Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Sanità, scoppia il caso dei fondi pilotati, indagato il braccio destro di Formigoni", di Davide Carlucci

Un’altra bufera, l’ennesima, investe la sanità lombarda. E tocca un fedelissimo del sistema di potere formigoniano, il direttore generale della Sanità Carlo Lucchina, già tirato in ballo in più occasioni nel corso di un’altra inchiesta, quella che riguarda i 70 milioni di euro della fondazione Maugeri distratti da Pierangelo Daccò e Antonio Simone. Ieri gli uffici di Lucchina in Regione sono stati perquisiti dai militari del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza. Il dirigente è accusato di turbativa d’asta: avrebbe favorito, insieme ad altre ventisette persone — altri funzionari della sanità, direttori generali di ospedali, imprenditori, medici e tecnici — alcune aziende del settore delle tecnologie medicali nell’aggiudicazione di progetti sperimentali negli ospedali Niguarda di Milano, e nei nosocomi di Lecco, Busto Arsizio e Saronno. L’inchiesta del pm Carlo Nocerino — coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco, lo stesso che si occupa del caso Maugeri — ipotizza anche i reati di associazione per delinquere, rivelazione del segreto d’ufficio e peculato. Le gare truccate sarebbero tre: una per l’adozione, da parte dei medici, …

"Quella norma non salva né Penati né Berlusconi", di Luigi Ferrarella

Non salva Penati dall’inchiesta di Monza sulle tangenti rosse e non salva Berlusconi dal processo Ruby: se si parla poco delle sensibili lacune e reali incongruenze della nuova legge, è paradossalmente perché da destra su Penati e da sinistra su Berlusconi si continuano a sbandierare due inesistenti «al lupo al lupo». Non è vero che la legge contenga una norma destinata a mandare al macero il processo che la Procura di Monza è orientata a chiedere per l’ex capo della segreteria politica del segretario pd Bersani: per il semplice fatto che la legge non inciderà sulla prescrizione delle due imputazioni di corruzione e delle due ipotesi di violazione della legge sul finanziamento dei partiti datate 2008-2009 e 2008-2010, che continueranno a prescriversi dopo 7 anni e mezzo, tra la metà 2016 e metà 2017. Poi ci sono tre accuse di concussione, l’attuale articolo 317 che punisce da 4 a 12 anni «il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente denaro od …

"Esodati, nuovo scontro Fornero-Camusso", di Massimo Franchi

Saranno settimane di fuoco per Elsa Fornero, chiamata a difendersi per la gestione sciagurata della vicenda esodati. La ministra del Welfare sarà chiamata prima a riferire nell’aula del Senato, martedì 19, e il giorno dopo nell’aula della Camera. Sulla strada è comparso anche un grosso ostacolo: la mozione di sfiducia individuale promossa dall’inedita alleanza Lega-Idv, proposta che ha ricevuto un’ottantina di firme comprese due del Pdl (Alessandra Mussolini e Miserotti). Nel testo si sostiene che «la gestione dei cosiddetti “esodati” da parte del ministro del Lavoro e delle politiche sociali, con affermazioni sconcertanti, merita disapprovazione e biasimo» e soprattutto che la ministra ha avuto un comportamento «grave» nell’aver «taciuto i contenuti del documento Inps sul numero degli esodati». La suspense sull’esito del voto è aumentata dal fatto che nemmeno tra le file della maggioranza la difesa della ministra è molto convinta. Le critiche sono fortissime e ieri sette parlamentari del Pd (Stefano Esposito, Antonio Boccuzzi, Giacomo Portas, Giorgio Merlo, Dario Ginefra, Ivano Miglioli e Daniele Marantelli, espressione di diverse anime del partito) hanno preso carta …

"Le dismissioni", di Valentina Conte

Fondi mobiliari e immobiliari per cedere quote di patrimonio pubblico. Il governo è pronto a predisporre speciali “veicoli” per valorizzare i gioielli di famiglia, soprattutto quelli degli enti locali – partecipazioni e mattone piazzarne le quote e scardinare così la mole di debito pubblico. Diverse le ipotesi sul tavolo. Dalla Superholding al trust, da società ad hoc (Sgr) al rafforzamento di Cassa depositi e prestiti e Demanio. Obiettivo minimo dell’operazione taglia-debito, almeno 50 miliardi. Ma si può salire. Il tempo è maturo per una spallata al vero mostro dei conti italiani, il suo debito pubblico. Un buco nero che viaggia verso i 2 mila miliardi di euro, oltre il 120% del Pil, rende vulnerabile il Paese e nutre il gioco della speculazione che poi infierisce sullo spread tra Btp e Bund, proiettato ora verso quota 500. L’annuncio del premier Monti, ieri da Berlino, imprime un’inaspettata accelerazione alla più decisiva delle manovre Salva-Italia, l’unico “firewall” plausibile in queste ore di panico sui mercati: l’erosione del debito. OPERAZIONE TAGLIA-DEBITO La via tracciata dal presidente del Consiglio riguarda …

"Frau Merkel rigida sui salvataggi", di Paolo Soldini

Con il caldo di un’estate precoce, rischiano di sciogliersi le speranze di Angela Merkel di portare a casa la ratifica del Fiskalpakt prima delle vacanze. Le ultime date utili sarebbero il 25 giugno per il Bundestag e il 7 luglio per il Bundesrat, la Camera dei Länder. Ma lei stessa, secondo le indiscrezioni filtrate ieri da una riunione della Cdu, avrebbe ammesso di non aspettarsi un accordo con la Spd e i Verdi – i cui voti sono necessari per l’approvazione – dalla riunione fissata per stasera alla cancelleria. Ed è un bel problema, perché senza ratifica tedesca del patto è molto difficile che a luglio possa entrare in funzione, come previsto, l’Ems, il nuovo fondo salva-Stati ricco di 500 miliardi di euro, senza il quale cadrebbe ogni prospettiva di interventi d’emergenza a cominciare dalla Spagna per proseguire (facendo gli scongiuri) con l’Italia. La cancelliera continua a confidare che l’intesa arriverà in extremis e ieri anche l’ex vice cancelliere ed ex ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier (Spd) si è detto fiducioso che a un accordo …

"Esodati, Fornero sapeva da sei mesi. La ministra ha fatto finta di nulla", di Massimo Franchi

Il rapporto dell’Inps fu chiesto dalla stessa ministra e venne consegnato lo scorso gennaio. I dati utilizzati per preparare il decreto sui 65mila. La relazione dell’Inps contestata da Elsa Fornero è stata chiesta dalla stessa ministra all’Ente pensionistico sei mesi fa. Il documento che Fornero accusa di provocare «disagio sociale» è stato sulla sua scrivania fin da gennaio. E non è rimasto in un cassetto. Ma valutato e soppesato, usato come strumento utilissimo per dar vita al decreto interministeriale che dei 390mila esodati calcolati dall’Inps ne ha «salvaguardati» solo 65mila. Una relazione dunque la cui responsabilità ricade completamente sulla ministra. Ed ecco la colpa politica di Elsa Fornero. Per sei mesi ha scientemente sottovalutato il caso “esodati” sottostimando il numero della platea dei “dannati” che, grazie alla sua riforma, si sono trovati senza lavoro e senza pensione per anni. La relazione è stata chiesta da Fornero nei giorni in cui, con il decreto Milleproroghe, il Parlamento stava cercando di allargare, almeno in parte, le maglie della riforma delle pensioni. Fornero, sotto la pressione della Ragioneria …

"Le nomine Agcom e il primato del pluralismo", di Vladimiro Zagrebelsky

Sarebbe bene sostituire la misteriosa sigla della Agcom con il suo nome vero, per ricordare la natura e la missione di quella Autorità indipendente, che è istituita «per le garanzie nelle comunicazioni». Essa svolgerà un ruolo decisivo nella assegnazione delle frequenze per le trasmissioni televisive: un ruolo determinante per ciò che vedremo, ascolteremo e sapremo nei prossimi anni. La gravità degli attuali problemi economici, che monopolizzano le attenzioni e preoccupazioni, spinge a vedere solo il profilo economico di questioni che invece riguardano anche altre ed importanti esigenze. E’ significativo che le critiche largamente portate alle recenti nomine dei componenti della Autorità finiscano spesso con il riflettersi solo sulle previsioni di comportamento di questo o quel commissario nelle decisioni che hanno conseguenze economiche sui vari operatori televisivi, attuali o potenziali. Nessuno, specie di questi tempi, può sottovalutare la portata economica delle decisioni da prendere. Ma essa non deve esaurire l’ attenzione di chi le prende, né la vigilanza della pubblica opinione. In un suo intervento a «Otto e mezzo» de La7, l’altro giorno il segretario del …