Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Con Bersani, per il lavoro e lo sviluppo", di Cesare Damiano e Pierpaolo Baretta

Noi riteniamo che il lavoro rappresenti un elemento centrale della nostra identità politica e sociale e che la sua valorizzazione sia il motore di una crescita di qualità, l’unica che può portare il paese fuori dalla crisi attuale. Crediamo che sia importante che il Partito Democratico, come ha fatto Pierluigi Bersani nella Carta di Intenti, sia in grado di avanzare una proposta che assuma il riconoscimento della risorsa umana come elemento, non solo simbolico, di definizione di un programma di governo di centrosinistra capace di riformare il paese. In questa ottica pensiamo che sul piano sociale sia indispensabile costruire una proposta che, mentre prosegue nell’impegno assunto da questo governo in Europa e sul piano internazionale per la difesa dell’Italia dall’aggressione dei mercati, dia un chiaro segno di cambiamento sul terreno dello sviluppo e del welfare. Proponiamo di assumere come obiettivo la costruzione di uno stato sociale di profilo europeo. Dobbiamo puntare ad una politica di incentivi allo sviluppo che batta la logica del puro rigore e le politiche restrittive di stampo liberista, così come occorre …

"Su Irpef e scuola serve un dietrofront ", di Bianca Di Giovanni

Sulla scuola il Pd non ammetterà ulteriori tagli. Con questo «avvertimento» Enrico Letta si è presentato a Palazzo Chigi per discutere della legge di Stabilità con Mario Monti. Il quale per tutta la giornata ha subito il pressing dei partiti che vogliono modificare la legge di bilancio. Oltre a Letta, ieri ha incontrato una delegazione dell’Udc guidata da Pier Ferdinando Casini. Oggi vedrà anche Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, domani sarà la volta del leader Pd Pier Luigi Bersani. Insomma, l’iter parlamentare (che inizia oggi con l’audizione di Vittorio Grilli) andrà preparato, per evitare imbarazzanti incidenti di percorso di una legge che ha già provocato molte proteste. Come quelle degli insegnanti, che ormai da giorni alzano la voce per ottenere modifiche. «Certo, apprezziamo lo sforzo di Profumo che punta a interventi di sistema ha detto il vicesegretario ma un ulteriore taglio di risorse sarebbe fatale per la scuola in questo momento. Non si può agire al di fuori di una revisione complessiva delle regole». In effetti gli insegnanti stanno già pagando a duro prezzo il …

"Su Irpef e scuola serve un dietrofront ", di Bianca Di Giovanni

Sulla scuola il Pd non ammetterà ulteriori tagli. Con questo «avvertimento» Enrico Letta si è presentato a Palazzo Chigi per discutere della legge di Stabilità con Mario Monti. Il quale per tutta la giornata ha subito il pressing dei partiti che vogliono modificare la legge di bilancio. Oltre a Letta, ieri ha incontrato una delegazione dell’Udc guidata da Pier Ferdinando Casini. Oggi vedrà anche Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, domani sarà la volta del leader Pd Pier Luigi Bersani. Insomma, l’iter parlamentare (che inizia oggi con l’audizione di Vittorio Grilli) andrà preparato, per evitare imbarazzanti incidenti di percorso di una legge che ha già provocato molte proteste. Come quelle degli insegnanti, che ormai da giorni alzano la voce per ottenere modifiche. «Certo, apprezziamo lo sforzo di Profumo che punta a interventi di sistema ha detto il vicesegretario ma un ulteriore taglio di risorse sarebbe fatale per la scuola in questo momento. Non si può agire al di fuori di una revisione complessiva delle regole». In effetti gli insegnanti stanno già pagando a duro prezzo il …

"Salvate Monti dalla sua agenda", di Massimo Giannini

L’agonia interminabile della Seconda Repubblica ha prodotto un paradosso evidente, ma ormai sempre più stridente. Un’alternativa politica palesemente impresentabile (il centrodestra) o non ancora compiutamente spendibile (il centrosinistra) ha reso necessario il governo tecnico di Mario Monti. Per oggi, e secondo molti anche per domani. Ma mentre la credibilità personale del presidente del Consiglio si consolida, nei partiti e nel Paese crescono a dismisura l’insofferenza e l’avversione verso le politiche del suo governo. Come si giustifica questo cortocircuito? E come si può reggere una contraddizione così forte? La spiegazione è una sola: Monti è ormai sempre più separato dalla sua Agenda. Questa operazione di “chirurgia politica” l’hanno già fatta gli italiani, con l’innato buon senso del quale nonostante tutto sono ancora provvisti. I sondaggi di questi mesi sono eloquenti. Nonostante le difficoltà della fase, Monti riscuote un tasso di fiducia che resta altissimo. L’Atlante Politico di Demos dà il premier al 55,2%, Ipr al 53, Euromedia al 43,9 e Swg al 42. Secondo Ipsos il 54% degli italiani dà un giudizio positivo sul presidente. Tuttavia, …

"Salvate Monti dalla sua agenda", di Massimo Giannini

L’agonia interminabile della Seconda Repubblica ha prodotto un paradosso evidente, ma ormai sempre più stridente. Un’alternativa politica palesemente impresentabile (il centrodestra) o non ancora compiutamente spendibile (il centrosinistra) ha reso necessario il governo tecnico di Mario Monti. Per oggi, e secondo molti anche per domani. Ma mentre la credibilità personale del presidente del Consiglio si consolida, nei partiti e nel Paese crescono a dismisura l’insofferenza e l’avversione verso le politiche del suo governo. Come si giustifica questo cortocircuito? E come si può reggere una contraddizione così forte? La spiegazione è una sola: Monti è ormai sempre più separato dalla sua Agenda. Questa operazione di “chirurgia politica” l’hanno già fatta gli italiani, con l’innato buon senso del quale nonostante tutto sono ancora provvisti. I sondaggi di questi mesi sono eloquenti. Nonostante le difficoltà della fase, Monti riscuote un tasso di fiducia che resta altissimo. L’Atlante Politico di Demos dà il premier al 55,2%, Ipr al 53, Euromedia al 43,9 e Swg al 42. Secondo Ipsos il 54% degli italiani dà un giudizio positivo sul presidente. Tuttavia, …

"La fabbrica del veleno", di Giovanni Valentini

E adesso? Che cosa diranno i signori dell’acciaio, i profeti dello sviluppo a tutti i costi, i nemici dell’ambiente e della salute collettiva di fronte all’agghiacciante rapporto dell’Istituto superiore di Sanità? Il senso della decenza — se non quello dell’etica — vorrebbe che riconoscessero i propri errori e si assumessero le loro responsabilità. I dati diffusi pubblicamente dal ministro Balduzzi non ammettono repliche. Non solo documentano il lugubre record della mortalità a Taranto e in provincia rispetto al resto della Puglia. Ma dimostrano in modo irrefutabile la correlazione fra i veleni emessi dallo stabilimento dell’Ilva e l’incidenza dei tumori nella popolazione locale, uomini, donne e bambini. Un disastro ambientale e sanitario che grida vendetta. Ma basterebbe fare un po’ di giustizia, come i magistrati di Taranto stanno cercando faticosamente di fare, almeno per fermare la catastrofe e impedire che produca altri danni, altre vittime, altre morti. Ecco, adesso, la vera emergenza. Fin dall’inizio di questa vicenda, aperta da una coraggiosa iniziativa giudiziaria, stiamo assistendo invece a un indegno talk-show di polemiche, a un rimpallo di …

"La fabbrica del veleno", di Giovanni Valentini

E adesso? Che cosa diranno i signori dell’acciaio, i profeti dello sviluppo a tutti i costi, i nemici dell’ambiente e della salute collettiva di fronte all’agghiacciante rapporto dell’Istituto superiore di Sanità? Il senso della decenza — se non quello dell’etica — vorrebbe che riconoscessero i propri errori e si assumessero le loro responsabilità. I dati diffusi pubblicamente dal ministro Balduzzi non ammettono repliche. Non solo documentano il lugubre record della mortalità a Taranto e in provincia rispetto al resto della Puglia. Ma dimostrano in modo irrefutabile la correlazione fra i veleni emessi dallo stabilimento dell’Ilva e l’incidenza dei tumori nella popolazione locale, uomini, donne e bambini. Un disastro ambientale e sanitario che grida vendetta. Ma basterebbe fare un po’ di giustizia, come i magistrati di Taranto stanno cercando faticosamente di fare, almeno per fermare la catastrofe e impedire che produca altri danni, altre vittime, altre morti. Ecco, adesso, la vera emergenza. Fin dall’inizio di questa vicenda, aperta da una coraggiosa iniziativa giudiziaria, stiamo assistendo invece a un indegno talk-show di polemiche, a un rimpallo di …