Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Cacciatori di poltrone e bella vita", di Luigi La Spina

C’è una lettura politica immediata: lo scandalo alla Regione Lazio non sta devastando solo la destra romana, ma rischia di essere il detonatore di quella spaccatura nel Pdl nazionale che, ormai da qualche mese, è sempre più evidente. Tra il gruppo degli ex An e quello degli ex Forza Italia, il collante di Berlusconi non basta più, perché non assicura più l’unica condizione che lo sigillava, la probabilità della vittoria. Ma le convulsioni della giunta Polverini, in una agonia che trascina la sua fine oltre la decenza, dopo i casi Lusi, Penati, Lombardo, Formigoni suggeriscono una riflessione più profonda e qualche domanda inquietante. Gli interrogativi sono almeno due. Che razza di classe politica e amministrativa è stata allevata in Italia negli ultimi anni? Con quali metodi di formazione è stata coltivata e con quali criteri si è selezionata la carriera dirigente? E, poi, lo spettacolo di sfascio democratico, civile e morale, con punte di squallida farsa, come quelle testimoniate dalle foto durante le feste nel costume di una pseudo Roma antica, non segnala anche la …

"La democrazia degli oligarchi", di Michele Prospero

È da tempo che influenti ambienti finanziari ed economici nutrono timori sull’impatto della ripresa del conflitto politico dopo la stagione della tecnica. Oltre qualche accenno di tifo per il Monti bis finora non si sono spinti. Sergio Fabbrini (su Il Sole 24 Ore di ieri) scopre invece le carte («Le elezioni potrebbero costituire un grande rischio politico») e prova a dare una base teorica alla richiesta di allestire una democrazia protetta dal rischio di un soprassalto di barbarie populista. È certo legittima (come negarlo?) la preoccupazione. Basta aver sbirciato le foto delle pacchiane feste in abiti antico greci degli statisti raccolti attorno alla Polverini. Il problema storico-politico è però di capire come mai la scomparsa dei partiti abbia prodotto la proliferazione in molti ambiti locali, e non solo, di degenerazioni che nulla hanno di politico e che molto somigliano ad un affarismo volgare penetrato nelle pieghe di una società civile dedita alla conquista dello Stato per sole ragioni di lucro. Le oligarchie economiche non possono far finta di nulla dinanzi alle perversioni di un antico …

"La democrazia degli oligarchi", di Michele Prospero

È da tempo che influenti ambienti finanziari ed economici nutrono timori sull’impatto della ripresa del conflitto politico dopo la stagione della tecnica. Oltre qualche accenno di tifo per il Monti bis finora non si sono spinti. Sergio Fabbrini (su Il Sole 24 Ore di ieri) scopre invece le carte («Le elezioni potrebbero costituire un grande rischio politico») e prova a dare una base teorica alla richiesta di allestire una democrazia protetta dal rischio di un soprassalto di barbarie populista. È certo legittima (come negarlo?) la preoccupazione. Basta aver sbirciato le foto delle pacchiane feste in abiti antico greci degli statisti raccolti attorno alla Polverini. Il problema storico-politico è però di capire come mai la scomparsa dei partiti abbia prodotto la proliferazione in molti ambiti locali, e non solo, di degenerazioni che nulla hanno di politico e che molto somigliano ad un affarismo volgare penetrato nelle pieghe di una società civile dedita alla conquista dello Stato per sole ragioni di lucro. Le oligarchie economiche non possono far finta di nulla dinanzi alle perversioni di un antico …

"Perchè deve dimettersi", di Massimo Giannini

Basta guardare le foto della trucida serata in costume al Foro Italico. Quel festino buzzurro, dedicato agli dei dell’Olimpo, è in realtà il penoso Satyricon di una pseudo «classe dirigente» cafona, disonesta e irresponsabile. Quel rito ruffiano e villano riflette le miserie di una certa destra romana e laziale, ma amplifica una certa idea predatoria della politica che domina l’intera scena italiana. In quel rozzo carnasciale capitolino, anche Renata Polverini è ormai una maschera tragicomica. Per questo, neanche lei merita di rimanere al suo posto un minuto di più. La Sprecopoli all’amatriciana che travolge la Regione è uno scandalo infinito. Magari più triviale nella forma: le tuniche bianche della Magna Grecia e le ostriche da «Pepenero», i villoni zotici al Circeo e le residenze a Tenerife, le escort discinte e i Suv neri. Ma uguale, nella sostanza, a tanti altri esplosi in questi ultimi mesi (da Lusi a Bossi): soldi pubblici per pagare vizi privati. Con un’aggravante in più: di fronte al saccheggio sistematico perpetrato dall’intero gruppo dirigente del glorioso Partito delle Libertà, di tutto …

"Perchè deve dimettersi", di Massimo Giannini

Basta guardare le foto della trucida serata in costume al Foro Italico. Quel festino buzzurro, dedicato agli dei dell’Olimpo, è in realtà il penoso Satyricon di una pseudo «classe dirigente» cafona, disonesta e irresponsabile. Quel rito ruffiano e villano riflette le miserie di una certa destra romana e laziale, ma amplifica una certa idea predatoria della politica che domina l’intera scena italiana. In quel rozzo carnasciale capitolino, anche Renata Polverini è ormai una maschera tragicomica. Per questo, neanche lei merita di rimanere al suo posto un minuto di più. La Sprecopoli all’amatriciana che travolge la Regione è uno scandalo infinito. Magari più triviale nella forma: le tuniche bianche della Magna Grecia e le ostriche da «Pepenero», i villoni zotici al Circeo e le residenze a Tenerife, le escort discinte e i Suv neri. Ma uguale, nella sostanza, a tanti altri esplosi in questi ultimi mesi (da Lusi a Bossi): soldi pubblici per pagare vizi privati. Con un’aggravante in più: di fronte al saccheggio sistematico perpetrato dall’intero gruppo dirigente del glorioso Partito delle Libertà, di tutto …

"Il “sistema Lazio” divorato dai camerati di merende", di Mattia Feltri

La mirabile di sintesi è di uno che ci è cresciuto in mezzo: «Sono passati dal me ne frego d’opposizione al me ne frego di tutto. Anzi, me frego tutto». Potrebbe finire qui la storia della destra romana arrivata al Campidoglio (con Gianni Alemanno nel 2008) e in Regione (con Renata Polverini nel 2010) dopo un’esistenza ai margini politici ed esistenziali. Un’occasione irripetibile rottamata da sé in una gestione non indimenticabile della cosa pubblica e nello spettacolare e impadellato saccheggio dei denari regionali. Lo chiamavano sistema laziale poiché sindaco e governatrice provengono dai ranghi missini, e c’era qualcosa di particolarmente evocativo – i colli fatali e paccottiglia varia – e particolarmente affascinante nella rivincita dei fuoriusciti dalle catacombe, grazie anche a Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Ma se davvero era un sistema, e i dubbi abbondano, era un sistema basato su una persona: Andrea Augello. Cinquantuno anni, prodotto del Msi, senatore del Pdl, gran galantuomo, gran conoscitore della capitale e della politica, Augello è stato il superbo organizzatore della campagna elettorale di Alemanno e Polverini. …

"Il “sistema Lazio” divorato dai camerati di merende", di Mattia Feltri

La mirabile di sintesi è di uno che ci è cresciuto in mezzo: «Sono passati dal me ne frego d’opposizione al me ne frego di tutto. Anzi, me frego tutto». Potrebbe finire qui la storia della destra romana arrivata al Campidoglio (con Gianni Alemanno nel 2008) e in Regione (con Renata Polverini nel 2010) dopo un’esistenza ai margini politici ed esistenziali. Un’occasione irripetibile rottamata da sé in una gestione non indimenticabile della cosa pubblica e nello spettacolare e impadellato saccheggio dei denari regionali. Lo chiamavano sistema laziale poiché sindaco e governatrice provengono dai ranghi missini, e c’era qualcosa di particolarmente evocativo – i colli fatali e paccottiglia varia – e particolarmente affascinante nella rivincita dei fuoriusciti dalle catacombe, grazie anche a Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Ma se davvero era un sistema, e i dubbi abbondano, era un sistema basato su una persona: Andrea Augello. Cinquantuno anni, prodotto del Msi, senatore del Pdl, gran galantuomo, gran conoscitore della capitale e della politica, Augello è stato il superbo organizzatore della campagna elettorale di Alemanno e Polverini. …