Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"È arrivata l’ora della verità", di Claudio Sardo

L’Italia del lavoro, che i sindacati hanno portato ieri in piazza, chiede una svolta nelle politiche economiche. Una svolta che rimetta al centro l’occupazione e l’equità sociale, che rilanci la manifattura italiana dopo anni di colpevole disimpegno nelle politiche industriali, che sostenga finalmente la crescita abbandonando quelle ricette restrittive che stanno distruggendo l’Europa. È il momento della verità per il nostro Paese e per le democrazie del vecchio Continente. È innanzitutto il momento di dire la verità ai cittadini. Perché di troppa demagogia, di troppo conformismo, di troppi opportunismi stiamo soffocando. Se la politica democratica, in tempi rapidi, non sarà capace di cambiare direzione di marcia, rischieremo di disperdere il patrimonio costruito dai nostri padri e di lasciare macerie ai nostri figli. È in gioco la nostra civiltà, non solo una quota di benessere. E questa transizione è terreno di battaglia, non è semplicemente una tregua politica. Oggi si vota ancora in Francia e in Grecia. Una parte del destino europeo, quindi anche del nostro, è affidato a quelle urne. Ma, se siamo arrivati a …

Incubo Pdl, scende al 15 per cento Berlusconi: "Il partito non c'è più", da repubblica.it

Il Pdl in piena sindrome da 15 per cento. L’incubo diventa realtà e l’ultima rilevazione Swg di ieri cristallizza con quelle due cifre un tracollo di consensi che da via dell’Umiltà a Palazzo Grazioli temevano e in qualche misura già conoscevano. In queste ore non sono più i soli barricaderi ex An a chiedersi se il partito reggerà fino alle primarie di ottobre. Silvio Berlusconi quei dati se li rigira tra le mani, sempre più convinto che occorra “una scossa”, che l’attuale baracca non basta: “Il Pdl non c’è più, esiste solo nelle teste dei nostri dirigenti” è la riflessione più amara del capo. Moltiplicare l’offerta con liste di giovani, di donne, di imprenditori e volti nuovi della società civile resta la soluzione preferita, un cantiere aperto al quale il Cavaliere in gran segreto sta già lavorando, in vista delle Politiche. Ma le elezioni sono lontane. Nel frattempo il Pdl è in piena emorragia. Ormai stabilmente sotto il 20, secondo tutti i sondaggisti, comunque terza forza alle spalle di Grillo. Viaggiava sopra il 25 in …

"Dalla Cassa depositi e prestiti un soccorso ai Comuni senza soldi", di Luca Pagni

Un aiuto finanziario ai Comuni in crisi di liquidità. Il senso del provvedimento che farà di Cassa Depositi e Prestiti il nuovo perno attorno a cui ruotare il sistema dei servizi pubblici locali è tutto qui. Far arrivare con continuità fondi freschi ai sindaci sempre più in difficoltà nel far quadrare il bilancio. Sia portando la Cassa nel capitale delle aziende che distribuiscono luce, gas, acqua e gestiscono il servizi rifiuti; e sia aprendo all’ingresso di possibili investitori privati. In gergo tecnico si chiamano utility. Per decenni sono state il bancomat dei Comuni. Quando una giunta era in crisi di liquidità o più semplicemente aveva bisogno di aprire urgentemente un cantiere bastava una telefonata e il direttore generale dell’azienda locale provvedeva. Con la trasformazione in società per azioni e ancora di più da quando le più grandi utility sono state collocate in Borsa, i Comuni si sono dovuti “rassegnare” ai comportamenti di tutti i soci di aziende quotate: ritirare i dividendi soltanto una volta all’anno e interferire il meno possibile con l’attività dei manager. Ma …

Bersani: "Il lavoro per noi è centrale", di Maria Zegarelli

Il segretario: non ti fa solo mantenere la famiglia, è la tua dignità, è la tua quota di trasformazione del mondo e ne hai diritto. Saranno questi i pilastri del progetto politico attorno ai quali il Partito democratico vuole costruire l’alternativa di governo. «Perché il lavoro non è solo quello che ti fa mantenere la famiglia, è la tua dignità, è la tua quota di trasformazione del mondo e ne hai diritto». E forse è proprio questo uno dei passaggi più applauditi dell’intervento con cui Pier Luigi Bersani ha chiuso ieri a Napoli i lavori della seconda Conferenza nazionale sul lavoro del suo partito. Un intervento che non ha risparmiato critiche al governo, a Silvio Berlusconi (per il patto con l’Ue per il pareggio di bilancio), al ministro Fornero e alla (non) politica della zona Ue e alle non politiche, a iniziare da quella industriale, italiane. A proposito delle liberalizzazioni dell’era Monti il segretario Pd perde la pazienza e si lascia scappare una parolaccia. «Se un anziano ha gli occhi secchi e va a comprare …

Bersani a Monti: «Riprendiamoci la sovranità», di Maria Zegarelli

«Bisogna riorganizzare i fondamentali, riprendere sovranità» e affiancare al rigore sui conti anche le misure per la crescita. Lo ha detto l’altro giorno alla Camera e lo ripete anche adesso, in occasione dell’Assemblea nazionale Pd sull’Agricoltura, il ministro per le politiche Agrarie Mario Catania è seduto in prima fila, ha da poco concluso il suo intervento. Pier Luigi Bersani richiama la politica ad esercitare il proprio ruolo e, rivolgendosi al ministro, esorta: «Anche nell’emergenza abbiamo bisogno che il sistema Paese cominci ad alzare la testa». Sottolinea: «Con Monti ci intendiamo larghissimamente, ma non si può dire che una volta è la crescita che manca, una volta è la riforma del lavoro, un’altra il debito perché i mercati leggono la realtà ma anche la creano e se hanno deciso di andare a prendere il predatore dalla savana decidono indipendentemente dal fisico dell’animale». E l’animale-Italia è sotto botta, morso dalla recessione. Per questo il segretario Pd invoca un «gesto politico» senza del quale «l’Europa non può uscire dal problema». Il Pd, come il Pdl, sa bene che …

"La vera malattia europea è la cecità dei suoi leader", di Antonio Puri Purini

Ognuno pensa per sé, a partire da noi. Invece serve un piano ambizioso: con la Germania, non contro. La passione civile è assente nella crisi dell’euro. Questo spiega perché la classe dirigente, nella più grave crisi mai attraversata dall’Europa, dimentica che la saggezza consiglia di contare fino a dieci prima di parlare. Convinzioni radicate facilitano il successo. Altrimenti, tutto si ridimensiona. C’è da rimanere quindi stupefatti di fronte all’incapacità, in tutta l’Europa, di parlare della moneta unica con la gravità che sarebbe doverosa e alla leggerezza del dibattito europeo in Italia. Mentre i mercati aggrediscono l’euro come un torrente in piena, le classi dirigenti assomigliano all’oligarchia veneziana alla vigilia della scomparsa, per volontà di Napoleone, della gloriosa repubblica nel 1797. Allora come oggi, trionfa l’opportunismo, la furbizia, l’attesa, la sottovalutazione del pericolo. L’inettitudine della politica nel banalizzare la gravità della situazione diffonde angoscia anche presso la gente comune. Ognuno diffonde un proprio punto di vista, alla faccia dell’obiettivo comune. Il risultato sono messaggi sbagliati che alimentano risentimenti e aggravano problemi. La cancelliera Merkel parla giustamente …

"Protezione civile: Luci e ombre della riforma", di Enrico Panini

Che fosse necessario andare al riordino di uno strumento importante quale è la protezione civile era consapevolezza di molti. Ciò non solo per recuperarne la funzione originaria, dopo i gravissimi snaturamenti introdotti dal Governo Berlusconi. Ma anche perché il nostro Paese, a grave rischio sismico e con un dissesto del suolo che ha pochi eguali, è caratterizzato dall’assenza di una pratica coerente di prevenzione e da un accavallarsi di norme in materia. Tutto ciò rende necessario affrontare nuovamente i temi relativi alla funzione della Protezione civile. Al riguardo, stanno lavorando le Commissioni Affari Costituzionali ed Ambiente della Camera, in sede di conversione in legge di un Decreto dello scorso 15 maggio. Quel testo, che pure contiene alcuni punti sicuramente condivisibili (in particolare la conferma del superamento dei Grandi Eventi affidati al Dipartimento Protezione Civile), è informato da alcune scelte di fondo che noi consideriamo sbagliate e da un qualche vuoto da recuperare nel lavoro in Aula. Per le scelte sbagliate mi riferisco a quelle parti nelle quali si sancisce la privatizzazione delle materie riguardanti la …