Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

“Ma D’Alema e Veltroni vanno ringraziati, non rottamati hanno battuto il Cavaliere”, di Umberto Rosso

«Adesso che, con grande intelligenza politica, Veltroni e D’Alema hanno compiuto il passo indietro, vorrei che il nostro popolo, il nostro elettorato, gli dicesse: grazie per quel che avete fatto. E invece sembra che siano quasi colpevoli, responsabili. Ma di che cosa? Qual è l’accusa? La loro generazione politica, quella dal ‘95 ad oggi, non ha fallito. Tutt’altro». Un’accorata difesa, onorevole Franceschini. Ma non vede proprio limiti e errori nella lunga stagione segnata da Veltroni e D’Alema? «Ma è ovvio che di errori ne sono stati commessi. La lista è lunga, la conosco bene e del resto la sento ricordare ogni giorno. Quel che non sento invece è il riconoscimento in positivo, il dar merito di ciò che hanno rappresentato, fino all’epilogo: se abbiamo fronteggiato negli anni e poi sconfitto Berlusconi, in Parlamento, senza scenari da Caimano che pure molti temevano, è stato grazie a questa generazione. Tutta. Veltroni, D’Alema, Prodi, Parisi, Castagnetti, Fassino, Marini Rutelli…». Una difesa d’ufficio dei politici del centrosinistra? «Ecco, temevo di incorrere in questo rischio. E confesso che mi era …

"Commissari nel 2013. Pronto il decreto sulle nuove Province. Niente deroghe. Aboliti 36 enti", di Lorenzo Salvia

Niente da fare per Benevento, che invocava la «storia del territorio sannita», e nemmeno per Rovigo, che sul piatto metteva la «peculiarità del Polesine». Giorni contati per Treviso, troppo piccola di appena 23 chilometri quadrati, e per Terni, che pur di sopravvivere aveva suggerito il trasloco a qualche Comune dalla vicina Perugia. La nuova cartina delle Province italiane è agli ultimi ritocchi: arriverà con un decreto legge all’esame del primo Consiglio dei ministri di novembre. Una mappa che mette insieme le proposte che stanno arrivando in queste ore dalle Regioni. E che respinge le tante richieste di deroga, applicando senza sconti le regole fissate con la legge sulla spending review : le Province che hanno meno di 350 mila abitanti o un’estensione inferiore ai 2.500 chilometri quadrati dovranno essere accorpate con quelle vicine. Considerando solo le Regioni a Statuto ordinario, le Province scenderanno da 86 a 50, comprese le dieci Città metropolitane. Quelle tagliate saranno trentasei, alle quali bisogna aggiungere un’altra decina di cancellazioni nelle Regioni a statuto speciale, che però hanno sei mesi di …

"Commissari nel 2013. Pronto il decreto sulle nuove Province. Niente deroghe. Aboliti 36 enti", di Lorenzo Salvia

Niente da fare per Benevento, che invocava la «storia del territorio sannita», e nemmeno per Rovigo, che sul piatto metteva la «peculiarità del Polesine». Giorni contati per Treviso, troppo piccola di appena 23 chilometri quadrati, e per Terni, che pur di sopravvivere aveva suggerito il trasloco a qualche Comune dalla vicina Perugia. La nuova cartina delle Province italiane è agli ultimi ritocchi: arriverà con un decreto legge all’esame del primo Consiglio dei ministri di novembre. Una mappa che mette insieme le proposte che stanno arrivando in queste ore dalle Regioni. E che respinge le tante richieste di deroga, applicando senza sconti le regole fissate con la legge sulla spending review : le Province che hanno meno di 350 mila abitanti o un’estensione inferiore ai 2.500 chilometri quadrati dovranno essere accorpate con quelle vicine. Considerando solo le Regioni a Statuto ordinario, le Province scenderanno da 86 a 50, comprese le dieci Città metropolitane. Quelle tagliate saranno trentasei, alle quali bisogna aggiungere un’altra decina di cancellazioni nelle Regioni a statuto speciale, che però hanno sei mesi di …

Zagrebelsky “Perché è in pericolo la libertà d’informazione”, di Carmelo Lopapa

“Sbagliata la pena del carcere per il direttore del Giornale”. «Neppure il fascismo aveva previsto una disciplina del genere. Il codice penale prevede lo schermo del direttore responsabile e tutto, da allora, è riconducibile a quella figura. Nel momento in cui però si estende la responsabilità all’editore, allora il sistema di garanzie e di diritti, il delicato equilibrio che è alla base del diritto di informare e di essere informati rischia di essere compromesso». Il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky nutre più di una perplessità sul testo che corre spedito in commissione al Senato e che rischia di trasformarsi in una nuova edizione della legge-bavaglio. E sono tanti i nodi da passare al setaccio. Tutto parte dal caso Sallusti, Professore. Dal direttore del «Giornale» che rischia la galera per un articolo diffamatorio. «Lasciamo da parte per un momento la libertà di stampa con la «L» maiuscola. Parliamo del caso specifico. La pena detentiva è prevista dalla legge penale e il problema dell’adeguatezza della pena è annoso, non nuovo. Va detto, però, che nel caso dell’articolo in questione …

"Qualche domanda al Pd sulla legge di stabilità", di Giovanni Belfiori

E’ vero che la legge di stabilità è già passata al vaglio delle commissioni parlamentari? Il Pd difende la scuola pubblica? Ma perché il Pd non fa cadere il governo? In queste ore ci arrivano decine di e-mail in merito alla norma, contenuta nella legge di stabilità, che allunga l’orario di lavoro degli insegnanti senza alcun corrispettivo e con nocumento per i tanti docenti precari. Abbiamo ripreso alcuni interrogativi contenuti nei molti messaggi, post, commenti, e abbiamo cercato di dare una risposta chiara, definitiva, univoca, affinché dalla politica e dal Pd arrivi una speranza forte a chi ha a cuore il sistema di istruzione nazionale. E’ vero che la legge di stabilità è già passata al vaglio delle commissioni parlamentari? In un articolo, sono stati pubblicati circa 180 commenti (il nostro partito è uno dei pochi nel cui sito è possibile commentare liberamente …) Cerchiamo di fare chiarezza. Innanzi tutto la commissione Bilancio non ha ancora cominciato a discutere nel merito delle norme della legge di stabilità, per cui immaginare che non ci sia uno …

"Qualche domanda al Pd sulla legge di stabilità", di Giovanni Belfiori

E’ vero che la legge di stabilità è già passata al vaglio delle commissioni parlamentari? Il Pd difende la scuola pubblica? Ma perché il Pd non fa cadere il governo? In queste ore ci arrivano decine di e-mail in merito alla norma, contenuta nella legge di stabilità, che allunga l’orario di lavoro degli insegnanti senza alcun corrispettivo e con nocumento per i tanti docenti precari. Abbiamo ripreso alcuni interrogativi contenuti nei molti messaggi, post, commenti, e abbiamo cercato di dare una risposta chiara, definitiva, univoca, affinché dalla politica e dal Pd arrivi una speranza forte a chi ha a cuore il sistema di istruzione nazionale. E’ vero che la legge di stabilità è già passata al vaglio delle commissioni parlamentari? In un articolo, sono stati pubblicati circa 180 commenti (il nostro partito è uno dei pochi nel cui sito è possibile commentare liberamente …) Cerchiamo di fare chiarezza. Innanzi tutto la commissione Bilancio non ha ancora cominciato a discutere nel merito delle norme della legge di stabilità, per cui immaginare che non ci sia uno …

"Dove sbaglia la manovra", di Guglielmo Epifani

Le polemiche che sono seguite al varo della legge di stabilità sono tutte molto fondate. Sono soprattutto due gli aspetti che proprio non vanno. E che debbono essere cambiati in Parlamento: le conseguenze di equità sociale della manovra, gli ulteriori tagli operati nel campo della scuola. Non risulta equa una scelta che aumenta l’Iva per tutti e una riduzione delle aliquote fiscali che lascia fuori dai benefici la parte più povera e indigente della popolazione, sulla quale inoltre si scarica anche l’improvvida decisione di rendere permanente l’aumento delle accise sulla benzina. Da un lato quindi prezzi che aumentano anche in presenza di un calo continuo dei consumi, dall’altro salari e pensioni fermi, oltre la disoccupazione che sale, con benefici fiscali che valgono solo in parte, e per una parte, a compensare la caduta del potere d’acquisto. Il gioco sulle detrazioni e sulle franchigie, e quello sui tempi diversi tra vantaggi e svantaggi fiscali serve soltanto a compensare la riduzione del gettito, creando un precedente sbagliato di retroattività delle imposte assolutamente indigeribile per i contribuenti onesti …