"I paletti di Napolitano sui tagli alla spesa. E per la ricerca: servono valutazioni specifiche", di Marzio Breda
È una messa in guardia che per il governo suona a futura (e ormai imminente) memoria, visto che in autunno dovrà varare la seconda fase della spending review. Un richiamo a non tirare troppo la corda o, meglio, a calibrare bene quanto e da quali parti la si dovrà tirare, con i prossimi tagli alla spessa pubblica. Perché il Paese è in sofferenza, la pressione fiscale tocca livelli record, gli effetti della crisi su famiglie e imprese diventano sempre più duri e si rischia che ne esca minata la stessa coesione sociale. Servono dunque, scrive il Quirinale a Palazzo Chigi, «scelte equilibrate» e, appunto, «sostenibili socialmente». Di più: servono scelte «coerenti con la necessaria priorità degli investimenti per l’innovazione, la ricerca e la formazione». Non per nulla, qualsiasi possibilità di sviluppo e crescita passa per quelle tre strade obbligate. Ecco che cosa Giorgio Napolitano ha raccomandato all’esecutivo all’indomani della conversione in legge del decreto per la revisione della spesa. Lo ha fatto il 10 agosto, attraverso una lettera del segretario generale del Colle, Donato Marra, …
