennesimo giorno dei morti», «un grottesco viaggio nella follia», «una autocelebrazione di comparse» e via recriminando. A testimonianza, forse, che davvero la partecipazione attiva dei …

“Quando vince la democrazia”, di Massimo Giannini

“Una giornata strepitosa”, dice Pierluigi Bersani. “Il meglio deve ancora venire”, aveva detto Matteo Renzi. Hanno avuto ragione tutti e due. Per il centrosinistra e per il Pd è stata una domenica di svolta, e il meglio viene adesso. A dispetto delle prudenze scaramantiche del segretario, il ballottaggio non era così scontato. E invece così hanno deciso quei quasi 4 milioni di italiani, che hanno fatto ore di fila per scegliere il candidato premier del centrosinistra. Dunque, prima ancora di conoscere tra una settimana l’esito del duello finale tra Bersani e Renzi, da questo primo turno emerge già un “vincitore”. Quel vincitore si chiama democrazia. Quel vincitore si chiama politica. Una politica che non è subita da “sudditi” vessati e disgustati dal potere, ma vissuta da cittadini consapevoli e responsabili. Una politica che non è solo poltrona e privilegio. Ma è confronto e conflitto, passione e partecipazione. Una politica che non taglia i nodi in piazza con la spada, ma accetta la fatica di provare a scioglierli. E dunque nega in radice le semplificazioni del …

“La dittatura dello spred è soltanto demagogia”, di Eugenio Scalfari

L’Europa procede a singhiozzo o se volete col passo del gambero e questo è un guaio perché i mercati restano all’erta e la speculazione quando può colpisce. Per fortuna c’è Draghi che vigila ed è pronto ad intervenire. In quest’alternarsi di giornate buie e meno buie sia le Borse sia lo “spread” si mantengono in un (precario) equilibrio. Galleggiano a livelli accettabili. Siamo ancora in mezzo al guado ma senza affondare. I contraccolpi sul sociale sono tuttavia assai duri e se ne sentono gli effetti: la rabbia cresce, le piazze protestano, i governi sono in difficoltà, il malumore nei confronti dell’Europa aumenta di tono e questo è il rischio maggiore perché le aspettative non cambiano se la fiducia non le sostiene. In questo quadro le elezioni tedesche che si svolgeranno nell’autunno 2013 pesano negativamente. La Merkel ne è condizionata e l’Europa ne risente pesantemente. Anche l’attesa di quelle italiane rappresenta un problema. Chi verrà dopo Monti? Se ne parla da mesi e l’attesa suscita l’ansia di molte Cancellerie, dalla Germania alla Francia e perfino alla …

“Legge di stabilità corretta. Ora è più equa ed efficace”, di Pier Paolo Baretta

La ragione di questo repentino cambio di rotta è dipesa, a mio avviso, dalla esigenza del governo di rassicurare le autorità europee ed i mercati del nostro stato di salute. Il ragionamento deve essere stato più o meno questo: se raggiungiamo il pareggio di bilancio e in più diamo un segnale di riduzione della pressione fiscale possiamo evitare di chiedere prestiti europei. Ma, la ragionevolezza di questa impostazione è franata nella scelta di merito. La decisione affrettata di ridurre l’Irpef, che dava un debole vantaggio generalizzato a tutti i contribuenti (ma proprio a tutti, anche a chi non ne ha bisogno) era annullata, soprattutto per i ceti medi e medio bassi, dalla introduzione dei tetti e delle franchigie sulle detrazioni e dalla conferma dell’aumento dell’Iva. Un errore grave dal punto di vista degli effetti redistributivi. Per riparare a questo errore era necessario un intervento chirurgico in profondità sul corpo della legge predisposta dal governo. Per garantirci che questo necessario intervento parlamentare potesse essere avallato dal governo stesso, senza che apparisse una totale smentita, era necessario …

“Il Fisco accetterà gli scontrini”, di Roberto Giovannini

Va avanti con qualche sorpresa l’esame parlamentare della delega fiscale, che ieri ha avuto il via libera dalla Commissione Finanze del Senato. Tra le novità quella forse più significativa è l’approvazione di un emendamento presentato dal Pd che introduce il contrasto d’interesse fra contribuenti. Per molti il contrasto d’interessi è la panacea risolutiva per limitare l’evasione fiscale. A parte pochi casi in cui la documentazione fiscale è necessaria per altre ragioni, oggi non c’è un vantaggio nel chiedere scontrino o ricevuta fiscale quando si paga un bene o un servizio. Soprattutto se il venditore propone uno sconto. Con il nuovo principio si cambia: gli scontrini diventano merce preziosa che, presentata allo Stato, si trasforma in sconti sulle tasse da pagare. A quel punto gli italiani, c’è da giurarci, diventeranno esattori inflessibili delle ricevute. Il sistema funziona già in molti paesi del mondo – ad esempio negli Usa -, dove i consumatori chiedono senza eccezioni le ricevute: grazie a quelle, infatti, hanno la possibilità di scaricare dalle tasse una parte delle spese regolarmente fatturate. Nello Stato …

Legge di stabilità 2013 – Camera dei Deputati – dichiarazione di voto del capogruppo Pd Dario Franceschini

Signor Presidente, noi voteremo a favore della legge di stabilità, una legge che approviamo ad un anno esatto dalla nascita del Governo Monti e a pochi mesi dalla conclusione della legislatura, quindi, è effettivamente il momento di fare un bilancio. Noi abbiamo affidato a lei, Presidente Monti, la missione di salvare il Paese che – lo ha ricordato il Presidente Casini – nel novembre di un anno fa era sull’orlo del baratro, con lo spread a 575, con i rischi della speculazione internazionale e in quel momento abbiamo responsabilmente scelto di non andare ad elezioni anticipate, ma di dare la priorità agli interessi del Paese rispetto all’interesse del nostro partito. La ringraziamo oggi per la credibilità personale che ha messo a disposizione del Paese, per le competenze, per il lavoro difficile di questo anno. Sapevamo che era un lavoro difficile trovarci tra avversari politici a sostenere lo stesso Governo, sapendo che siamo avversari e che saremo avversari alle prossime elezioni politiche, venendo dalla durezza di uno scontro passato, con distanze molto forti su molti punti …